Cronaca

Brindisi, un mese dopo

A distanza di 30 giorni la scuola "Morvillo Falcone" vuole andare avanti e gli esami di maturità sono il momento giusto per farlo. Vantaggiato confessa un altro attentato. E Panorama.it pubblica l'atto con cui la moglie dell'attentatore si costituisce parte civile contro Cosimo Parato, l'uomo che lo aveva truffato

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I resti dell'esplosione davanti alla scuola di Brindisi (Credits: ANSA / BIAGIO CLAUDIO LONGO)

Brindisi, un mese dopo. 30 giorni esatti da quella mattina del 19 maggio quando una bomba esplose davanti l’istituto “Morvillo Falcone”, provocando la morte di Melissa Bassi e il ferimento di altre cinque studentesse. La scuola, e la città intera, vuole ripartire, senza però dimenticare. E soprattutto vuole capire ciò che ancora sfugge dal punto investigativo, nonostante la confessione di Giovanni Vantaggiato e i nuovi dettagli che emergono giorno dopo giorno.

Un mese prima dell’attentato il Tribunale di Brindisi stabilì la condanna di Cosimo Parato e della moglie, accusati di aver truffato Vantaggiato per 343 mila euro, pagandogli con assegni scoperti una serie di forniture di gasolio. Panorama.it ha avuto modo di documentare la vicenda con la pubblicazione del dispositivo della sentenza. Oggi siamo in grado di presentare l’atto di “costituzione  di parte civile” presentata dalla moglie di Vantaggiato il 20 ottobre 2010  in cui viene fatta la richiesta di risarcimento per la cifra in questione, soldi che sarebbero alla base del movente dell’attentato alla scuola brindisina.

Giovanni Vantaggiato, fermato la sera del 6 giugno e arrestato dopo la sua confessione, ha ammesso ieri di aver compiuto anche un altro attentato dinamitardo. L’uomo fa riferimento ai fatti del 25 febbraio 2008 ai danni proprio di Parato. In quella circostanza una bomba esplose nel cestino della bicicletta, parcheggiata vicino casa: l’uomo venne ridotto in fin di vita e si salvò per miracolo. Secondo quanto apprende Panorama.it da fonti investigative, per questo attentato, a Vantaggiato sono state contestate le accuse di tentato omicidio e realizzazione, trasporto, esplosione in luogo pubblico di ordigno micidiale. I due attentati, secondo gli inquirenti, sarebbero legati tra loro.

Dopo 30 giorni, però, c’è voglia di tornare alla normalità, anche attraverso gli esami di maturità che cominceranno domani. Esami molto particolari. Mino, 18 anni, si diplomerà nel settore dei servizi sociali e dedicherà il suo esame a Melissa. “L’esame di maturità è già una prova importante, dopo l’attentato lo è ancora di più – dice lo studente -. Rimettersi sui libri dopo quello che è successo è ancora più difficoltoso. Spesso la mente si blocca e ti torna in mente quel giorno e pensi che poteva andare peggio. Dobbiamo farlo per noi, ma anche per Melissa a cui è stata privata questa opportunità”. Gli fa eco Laura che aggiunge come “la presenza degli psicologi inviati dal ministero è stato un grande aiuto. Spero che il servizio continuerà non solo per aiutare i ragazzi a superare le difficoltà, ma anche per rilanciare un’immagine positiva della nostra scuola. Dopo quello che è successo, sono ancora più orgogliosa di diplomarmi alla “Morvillo Falcone”.

Azzurra, una delle ragazze ferite e ancora ricoverate presso il centro grandi ustionati all’ospedale “Perrino” di Brindisi, frequenta l’indirizzo moda e servizi sociali che prevede un esame di qualifica alla fine del terzo anno. Ha chiesto che la commissione la raggiungesse in ospedale per la prova finale. Per citofono, guardando i suoi professori attraverso il vetro della sua stanza, ha risposto alle domande ed è stata promossa. Veronica, invece, la studentessa più grave, è stata sottoposta questa mattina al quarto intervento di pulizia facciale presso il “Sant’Anna” di Pisa: è grave, ma ce la farà, anche se dopo una lunga e dolorosa riabilitazione.

La vita dunque deve andare avanti. La squadra locale di pallacanestro è stata promossa in serie A, anche nel nome di Melissa ricordata più volte prima delle partite, la politica cittadina, di maggioranza e di opposizione, invita a non abbassare la guardia contro tutti quei fenomeni, di stampo mafioso o terroristico o criminale compiuto da un singolo, che rappresentano una piaga contro la piena legalità e lo sviluppo del territorio. Il tribunale di Brindisi intitolerà un’aula alla giovanissima vittima dell’attentato. La palestra della Morvillo Falcone da oggi si chiama Melissa Bassi. Tutto per ricominciare, senza dimenticare. E, possibilmente, avere piena giustizia e impedire che si compiano altri atti del genere.

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