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Bersani ha vinto: e adesso?

Siamo un paese di e per vecchi. Come dimostrato dalle primarie

Bersani ed il uso staff festeggiano la vittoria alle primarie (Credits: Claudio Bernardi/LaPresse)

Senza voler rievocare il motto renziano della campagna elettorale per le primarie, la domanda sorge spontanea: e adesso? 2 milioni e 700 mila elettori hanno fatto la fila ai seggi per la seconda domenica consecutiva. Hanno votato, ha vinto Bersani con il 60,8%, e ora la nomenklatura del partito rialza la testa.

Il giovane Renzi riporta il camper nel auto rimessa di Firenze Signa, Bersani spina birre per i militanti in festa e Massimo D'Alema sogna già un ritorno in pompa magna alla Farnesina.

Rosy Bindi, ieri sera al teatro Capranica visibilmente commossa come nel giorno della prima comunione, esulta e con pietas cristiana afferma: "Matteo ora e' una risorsa", frase che ha come chiaro sotto testo 'ora che ha perso si metta al servizio del partito e ci aiuti a vincere le elezioni con Bersani presidente'

Vendola, volato dalla Puglia a Roma nella notte che il popolo di centro sinistra ha incoronato Pier Luigi leader sfidante per Palazzo Chigi, chiede subito il conto: "oggi abbiamo un problema di giustizia sociale. All'anima liberal che si è manifestata nel voto di Renzi dobbiamo dare soddisfazione dal punto di vista dei diritti civili." Punto e a capo. L'asse della coalizione deve ora essere chiaro. Quello che si presenterà alle prossime politiche sarà un centro sinistra, con Vendola che già si immagina Ministro in un prossimo Governo.

In tutto questo, forse la sintesi  più bella di quanto accaduto ieri sera ce la regala la rete.

Su Twitter e Fb impazza un fotomontaggio del leader Massimo (D'Alema), che con un sorriso beffardo e le mani ad altezza basso ventre (come si usa fare allo stadio) , esulta al grido di: "Renzi, rottama sto ca..."

Nella sua grevita', concessa solo agli utenti dei social network, forse e' proprio questo il senso di quello che è accaduto nelle urne ieri. Non è stato sufficiente puntare tutto sulla questione generazionale per conquistare l'elettorato di centro sinistra. La freschezza e la novità, almeno nel nostro anziano Paese, forse alla lunga non paga. Del resto l'Italia e' sempre di più un Paese per vecchi. Gli anziani sono la stragrande maggioranza della popolazione, perché dovrebbero farsi rottamare? I giovani, precari nella loro esistenza quotidiana, deboli sul lavoro e nell'amore, non gli resta che sognare un futuro migliore.

Ora che il centro sinistra ha il suo candidato premier, tutti - a partire da Renzi - "si rimbocchino le maniche" sta per partire una nuova campagna elettorale con protagonisti: Silvio Berlusconi (sempre più intenzionato a tornare nell'arena dopo la vittoria dell'ex comunista) , PierFerdinado Casini e compagnia cantante con comparse alla Fini e Montezemolo (età media 60 anni e una vita passata in parlamento ) e Bersani, l'usato sicuro.
Evviva.

Paolo Rossi ed Enzo Jannacci canterebbero "Si cambiano i nomi, rimangon bastardi, tu guarda alla radio, le solite facce, i soliti accordi. (Quali accordi?) I soliti...."

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