Cronaca

Adesso per i funerali si chiede il mutuo

La crisi economica ha colpito anche il business delle pompe funebri. E molte famiglie italiane e straniere ricorrono ai mutui o agli aiuti di Stato  per seppellire i propri cari.

Addio "caro" estinto. Adesso anche per i funerali si chiede il mutuo.

– Credits: Lapresse

“Caro papà e cara mamma vi dobbiamo  cremare. Non abbiamo soldi”.  Le famiglie italiane ma anche quelle tedesche, non hanno più denaro neanche per piangere il loro “caro estinto”. E non è un modo di dire. La crisi economica, le tasse e nel Belpaese persino l’Imu, hanno  messo  in crisi anche il  settore che, gioco di parole a parte, sembrava non dover morire mai: il business delle pompe funebri.

Nel 2012 sempre più famiglie italiane per mancanza di liquidità sono costrette a ricorrere alla cremazione oppure, come accade in Germania, persino a richiedere gli aiuti di Stato per tumulare il loro caro passato a miglior  vita.

Ormai è cosa nota che le spese  funerarie  abbiano  raggiunto in Italia ma anche in molti Paesi europei,  cifre da record. Per una tumulazione, ad una  famiglia di  Roma, Milano o Torino, una società di pompe funebri, può  arrivare a chiedere  mediamente la modica cifra di 3 o 4 mila euro. E senza grandi sfarzi, feretri dal legno pregiato e rifiniture dorate.

Ma stessa cosa avviane anche nella vicinissima e apparentemente  ricca Germania.

Sono sempre di più le famiglie tedesche costrette a ricorrere all'aiuto dello Stato per affrontare le spese dei funerali dei propri cari. Nonostante i principali indicatori economici raccontino di un Paese robusto, una fetta sempre più consistente di famiglie vive la crisi con difficoltà.

Solamente dal 2006 al 2010 c'è stato un incremento delle richieste di sostegno per le spese funebri da parte dei cittadini pari al 64%. “Sono sempre di più i tedeschi cui mancano i soldi per i funerali dei propri parenti”, ha dichiarato ad un quotidiano tedesco Sebastian Schaaf, gestore di un sito internet specializzato in tumulazioni.

L'aumento delle domande ai servizi sociali per coprire le spese di tumulazione è stato progressivo: dai 13.808 casi del 2006, ai 18.852 del 2008 fino ad arrivare al picco delle 22.651 richieste del 2010, ultimo anno preso in considerazione dall'indagine dell'Ufficio federale di statistica Destatis.

“La forbice tra coloro che si possono permettere un funerale ricco e le famiglie che invece devono ricorrere agli aiuti pubblici continua a crescere, spiega Schaaf,  anche in relazione al costante aumento di lavoratori impiegati con contratti precari o part-time.
E in Italia?

“Negli anni  si è registrato un aumento sensibile delle cremazioni in particoloare al Centro e nel Nord Italia - spiega a Panorama.it, Giovanni Pallini, Direttore della società Socrem di Torino-  anche se non possiamo affermare che sia strettamente collegata alla crisi economica che il nostro Paese e le nostre famiglie stanno vivendo ma sicuramente, ha avuto un ruolo importante".


“Solo nel capoluogo lombardo le cremazioni sono aumentate del 60 %”, puntualizza Pallini. Una incremento significativo. Ma quanto costa cremare un proprio caro? “A fronte di una spesa che oscilla tra i 2.500 euro e i 5 mila per una normale tumulazione- continua Pallini- la cremazione è indubbiamente molto più economica.  A Milano, ad esempio,  costa 250 euro”

La tariffa più  costosa per la cremazione è quella di Torino. “Farsi cremare a Torino costa 570 euro ed è la tariffa massima prevista dal Ministero per la cremazione- prosegue Pallini- ma è giustificata da un rito di saluto della salma  e poi da un successivo rito di consegna delle ceneri molto simili ad un funerale”.

Ma c’è chi davanti alla crisi e alla carenza di “pecunia” proprio non si arrende studiando  macabre truffe che quasi hanno dell’incredibile. E’ accaduto a Napoli. Il titolare di una società di pompe funebri  si spacciava per funzionario diplomatico di consolati e ambasciate straniere presenti sul nostro territorio pur di “accaparrarsi” le salme degli stranieri.

Pronto carabinieri? Sono il dotto Razavan, del consolato romeno, vorrei avere informazioni sulla salma del mio concittadino morto poche ore fa…” E la truffa è continuata per anni. Il 9 febbraio telefonò ai carabinieri della stazione di San Cipriano d'Aversa,Caserta,  presentandosi come addetto al consolato ucraino per avere notizie relative al decesso di un cittadino di quella nazionalità; il 16 febbraio utilizzò lo stesso stratagemma con i carabinieri della stazione di Padula ,Salerno, ai quali si presentò come il dottor Roman del consolato di Romania; il 15 marzo si spacciò come il dottor Razavan, sempre del consolato di Romania, chiedendo notizie su un decesso ai carabinieri delle stazioni di Lusciano, Trentola Ducenta e Aversa . L'8 aprile, il fantasioso imprenditore,  contattò anche  i militari della stazione di Olbia presentandosi quale addetto del consolato albanese. Ieri è stato arrestato dai carabinieri. Con lui sono stati fermati e denunciati  personale impiegato nei cimiteri e quello infermieristico in servizio negli ospedali napoletani  che intascavano mazzette da alcuni gestori d'imprese di onoranze funebri.

Nell’inchiesta sono finiti anche medici legali ASL, incaricati di constatare i decessi i quali, beneficiando di compensi non dovuti, redigevano il certificato necroscopico sulla scorta delle indicazioni fornite telefonicamente proprio dagli addetti delle imprese funebri.

E poi anche infermieri addetti alle camere mortuarie degli ospedali che, previo lauto compenso (100 euro) erano soliti avvisare del decesso e assistere le società del settore affinché si aggiudicassero i servizi funebri dei pazienti morti.

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