Una valigia abbandonata, una stazione gremita. Così il tempo si è fermato alle 10,25 del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna.

In quel preciso istante, più di 20 kg di esplosivo (Nitroglicerina, tritolo e T4) cancellano l'ala ovest dell'edificio. Sotto rimangono 85 cadaveri e 200 feriti che si lamentano nel silenzio fattosi irreale quella maledetta domenica mattina.

Le dedizione dei soccorritori

La città reagì in modo eccelso nel prestare i primi soccorsi. Incredibilmente efficace fu l'intervento della Centrale Operativa di "Bologna Soccorso", il futuro 118 nazionale. Per il triage dei feriti fu utilizzato l'autobus della linea 37, che poi fu usato per trasportare i morti dalla stazione all'obitorio: diventerà un simbolo della strage, così come l'orologio della stazione fermo per sempre sulle 10,25.

I medici e il personale ospedaliero tornarono dalle ferie per garantire le cure ai feriti, mentre la Piazza Maggiore di Bologna divenne nei giorni successivi un presidio continuo per le manifestazioni di protesta della popolazione che fischiò e urlò contro i rappresentanti di Governo e partiti, fatta eccezione per il Presidente della Repubblica Sandro Pertini che giunse da Roma lo stesso 2 agosto.

Le indagini e i depistaggi

La storia giudiziaria delle indagini ricalca la sequenza di depistaggi e false rivendicazioni caratteristica degli attentati del decennio precedente, quello della strategia della tensione. Si ipotizzò anche una pista libica, abbandonata in seguito per concentrarsi sulla mano neofascista rappresentata dal gruppo terroristico dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari).

Gli esecutori materiali Valerio Fioravanti e Francesca Mambro assieme a Luigi Ciavardini (allora minorenne) saranno condannati nel 1995, ma i responsabili finali sono dispersi attraverso gli anni tra teorie e piste che spaziano dal terrorismo libico alle responsabilità di NATO e Mossad, il caso Ustica, Gladio e la P2, la malavita organizzata e la mafia.

La rabbia dei famigliari delle vittime

37 anni dopo la strage, non cessa la rabbia dei famigliari delle vittime né l'acredine nei confronti dello Stato. Il ministro Gianluca Galletti, bolognese doc, presente alla commemorazione per l'anniversario della strage, è accolto come persona "sgradita" in quanto rappresentante del governo, che non avrebbe rispettato gli impegni presi con i parenti.

I familiari delle vittime sono già pronti a partecipare come persona offesa all'udienza sulla richiesta di archiviazione dell'inchiesta sui mandanti della strage, fissata per il 26 ottobre 2017.


I VIDEO E LE TESTIMONIANZE DEI SOCCORRITORI ALLA STAZIONE DI BOLOGNA il 2 AGOSTO 1980

©Courtesy 118 Emilia Est. Si ringrazia la D.ssa Fiorella Cordenons

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