Cronaca

Furia Minoli: Gubitosi è un bugiardo

Non si placa la polemica dopo l'intervista di Gubitosi a Panorama : "Il Dg Rai si nasconde dietro alle bugie, dica che non vuole Minoli in Rai piuttosto" 

Giovanni Minoli - ANSA/CLAUDIO ONORATI/CRI

Non accenna a placarsi la polemica innescata dalla chiusura de La storia siamo noi, il fortunato programma televisivo in onda da anni sulle reti Rai e condotto, fino al suo pensionamento deciso dai nuovi vertici Rai, da Giovanni Minoli. A rinfocolare la querelle è stata un'intervista che il dg Gubitosi ha rilasciato al settimanale Panorama domani in edicola nella quale il giornalista viene accusato di averlo fatto «martellare da chiunque» - cioé di essersi fatto raccomandare da vari politici - pur di conservare l'oneroso «contratto di 2,499 milioni in tre anni», la struttura e il ruolo che aveva ricoperto fino al suo pensionamento.

Le accuse a Minoli - decano Rai e ideatore di Mixer - seguono quelle, altrettanto pesanti, che lo stesso Minoli aveva rivolto qualche settimana fa durante La Zanzara, accusando Gubitosi di non sapere nulla di televisione ma solo di numeri. «Gubitosi ha problemi di memoria o di identità, forse perché fare i conti alla Fiat è diverso da gestire la più grande industria culturale del paese» ha risposto oggi all'intervista l'ideatore di Mixer, fortunato programma di approfondimento politico degli anni 80-90.  Affondando poi il coltello e rispondendo alle accuse di Gubitosi di aver cercato raccomandazioni politiche: «Ha rifiutato addirittura di allungarmi per un mese il contratto a un euro per allinearlo alla fine della programmazione de La storia siamo noi. Mi sembra che sia la prova provata di una violenza fatta alla persona. Poteva dire: voglio cacciare Minoli dalla Rai anche come autore e conduttore, ma doveva avere il coraggio di fare così. È un suo diritto, ma bisognava dirlo con coraggio e chiarezza senza nascondersi dietro alle bugie».

«Quanto al mio contratto in scadenza non l'ho fatto io, ma me lo ha proposto la Rai - sostiene ancora -. Dovevo rifiutarlo? Non l'ho fatto. Non ho fatto nessuna richiesta di rinnovo per il semplice fatto che non ho avuto proposte. Se poi, oltre al grande consenso che ci arriva in questi giorni dalla societa' attraverso tutti i canali, anche in Parlamento i deputati di quattro partiti si sono uniti in un'interrogazione al presidente del Consiglio, li ringrazio perché sono democratico, li considero legittimi rappresentanti del popolo e se chiedono spiegazioni mi sento onorato perché vuol dire che abbiamo seminato in profondita». 

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