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5 per mille: Emergency fa il pieno, i terremotati esclusi

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato gli elenchi degli ammessi e degli esclusi al contributo. Con qualche novità e alcune conferme

C'è chi è rimasto a secco e chi invece ha fatto il "pieno". Ci sono i terremotati dell'Abruzzo che sono rimasti esclusi dal finanziamento del 5 per mille, e chi invece, come Medici senza Frontiere, è riuscito a portare a casa qualcosa come 8 milioni di euro. A scorrere gli elenchi degli ammessi e dei "bocciati" ai contributi, appena pubblicato dall'Agenzia delle Entrate, si scopre un mondo. Quello degli italiani generosi, che scelgono soprattutto le associazioni di ricerca scientifica e sanitaria per devolvere una piccola percentuale del proprio reddito (Irpef). E quello di chi riesce a inventarsi associazioni dai nomi e scopi più fantasiosi, a volte riuscendo anche a farsi ammettere tra coloro che hanno diritto ad incassare il 5 per mille.

Come si vede dagli elenchi pubblicati dall'Agenzie delle Entrate , relativi ai contributi 2011, ecco che Emergency, l'associazione fondata da Gino Strada, chirurgo, filantropo e pacifista (oltre che potenziale candidato alla Presidenza della Repubblica, per il Movimento 5 Stelle), incasserà 11 milioni di euro, grazie ai contributi devoluti dagli italiani con la dichiarazione dei redditi dello scorso anno. Alle spalle dell'associazione umanitaria che si occupa di riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo, si trova un'altra organizzazione internazionale specializzata nel soccorso sanitario nei teatri di guerra, come Medici Senza Frontiere (MSF), che ha ottenuto circa 8 milioni di euro.

A seguire ci sono poi l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro, che ha totalizzato quasi 6 milioni per le scelte espresse dai cittadini, ai quali se ne aggiungono altri 484 euro circa per quelle generiche, che vengono distribuite in modo proporzionale, arrivando ad una cifra complessiva di 6.428.287,22 euro. Sono 97 gli aventi diritto nell'elenco degli ammessi per la ricerca sanitaria e tra questi figurano anche alcune Regioni, come Lombardia, Lazio, Molise, Umbria, Liguria, Valle d'Aosta e Basilicata (con importi complessivi intorno ai 5/600 euro).

Tra i grandi esclusi, invece, ecco l'Associazione 6 aprile 2009, ovvero la data del terremoto in Abruzzo. L'Associazione raccoglie le famiglie di studenti universitari fuori sede vittime del sisma, ricordando i 55 studenti rimasti uccisi sotto le macerie nel crollo proprio della sede universitaria. Non è stata però ammessa a ricevere i contributi. Perché? Probabili vizi formali. I contributi 2011 non andranno neppure ad associazioni ed enti dai nomi alquanto fantasiosi:  si va dal Clai - Centro Legale pro afrodiscendenti e indigeni a Saranno famosi - Società cooperativa sociale Arl, passando per A.S.D. di volontariato quotamille scubadivers club all' Aeroclub d'Italia o alle varie Associazioni di Amici del Madagascar, Togo e simili.

Tra i non ammessi, negli elenchi del Volontariato e Onlus, però, accanto all' E.R.F.A.P. UIL Campania, al primo posto per importo con 136.341 euro complessivi, tra scelte espresse e generiche, ci sono anche la Libera Associazione Internazionale Umanitaria tesa ad organizzare nuovi eventi, che avrebbe ottenuto oltre 75 mila euro, o l'Opera nazionale dei figli degli aviatori e La Compagnia degli amici di Gesù Giuseppe e Maria, che dovrà rinunciare a oltre 6.800 euro. Molte le associazioni locali rimaste tagliate fuori dai contributi, nonostante l'appartenenza ad una rete nazionale come quella dell'Avis, che nonostante su base nazionale abbia ottenuto i contributi, ha molte sezioni sul territorio che rimarranno all'asciutto.

Se nell'elenco della ricerca scientifica figurano ammesse numerose università, cattoliche e non, tra le onlus c'è spazio anche quest'anno per organizzazioni note come la Lega del Filo d'oro (al 7° posto), Save the Children (12°), Associazione italiana Celiachia (14°), Actionaid (15°), Vidas (19°), L.A.V. e Wwf Italia (20° e 21°), precedute però dall'Associazione World Family of Radio Maria, all'11° posto con 2.151.700 euro.

E gli esclusi cosa faranno? Dato che siamo in periodo di dichiarazione dei redditi, la risposta più semplice è quella di riprovarci quest'anno, dato che per la maggior parte la ragione della non ammissione è da ricercarsi in quelli che l'Agenzia delle Entrate chiama "vizi formali". Gli stessi nei quali era incappata anche la Caritas italiana nel 2007, con un "risparmio" all'epoca di 232.715 euro, pari alla cifra spettante all'organizzazione religiosa. In questo caso, la Caritas fece ricorso, ma sono molte le associazioni che rimangono fuori dai contributi, perché non hanno una "rilevante attività di interesse sociale", come stabilito dalla legge 133/08 o non presentano i caratteri di "fondazioni nazionali di carattere culturale" o ancora perché non operano nei settori previsti dall'articolo 10 del Dlgs 460/97 o altri parametri contenuti dalle successive disposizioni di legge.

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