La Fiom ha promosso la manifestazione nazionale per unire tutto il mondo del lavoro e avanzare proposte "per dare un futuro all'Italia". Parola del segretario generale, Maurizio Landini, acclamato a gran voce nel corteo che si snoda per le vie di Roma. "Non siamo qui per difendere cose che non ci sono più, anche perchè ci hanno tolto tutto. Siamo qui perchè abbiamo una idea di futuro, abbiamo l'ambizione di fare proposte per dare un futuro al Paese. Vogliamo batterci per questo nel Paese". Landini ha spiegato che il corteo di oggi è solo l'inizio di una nuova "fase che si apre": "Nei prossimi giorni vogliamo mettere in campo azioni concrete nei territori... E Renzi stia tranquillo, non siamo qui contro di lui, ma abbiamo l'ambizione di proporre idee per il futuro dell'Italia".

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"Abbiamo proposte molto precise e che hanno anche un consenso - ha spiegato Landini - credo che in questi anni anche da un punto di vista sindacale stiamo pagando gli errori: non abbiamo affrontato adeguatamente la frantumazione del mondo del lavoro". L'elemento di novità - ha proseguito il leader dei metalmeccanici della Cgil - è che in questi anni sono stati tolti i diritti ai lavoratori e per questo il compito che si è assunta la Fiom è di "unire tutto il mondo del lavoro".

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"Questa è la proposta che facciamo - ha sottolineato - non è un percorso semplice, è un percorso che si apre ma a cui non vedo alternative. Sia per riformare il sindacato sia per ridare voce alle persone che per vivere hanno bisogno di lavorare". Secondo Landini, il "problema non è essere vecchi o nuovi, ma risolvere il problema principale, cioè che non c'è lavoro e che vi è uno sfruttamento del lavoro senza precedenti". Gli ultimi dati forniti dal ministero del Lavoro sulle assunzioni avvenute a gennaio e febbraio scorso, per Landini, sono positivi ma sono ben piccola cosa di fronte ai tre milioni e mezzo di disoccupati, ai quattro milioni che non cercano neanche più un posto, al miliardo di ore di cassa integrazione registrate nel 2014, alle 95 mila piccole e medie imprese che hanno cessato negli ultimi sei anni. "Ci stiamo battendo perchè per risolvere la situazione bisogna fare milioni di assunzioni. Il problema - ha concluso - è quale visione abbiamo davanti: noi non stiamo difendendo cose che non ci sono piu', ma siamo qui perche' abbiamo una idea di futuro

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