Cronaca

Diritto di cittadinanza. Immigrati italiani

Il nostro Paese è il fanalino di coda in Europa nella concessione della cittadinanza, sebbene il numero di stranieri sia in aumento

Credits: Fotografie di Stefano G. Pavesi - La famiglia di Marlen Masak è originaria dell’Egitto. Nella foto, è con la madre Ghobryal Tahany.

Un sogno, una speranza, un miraggio, ma nulla di più. Questo è la cittadinanza italiana per molti immigrati. Sono stranieri per modo di dire: nascono, crescono, studiano, lavorano, pagano le tasse nel nostro Paese ma il passaporto non riescono ad averlo. La nostra legge è la più restrittiva d’Europa. E per i pochi che raggiungono l’agognato traguardo è davvero una festa, come testimoniano le foto di Stefano Pavesi scattate nell’ufficio cittadinanza del Comune di Milano. Il giorno dei ritiro del certificato di «italiano» è come una nuova nascita, da festeggiare con parenti e amici. Ma si tratta ancora di una minoranza di fortunati.

«L’Italia sono anch’io» reclamano molti immigrati, ispirandosi allo slogan della campagna per modificare l’attuale legge sulla cittadinanza. Alcuni comuni hanno raccolto il loro appello. Tra questi Milano, che ha inviato lettere agli immigrati neomaggiorenni spiegando loro le regole per diventare cittadini. L’iniziativa ha fatto quasi raddoppiare, solo nel capoluogo lombardo, le richieste di cittadinanza presentate dai giovani di seconda generazione: nel 2011 sono state inviate 479 lettere da parte del comune, 458 richieste di cittadinanza ritornate, il 39,1 per cento in più rispetto all’anno precedente. Qualcosa si muove, tenuto conto che su 4 milioni di immigrati presenti sul nostro territorio, circa un residente straniero ogni 6 è nato e cresciuto solo in Italia (736 mila persone alla fine del 2011).

In tutto, sono 803 mila gli stranieri che nel 2010 hanno acquisito la cittadinanza di un paese dell’Unione Europea (fonte: Eurostat), quasi 40 mila in più rispetto al 2009. Ma all’Italia va la maglia nera. Nel 2010 (ultimo dato disponibile, fonte «Dossier statistico immigrazione 2012», Caritas e Fondazione Migrantes) le acquisizioni di cittadinanza italiana sono state 66 mila, pari a un dodicesimo del totale comunitario (8,2 per cento). I dati provvisori del 2011 testimoniano un ulteriore calo rispetto all’anno precedente con appena 56 mila acquisizioni di cittadinanza. In media, se nell’Ue nel 2010 si sono registrate 2,4 concessioni di cittadinanza ogni 100 residenti stranieri, in Italia lo stesso dato scende a 1,4. Non è previsto infatti alcun meccanismo automatico di concessione della cittadinanza neanche per le seconde generazioni di immigrati. Raggiunta la maggiore età, il giovane straniero ha solo un anno di tempo per presentare la domanda, a patto di avere risieduto ininterrottamente in Italia fin dalla nascita.

Chiusa questa finestra di un anno, lo straniero, paradossalmente, resta immigrato per sempre. L’alternativa è solo quella di sposare un cittadino o una cittadina italiana. Per i cosiddetti «lungo residenti» non comunitari sono richiesti addirittura 10 anni di residenza per ottenere il passaporto. Un tempo di stabilizzazione così lungo c’è solo in Spagna. La proposta di legge di iniziativa popolare presentata alla Camera mira a modificare radicalmente questa normativa: riconosce la cittadinanza ai nati in Italia da genitore straniero regolare, residente da almeno un anno. Mentre i nati da genitori irregolari otterrebbero la cittadinanza solo a 18 anni, avendo però due anni di tempo per presentare la richiesta.

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