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Cronaca

Il Papa apre ai separati. E la Chiesa?

"Io cattolico, credente e praticante spero sia una reale apertura e non uno slogan"

Il Papa durante l'incontro mondiale per le famiglie a Milano (Credits: AP/Antonio Calanni)

"Quanta sofferenza in tutti questi anni, quanta speranza che le cose potessero cambiare. E quante volte invece non è mutato nulla. Voglio sperare che questa volta ci siano davvero un incoraggiamento e un'apertura concrete verso noi separati. Il papa sembra crederci, speriamo lo faccia anche la Chiesa". Questi i sentimenti di reazione a caldo di Gigi, separato da molti anni, cattolico e praticante, alle parole di ieri di Benedetto XVI. Il Pontefice ha infatti dato segnali molto importanti durante l'ultimo giorno dell'incontro mondiale dedicato alle famiglie, segnali di apertura per chi è purtroppo segnato da dolorose esperienze di fallimento e separazione.

Un tema bruciante che tocca gli animi e le coscienze, soprattutto di chi, come Gigi, ha da sempre uno stretto rapporto con Dio e con la Chiesa. "Il vincolo del matrimonio per me è indissolubile, ecco perché io non ho mai voluto il divorzio e con le mie partner successive sono sempre stato chiaro su questo tema. Certo, la vita non va sempre come noi vorremmo, siamo sempre messi di fronte a prove che possiamo e dobbiamo accettare se vogliamo andare avanti. Ma non riesco neanche a esprime tutto il dolore che ho provato e sento tuttora per non potermi accostare al sacramento dell'Eucarestia", si sfoga, "la pesantezza che sento nel cuore quando guardo in faccia le mie figlie e non posso più parlare loro di famiglia. Perché non siamo più una famiglia, nonostante io le ami con tutto me stesso e con la mia ex moglie ci sia sempre stato tanto affetto, comprensione e rispetto".

Il Papa ha esplicitamente affermato di fronte a oltre un milione di persone che "il problema dei divorziati è una delle grandi sofferenze della Chiesa di oggi. Sappiate che vi sostengo nella vostra fatica  e vi incoraggio a rimanere uniti alle vostre comunità e auspico che le diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza". Ma questo cosa significa? E' davvero un passo avanti verso un numero sempre crescente di persone che si trovano ad affrontare questo annoso problema carico di dolore e sofferenza e in molti casi anche di vergogna, oppure è solo l'ultima trovata per scuotere le coscienze salvo poi farle ripiombare nella disperazione confermando che i divorziati non possono ricevere assoluzione e quindi Eucarestia?

Gigi spera vivamente in un'apertura concreta perché "anche se non lo chiamo più incubo - ma solo perché sono passati molti anni - rimango sempre in un limbo, resto fedele agli insegnamenti che ho ricevuto fin da bambino. Per me la confessione è una vera e propria analisi del mio io più profondo, la denuncia dei peccati e il desiderio di non commetterne più. Io so già a priori che quest'ultima condizione non può essere rispettata".

Durante il suo percorso, Gigi ha avuto modo più volte di confrontarsi con sacerdoti e monsignori che non ha mai smesso di frequentare e qualcuno di loro gli ha anche suggerito di accostarsi ugualmente al sacramento (andando contro le regole). Lui per coerenza verso la sua Fede però non lo ha mai fatto. Una "separazione" dall'Eucarestia che forse ha i giorni contati.

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