Cronaca

Dopo la sparatoria a Napoli: "Ogni giorno due agenti feriti"

Il conflitto a fuoco di ieri è solo uno degli episodi che ogni giorno coinvolgono poliziotti e carabinieri. Il bilancio dei feriti tra le forze dell'ordine

“Su 18 volanti che ogni giorno escono dalla Questura, una pattuglia rimane ferita. Tutti i giorni per 365 giorni l’anno". È il bilancio che Giuseppe Raimondi, segretario Coisp, sindacato della Polizia di Stato della Regione Campania fa con Panorama.it a poche ore dalla sparatoria a Napoli, nel quartiere Fuorigrotta dove è rimasto gravemente ferito un poliziotto. “O durante un intervento per rissa o furto in flagranza di reato oppure per rapina o scippo, ogni giorno due poliziotti rimangono  feriti. Certo non si tratta di ferimenti da arma da fuoco ma sono sempre lesioni da arma da taglio o comunque lesioni gravi che vengono refertate presso i presidi ospedalieri” .

I fatti di Napoli

Il bilancio tracciato da Raimondi è gravissimo, senza poi calcolare i feriti tra i militari dell’Arma dei Carabinieri. Ieri sera, a rimanere a terra è stato un giovane poliziotto in servizio presso la Squadra Mobile che in borghese, stava facendo un appostamento. Proprio durante questo appostamento l'auto civetta della polizia è stata crivellata di colpi e il sovrintendente colpito al collo e alla spalla. Il conflitto a fuoco è scattato tra due agenti, entrambi ovviamente in abiti civili e alcuni malviventi, a poca distanza da una affollata stazione della ferrovia Cumana.

Gli spari hanno generato il panico tra la gente proprio in un'ora di punta, poco prima delle 20, in una strada, via Leopardi, tra le più frequentate del quartiere Fuorigrotta.

Gli uomini erano arrivati da poco per coordinare una operazione antiestorsione e avevano posteggiato lungo la strada, l'auto senza contrassegni, una Fiat Panda ultimo modello. Poi i malviventi si avvicinano ai poliziotti e inizia il conflitto a fuoco. Il poliziotto ferito è stato subito trasportato nel vicino ospedale San Paolo, per poi essere trasferito al Cardarelli.

Poca tutela

“I poliziotti e i carabinieri difficilmente iniziano un conflitto a fuoco- spiega a Panorama.it, Giuseppe Raimondi- devono proprio essere costretti perchè i nostri uomini sanno perfettamente che lo Stato non li tutela e quindi preferiscono prendere le mazzate prima che usare un’arma. È questo uno dei veri problemi che i nostri uomini sono costretti a subire, la poca tutela, a scapito della loro vita”.

Poi Raimondi spiega quanto sia necessario, oggi più che mai una reale applicazione del Codice Penale senza che vi siano aumenti di pena. Secondo il segretario regionale campano è inutile innalzare le pene, basterebbe solo applicare quelle già esistenti.

“Siamo stufi di fare la conta tra colleghi feriti , aggrediti ma anche di cittadini e turisti rapinati così come dell’esplosione di centinaia di colpi di armi da guerra, omicidi- prosegue- anche questa sparatoria in un quartiere molto popolato di Napoli in orario di punta evidenzia quanto questi delinquenti, non abbiano alcun rispetto per la vita umana, non esitando a sparare non solo contro dei poliziotti, ma tra passanti inermi.
“Basta con sconti di pena , basta con cumulo di pena, basta rito abbreviato , basta pene alternative – continua Raimondi- quando li arrestiamo devono scontare tutta la pena. Noi arrestiamo sempre i soliti delinquenti perché in realtà non vanno in galera. Come può un uomo con due pagine di precedenti essere libero e muoversi in mezzo ai cittadini comuni e persone perbene?”


Alcuni proiettili sparati dai malviventi, infatti, hanno raggiunto anche il muro della stazione della Cumana. Ma un aiuto importante alle indagini potrebbe venire dalle riprese degli impianti di videosorveglianza di alcuni negozi della zona. Ieri sera, subito dopo la sparatoria nel quartiere Fuorigrotta e in quelli vicini sono state fatte convogliare decine di auto della polizia e anche un elicottero per cercare di individuare gli autori della sparatoria. Poche ore prima del ferimento del poliziotto, nel quartiere Soccavo, che confina con Fuorigrotta, si era svolta una marcia contro il degrado e la camorra, con circa cinquecento partecipanti. All'iniziativa, promossa dai parroci della zona, aveva partecipato anche il vicesindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice.


© Riproduzione Riservata

Commenti