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Caso Ruby: al via l'appello (senza Ruby né Berlusconi)

Il Cavaliere è impegnato nella casa di cura di Cesano Boscone. La marocchina non è stata citata come parte offesa

Berlusconi

– Credits: ANSA/LUCA TURI

Sono sostanzialmente due le novità del processo d'appello sul caso Ruby che si è aperto questa mattina, venerdì 20 giugno, al palazzo di giustizia di Milano. La prima riguarda lo status di Silvio Berlusconi (condannato in primo grado a sette anni per concussione e prostituzione minorile), che per la prima volta - dopo la condanna definitiva per frode fiscale e l'affidamento ai servizi sociali nella struttura per anziani di Cesano Boscone - non è più parlamentare.

La seconda riguarda il collegio difensivo del Cavaliere: il leader di Forza Italia farà a meno degli storici avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo (entrambi indagati, insieme con Berlusconi, nella cosiddetta indagine 'Ruby-ter' per l'ipotesi di corruzione in atti giudiziari). Li sostituiranno, sui banchi della difesa, Franco Coppi e Filippo Dinacci. 

Mancano nell'aula della seconda sezione della Corte d'Appello sia Kharima El Mahroug, la presunta vittima delle attenzioni sessuali del Cavaliere, che non è stata citata come parte offesa, sia Silvio Berlusconi, impegnato nell'attività di volontariato con i malati di Alzheimer a Cesano Boscone.

Il procedimento è entrato nel vivo con la relazione del giudice Concetta Locurto che ha ripercorso le fasi salienti dell'indagine e si è soffermato su quanto accadde la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, quando la minorenne Ruby fu portata in questura per un furto e Berlusconi chiamò per sollecitare il suo affidamento l'allora consigliere regionale Nicole Minetti. Al termine della relazione, sarà fissato il calendario delle prossime udienze, che si annuncia decisamente breve: un giorno per la requisitoria, uno per le arringhe difensive e la sentenza.

Nel loro ricorso, i legali di Berlusconi hanno chiesto che venga riaperta l'istruttoria dibattimentale, interrogando anche una parte dei testimoni che in primo grado i giudici non hanno voluto sentire. Ma la decisione verrà presa dai giudici della Corte d'appello solo al momento di ritirarsi in camera di consiglio. In aula, data la delicatezza del procedimento, non sono stati ammessi né fotografi né telecamere.

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