Tg1: 'Nessuno tocchi la mia conduzione'

Lunedì si insedia Mario Orfeo; primo nodo da sciogliere la guerra per il "volto" del tg Rai

Il neo direttore del Tg1, Mario Orfeo (Credits: Marco Merlini / LaPresse)

In Rai raccontano che il cellulare di Carlo Pilieci, vicedirettore del Tg2, non è mai stato così bollente come in questi giorni. Le telefonate arrivano da colleghi del Tg1 (dove ha militato anche lui) che non sentiva da tempo, e lo scopo della chiamate pare sia sempre lo stesso: informarsi su Mario Orfeo, il nuovo direttore del Tg1 che ha già regnato sul Tg2 e lunedì si insedierà nel telegiornale più importante ma anche più rissoso d’Italia.

Che vede schierati da tempo i cosidetti «indignados» capeggiati da Maria Luisa Busi e Tiziana Ferrario (felici per aver fermato la corsa di Monica Maggioni alla direzione ma delusi per il mancato arrivodi Marcello Sorgi) contro i conduttori di centrodestra Susanna Petruni, Francesco Giorgino e Attilio Romita che ai primi hanno soffiato il posto all’epoca di Augusto Minzolini direttore, per conservarlo anche con Alberto Maccari.

Però adesso i tre stanno litigando pure tra loro, con l’aggiunta del vicedirettore Gennaro Sangiuliano. Dopo un pranzo nel quale i quattro avrebbero siglato un patto di ferro  per fare muro contro lo scontato e prossimo assalto di Busi e Ferrario per convincere Orfeo a restituire loro la conduzione, pare che ognuno abbia cercato appoggi presso il suo sponsor politico.

Sangiuliano teme che Orfeo nomini un vicedirettore vicario che lo offuscherebbe (la Maggioni che va ricompensata per essere stata fatta fuori dalla direzione), Giorgino e Petruni hanno paura che il neodirettore smonti il cerchio magico stabilendo la fine dei doppi incarichi:
imponendo cioè al primo di scegliere tra il ruolo di conduttore e quello di caporedattore del politico e alla seconda tra vicedirezione e vetrina da anchorwoman.

Romita è più tranquillo, perchè oltre a non avere altre «stellette» è pure membro del cdr e quindi protetto dalla tutela sindacale. Sembra però che Orfeo abbia fatto trapelare attraverso fonti aziendali, che non toccherà la redazione fino alle elezioni. Una linea che però oltre  a scontrarsi con i sessanta giorni previsti per la presentazione del piano editoriale, farebbe cadere la tesi aziendale che lo vuole direttore «tecnico» e per niente legato alla politica.

Ma magari quelle di cui sopra sono solo voci come quelle che in questi giorni si sta divertendo a mettere in giro il suo autista, lo stesso che aveva ai tempi del Tg2.
L’insediamento di Orfeo è previsto per lunedì ma lui per tenere in fibrillazione la tg1redazione  si diverte ad anticiparne l’arrivo.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti