Cronaca

"Don Corsi sotto attacco perché prete di destra"

Così sostiene il fondatore di Pontifex.Roma, Bruno Volpe, autore del volantino incriminato

L'articolo di Bruno Volpe su Pontifex.Roma (Credits: Pontifex.Roma)

Volete sapere perché don Piero Corsi è stato tanto duramente attaccato per quel volantino affisso nella bacheca della parrocchia di Lerici? Perché è un prete di destra e le gerarchie cattoliche hanno voluto far pagare a lui le critiche di quei sacerdoti che contestano l'avvicinamento della Chiesa al governo Monti”.

Insomma, per Bruno Volpe, fondatore di Pontifex.Roma, il più famoso dei blog ultra-cattolici da cui don Piero Corsi ha estratto il testo sul femminicidio, le polemiche nei suoi confronti sarebbero frutto soprattutto di una strumentalizzazione politica e non dello sdegno provocato di fronte a un prete che ritiene corresponsabili delle violenze subite da parte degli uomini le stesse vittime donne, comprese le 115 ammazzate in Italia nel 2012.

Un delitto, il femminicidio, che, lui, Bruno Volpe, almeno da un punto di vista giuridico, non riconosce. E che contesta corredando i suoi articoli di foto o disegni choc (due sposi su una torta nuziale dove lei tiene tra le mani la testa mozzata di lui che gronda sangue macchiando di rosso l'abito bianco immacolato) e che titola con la parola femminicidio sempre scritta tra virgolette: “Crisi della famiglia dietro il generico femminicidio. Alcune donne esasperano i mariti?”, oppure: “Femminicidio: le donne killer nascoste dai media tv”, o ancora: “Le donne e il Femminicidio: facciano sana autocritica, quante volte provocano?” e infine: “Il Femminicidio? Colossale bufala mediatica. Giustificazione il libertinaggio aizzando l'odio”.

Nei giorni scorsi su molti giornali si è parlato di Bruno Volpe come l'ispiratore della sortita di don Corsi. Ma chi è davvero? Cosa fa nella vita? E quanto gli fruttano le sue sparate anti femministe, anti gay, anti aborto?

Ex avvocato, Bruno Volpe si definisce oggi “giornalista”. Vive a Bari da separato. Non ha figli. La moglie sudamericana lo aveva seguito in Italia ma poi non era riuscita a integrarsi e insieme si erano trasferiti in Messico. Qui lui aveva iniziato a rifarsi una vita vendendo prima rosari e santini religiosi fuori da una chiesa di Monterrey e poi scrivendo di argomenti religiosi per un giornale messicano. A quel punto, però, la moglie lo ha lasciato e lui se ne è tornato in Puglia dove nel 2008 ha aperto il suo blog che oggi gli consente di mantenersi grazie alle numerose inserzioni pubblicitarie.

Volpe, non è che lei ce l'ha a morte con tutte le donne che si emancipano dal loro ruolo di madri e moglie perché è stato lasciato dalla sua?

Non diciamo sciocchezze.

Il suo blog nasce nel 2008 per diffondere la Retta e Ortodossa dottrina Cattolica (tutto scritto con le maiuscole) e senza scopo di lucro. Eppure la pagina ospita numerose pubblicità. Viene il dubbio che le sue crociate le servano soprattutto ad aumentare le entrate.

Ognuno è libero di pensare quello che vuole. Comunque non c'è alcun intento di lucrare sulle notizie, sarebbe miserabile.

Parliamo del caso di don Piero. Ve la siete presa moltissimo con i giornali, avete fatto querele perché secondo voi quello che è stato scritto e detto è tutto falso, tutto montato ad arte. Da chi? E perché?

Ho saputo che quel prete era già da tempo nel mirino di alcuni contestatori, quindi penso che questo caso sia stato creato ad arte per cacciarlo e metterlo a tacere. In realtà sono convinto che don Piero non volesse scatenare il putiferio che c'è stato ma solo sollevare un dibattito tra i fedeli.

Un dibattito sulle donne che se vengono ammazzate qualche volta è perché se la sono cercata...

Chiariamo subito: io sono assolutamente contrario a ogni violenza sulle donne.

Perché allora nei suoi articoli lo scrive sempre tra parentesi?

Lo ribadisco, l'uomo che prende a calci e pugni una donna è un doppio mascalzone perché se la prende con un essere indifeso. Ma se vogliamo essere seri non possiamo fare un discorso monco: non si può escludere che certe reazioni di rabbia incontrollata da parte di un uomo siano talvolta innescate da una trafila di provocazioni da parte della donna.

