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Benedetto XVI guarda allo scacchiere internazionale

Il discorso del Papa al corpo diplomatico della Santa sede: dalla persecuzione dei cristiani nel mondo al riconoscimento dello stato palestinese

Benedetto XVI

Per Benedetto XVI, dopo la solenne celebrazione dell’Epifania di ieri che lo ha visto promuovere arcivescovo il suo più stretto collaboratore, il segretario personale monsignor Georg Gaenswein, oggi è arrivata l’occasione di fare un ampio giro d’orizzonte sulla situazione politica ed economica mondiale. L’opportunità gli è stata fornita dalla cerimonia degli auguri per il nuovo anno con il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede (179 Stati più numerose organizzazioni internazionali).

Riflettendo sulla crisi finanziaria mondiale, il pontefice ha invitato a non rassegnarsi «allo “spread del benessere sociale” mentre si combatte quello della finanza». Ratzinger è stato severo al riguardo: «Da soli alcuni Paesi andranno forse più veloci, ma, insieme, tutti andranno certamente più lontano! Se preoccupa l’indice differenziale tra i tassi finanziari, dovrebbero destare sgomento le crescenti differenze fra pochi, sempre più ricchi, e molti, irrimediabilmente più poveri». Un pensiero è andato anche all’Italia, alle popolazioni dell’Emilia colpite dal terremoto, che si sono impegnate immediatamente per la ricostruzione, e a tutto il Paese che lotta contro la crisi: «Auspico che, in questo momento della sua storia, tale spirito di tenacia e di impegno condiviso animi tutta la diletta Nazione italiana».

Il Papa ha ribadito l’importanza della difesa della vita, dal concepimento alla morte naturale, e ha denunciato gli attentati alla libertà religiosa che vedono vittime molti cristiani, a cominciare dalla Nigeria. Una riflessione sofferta anche sulla situazione della Siria, «dilaniata da continui massacri e teatro d’immani sofferenze fra la popolazione civile». Benedetto XVI ha rinnovato il suo appello alla deposizione delle armi e a un intervento della comunità internazionale per affrontare la grave emergenza umanitaria siriana. Ricordando il riconoscimento della Palestina come Paese osservatore dell’Onu, il pontefice ha confermato l’auspicio al riconoscimento di «due popoli e due stati» in Terra Santa. Dal Corno d’Africa all’Egitto, passando per l’America latina, il Papa ha analizzato tutta la situazione internazionale.

Ed è stato anche il suo primo discorso al corpo diplomatico nell’era di twitter: i passaggi più importanti sono stati anche condensati in 140 caratteri e «twittati» nel social network più “cool” del momento.

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