Tra Bersani e Renzi intanto vince la Maggioni

La conduttrice ha lavorato in gran segreto  per il confronto di stasera su Raiuno. Già pronti i gruppi d'ascolto.

«Sono due persone mature e quindi il fair play sarà alla base del confronto tv»: così Monica Maggioni ha esternato su Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi alla vigilia del confronto che questa sera alle 21 e 10 calamiterà su Raiuno gli italiani interessati alle sorti del ballottaggio delle primarie del centrosinistra, con tanto di gruppi d’ascolto in tutta la penisola. Di fair play la giornalista se ne intende avendo dovuto incassare l’esclusione dalla direzione del Tg1: fino a qualche giorno fa era in lizza, poi, bocciata dal gruppo degli «indignados» della redazione capeggiati da Maria Luisa Busi (si vocifera che siano andati di persona a persuadere i consiglieri d’amministrazione) ha dovuto cedere il posto a Mario Orfeo la cui nomina verrà ratificata domani.

Maggioni ha però subito artigliato la conduzione del confronto di stasera, incassata con molto meno fair play dai conduttori dei talk-show Rai, sicuri di accaparrarselo. E ha pure mezzo una zampa sull’eventuale confronto tv  per le primarie del pdl: «Il servizio pubblico è il luogo naturale dove devono confrontarsi i candidati», ha appena dichiarato pro domo sua. Per il duello Bersani-Renzi la conduttrice ha lavorato (in pochissimi giorni) in gran segreto. Ha ideato la scenografia, ricalcandola da quella americana del confronto Obama-Romney, con lei seduta di fronte ai due candidati e il pubblico che seduto a parentesi nei due lati verrà solo percepito dai telespettatori ma non inquadrato. In Rai a nessuno (a parte la redazione dedicata) Maggioni ha permesso di mettere mano ai fogli con le domande che rivolgerà ai candidati, anche loro rigorosamente all’oscuro sui quesiti. La conduttrice ha dovuto cestinare invece l’idea delle domande che  dieci personaggi della politica e della cultura (aveva tenuto segretissimi anche questi, si dice che ci fosse Alex Del Piero) avrebbero rivolto ai  due candidati. Ritenuto un intermezzo troppo frivolo, è stato bocciata dai due comitati elettorali.

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