Che non assolve più al suo ruolo di madre e moglie angelo del focolare obbediente al marito?

Per carità, le donne possono svolgere tutte le attività che vogliono e spesso lo fanno anche meglio degli uomini. Quando parliamo di angelo del focolare ci riferiamo al modello mariano di servizio, quindi a quello della Sacra Famiglia di Nazareth. Le donne possono pure fare carriera, l'importante è che non tralascino il compito cui sono preposte.

In un suo articolo lei scrive che “basterebbe, per esempio, proibire o limitare ai negozi di lingerie femminile di esporre la loro mercanzia per la via pubblica per attutire certi impulsi”. Davvero lei pensa che basterebbe questo?

Certo, ci sono statistiche secondo cui a Milano sono aumentati gli incidenti stradali quando qualcuno ha affisso i manifesti di Belen con la famosa farfallina. Non capisco perché le femministe si arrabbino tanto per cose meno gravi e non per quello che è un autentico mercimonio del loro corpo.

Le assicuro che lo fanno. Senta, il femminicidio esiste o è, come la definisce lei, “una bufala mediatica”?

Da un punto di vista giuridico è una bufala mediatica perché il nostro ordinamento, in virtù dell'articolo 3 della Costituzione che stabilisce la parità tra i generi, non ammette che uccidere una donna sia più grave che uccidere un uomo. Il che non significa che io non contesti la gravità di un atto di violenza su una donna per il quale proporrei pene gravissime nei confronti del reo.

Condivide il giudizio espresso da Monsignor Alessandro Plotti che in una intervista rilasciata a Pontifex.Roma ha detto che l'aborto è più grave del femminicidio?

E' evidente, non lo dice il monsignore ma il catechismo della Chiesa.

Eppure, a proposito dei gay, ho letto in uno dei vostri articoli “meglio se quella madre avesse abortito”.

E' una frase strumentalmente estrapolata che io avevo citato come riferimento all'ultima cena di Gesù quando lui dice “guai a quell'uomo che tradisce, meglio per lui non essere mai nato”.

E che c'entra con i gay?

Chi commette peccati gravissimi sarebbe stato meglio non fosse mai nato.

Quindi l'omosessualità è un peccato gravissimo?

No, l'omosessualità in sé non è peccato bensì una tendenza disorganizzata. Il peccato è negli atti. Se un omosessuale non pratica, non dà scandalo, non fa casino nessuno può prendersela con lui se ha questa...

Malattia?

Tendenza disorganizzata.

Ma se fossero davvero così tendenzialmente disorganizzati, come farebbero tanti omosessuali a ottenere il successo che spesso hanno nella società?

Il sindaco di Parigi è un omosessuale e dirige la città in maniera eccellente. Come vede non ce l'ho con gli omosessuali in quanto tali. Ma una cosa è l'efficienza amministrativa, altro l'etica.

Ha scritto che l'operaio morto mentre montava il palco di Jovanotti è stato vittima del messaggio pro preservativi del cantante? E come mai Dio avrebbe scelto proprio lui e non, per esempio, Jovanotti stesso?

Poteva succedere a lui o a un altro.

Comunque doveva capitare.

Sì, Dio non ce l'aveva con quel povero disgraziato. Il peccato stava nel messaggio.

Perché ha ricevuto una testa di coniglio?

Per minaccia. Non è stata la prima né sarà l'ultima.

Vorrebbe rettificare qualcosa?

Vorrei rispondere a chi mi ha accusato di posizioni neo naziste. Ritengo quella posizione politica una vergogna dell'umanità, perché si trattò di un regime ateo, pagano, fu un regime di violenza e sopraffazione e spero che non si ripetano mai vergogne di questo genere. Da un punto di vista politico io sono un moderato di centrodestra. Come ritengo sia anche don Piero Corsi, il quale, forse proprio per questo, è stato così duramente attaccato. Anche dalle gerarchie della Chiesa che non apprezzano quei preti di destra che contestano l'avvicinamento al governo Monti.

Si pente di qualcosa che ha detto in questa intervista o scritto nel suo blog?

L'affermazione sul giovane morto montando il palco di Jovanotti. Credo di aver esagerato e chiedo scusa ai familiari.

Lei come si definirebbe?

Io non mi voglio paragonare a Gesù Cristo, ma c'è una frase del Vangelo che dice: “Se hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi”.  

© Riproduzione Riservata

Commenti