Cronaca

Costosissimi Cie

Mentre riprendono gli sbarchi uno studio mette in luce il flop dei centri migratori - L'analisi

ANSA

Quanto costano allo Stato i Centri di identificazione ed espulsione per migranti senza documenti? Sono davvero efficaci per contrastare l'immigrazione clandestina? Riescono a identificare gli stranieri senza permesso di soggiorno in Italia? Quanti sono gli immigrati che riescono a fuggire da questi centri ritornati oggi al centro del dibattito politico dopo le critiche del ministro Kyenge?

A queste domande offre una risposta, la prima, la più articolata perché basata sui dati delle prefetture, una ricerca del professor Alberto Di Martino, docente di diritto penale alla Scuola superiore di Sant'Anna di Pisa, dalla quale emerge in modo inequivocabile, proprio mentre riprendono gli sbarchi in Calabria e in Sicilia,  il fallimento della politica dei respingimento fin qui seguita dal nostro paese.

I dati sono impietosi. I Cie costano allo stato 55 milioni di euro ogni anno (che lieviteranno a 97 con l'ampliamento delle attuali strutture), di cui circa 20 milioni di euro per la gestione di tutti i 13 Cie italiani e 5 milioni annui per le spese legali a carico dello Stato.  Ogni immigrato costa in pratica allo Stato italiano 55 euro al giorno.

Non è però solo un problema economico. Nei 13 Cie italiano transitano circa 10 mila immigrati ogni anno, un'inezia se si considera che gli irregolari sono circa mezzo milione. Non basta: costretti in stanze sovraffollate, ospiti di questi centri fino a 18 mesi senza poter uscire, gli immigrati scappano da queste strutture, spesso riuscendoci. Le evasioni sono infatti al 7%. E ancora: il 20-30% degli ospiti non viene nemmeno identificato e perciò, trascorsi i termini, torna in libertà. Nemmeno la metà degli immigrati rinchiusi termina il suo viaggio su un aereo che lo riporta in patria. Quanto ai costi dei rimpatri si può citare l'esempio forse eclatante di Josè Manuel Niera Portugues, immigrato ventenne senza permesso di soggiorno, finito in carcere per un piccolo furto. Il suo viaggio di ritorno è costato allo Stato 23mila euro, suddivisi tra lui e i suoi due agenti della scorta.  Doveva scontare in carcere poche settimane di pena residua a causa di un furto in abitazione. 

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