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Cronaca

Caserta: la storia della bimba ammalata di Aids

Cosa è successo e cosa sta succedendo attorno al caso della bimba malata di Aids prima rifiutata e poi, da oggi, ammessa a frequentare la scuola media

Il fatto

Una bambina di 11 anni, disabile e malata di Aids, non è stata accettata nella scuola media statale di Trentola Ducenta, in provincia di Caserta dove i genitori affidatari l’avevano iscritta. Dopo che in luglio lo stesso Preside si era detto disponibile ad accoglierla. La motivazione ufficiale data: rifiuto all’iscrizione della ragazza per mancanza di posti.

A far conoscere il caso sono stati Fortunato ed Antonia, i genitori affidatari, che hanno anche scritto una lettera al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. «Non possiamo accettare una vicenda vissuta come violenza istituzionale, perché Francesca (nome di fantasia che hanno scelto  per la bambina) ha diritto a crescere in classe come tutti», anche se ha un ritardo psichico ed è ammalata di Aids.

Oggi

Dopo l'intervento del ministro, la bimba di 11 anni malata di Aids la cui iscrizione era stata rifiutata ad inizio settembre è da oggi è in classe nella scuola media di Trentola Ducenta (CASERTA).

La vicenda si è sbloccata qualche giorno fa dopo l'intervento del ministro Stefania Giannini, cui si erano rivolti i genitori affidatari della piccola. "La bimba è entrata - spiega il dirigente scolastico Michele Di Martino - ed è in classe con un'insegnante di sostegno. Ora dobbiamo lasciarla in pace e metterci alle spalle questa vicenda piena di equivoci e interpretazioni errate". Alcune madri si sono riunite in una sala della scuola per ricevere informazioni sulla malattia mentre qualcun'altra in questi giorni si è rivolta ad un pediatra.
Oggi alla scuola si e' presentato anche il sindaco Michele Griffo per tranquillizzare alcuni genitori. 

Le paure

Ha creato molte discussioni e qualche protesta il suo arrivo per il primo giorno di scuola. Una ventina di madri si sono riunite in una sala della scuola per ascoltare il pediatra della bimba, Lorenzo Mottola, e il dirigente scolastico Di Martino; al termine hanno creato un comitato che controllerà che la bimba sia seguita con attenzione, ma molte, all'esterno dell'istituto, erano perplesse. "Abbiamo avuto rassicurazioni sulla trasmissione della malattia - dice una madre - ma ciò non toglie che può capitare, anche se è raro, che la piccola si ferisca e il suo sangue infetti qualche altro studente"; qualcun'altra si spinge a dire di voler ritirare la figlia da scuola, collegando la vicenda della piccola con i disagi relativi al sovraffollamento e ai servizi igienici. "La ministra venga qui per vedere in quali condizioni sono i ragazzi; i bagni sono sporchi, le aule piccole, e ora questa ulteriore preoccupazione".

L'ultima dichiarazione

Un'altra madre rappresentante di classe, Immacolata Scotto, ha dichiarato all'Ansa "Ogni genitore dovrà prendere precauzioni e spiegare ai propri figli come comportarsi, ma la scuola è in grado di gestire questa situazione".
E aggiunge "Questa bimba ha sofferto tanto ed è  giusto che venga accolta da tutti noi".


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