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Videogiochi

7 videogame in cerca di remake

Pac-Man, Sonic o Super Mario hanno avuto infiniti sequel e riproposte; eppure ci sono diversi videogochi dal passato glorioso che meriterebbero un remake: vediamone alcuni

Credit: System 3 / LLamasoft / Atari / Capcom / Columbia Pictures / Microsoft / N.Battista

Retrogame, che passione: ci sono titoli classici che non passeranno mai di moda e che continuiamo a giocare anche dopo decenni, spesso grazie a emulatori e cloni vari; ma se da un lato la storia del videogame è costellata di riproposte, personaggi che fanno capolino qua e là, sequel, conversioni per ogni genere di computer, console e oggi anche smartphone e tablet, ci sono giochi che - dopo un grande successo negli anni '80 e magari '90 - meriterebbero un ritorno sulle piattaforme ludiche dei nostri giorni.

Così, se infinite sono le apparizioni ed evoluzioni dei vari Pac-Man, Super Mario, Sonic, Donkey Kong e via dicendo, ben più di rado si sono visti negli ultimi tempi eroi dei pixel come Q*Bert o Paperboy.

A volte perché il produttore originale di un gioco ha cessato l'attività; altre volte perché ci si è limitati a una banale conversione del gioco originale su tante piattaforme ma raramente a riprendere l'idea originale e svilupparla ex novo, sfruttando appieno le potenzialità delle nuove macchine.

Ci siamo divertiti a elencare 7 videogame di successo che meriterebbero un remake; eccoli:

1) Q*Bert (Gottlieb, 1982)

Nato nelle sale giochi e presto approdato su tutti i computer e le console degli anni '80, il bizzarro personaggino arancione dalla strana "proboscide" che saltella su una piramide di cubi è una sorta di icona di quel decennio. A metà tra il platform game e il puzzle, Q*Bert rappresentò il più grande successo della Gottlieb, che era nota più che altro per i suoi flipper. Oltre a un sequel meno noto del 1983 (Q*Bert Qubes) apparve in un cartone animato oltre che - ovviamente - su ogni sorta di macchina, dall'Atari 2600 al Colecovision, dal C64 al PC. In anni recenti ne è apparsa una versione per Playstation 3 (2007) ma si può fare decisamente di più: specie ora che Q*Bert, Coily e gli altri buffi personaggini del gioco sono apparsi in un delizioso cameo nel film d'animazione "Ralph Spaccatutto", giusto in tempo per il 30° compleanno.

2) Paperboy (Atari, 1984)

Il ragazzo dei giornali che percorre strade a bordo della sua fidata bici popola uno dei giochi più giocati in assoluto, anche lui su ogni genere di piattaforma: dall'arcade game originale del 1984 sono nate versioni per tutti i più noti computer e console a 8 e 16 bit; ha avuto anche un seguito (Paperboy 2) e in occasione del 25° anniversario (2009) è approdato su iPhone e iPod Touch. Perché allora non ridargli nuova vita anche su Playstation o Nintendo DS?

3) Attack of the Mutant Camels (Llamasoft, 1983)

A voler essere cattivi, questo gioco era un clone del più noto Defender, in cui quel pazzo di Jeff Minter - leggendario programmatore degli anni '80 tuttora in piena attività - aveva infilato degli esseri simili agli AT-AT di Guerre Stellari, spacciandoli per cammelli giganti sputafuoco. Eppure i colori psichedelici, gli aspetti frenetici e insoliti di certi suoi giochi facevano delle sue produzioni un qualcosa di unico. Minter, che debuttò addirittura sul Sinclair Zx80, negli ultimi anni ha lavorato soprattutto su Xbox (suo ad esempio Space Invaders Extreme) ed iOS. Attendiamo con ansia lama, cammelli ed altri strani esseri su iPad e dintorni, dunque...

4) Wizard's Lair (Bubble Bus, 1985)

Opera di Stephen Crow, molto attivo nella realizzazione di videogame negli anni '80 e '90 e in particolare autore di diversi titoli per Sinclair Zx Spectrum ta il 1983 e il 1990, è un gioco di avventura che richiedeva di muoversi attraverso un gran numero di stanze, raccogliendo oggetti ed evitando nemici. Il giocatore è Pothole Pete, che per sfuggire alla intricata rete di caverne piene di pericoli deve raccogliere le quattro parti del Leone d'Oro; nonostante la grafica a 8 colori simil-Spectrum, faceva la sua bella figura anche sul Commodore 64. Oltre che su queste macchine e sugli MSX, in una versione dalla palette di colori decisamente più strana, apparve anche sugli Amstrad. Poi più nulla. Decisamente da rielaborare.

5) Atic Atac (Ultimate Play The Game, 1983)

N.1 delle vendite per Spectrum ai suoi tempi, Atic Atac fu uno dei grandi successi della Ultimate, software house divenuta anni dopo Rare Ltd., successivamente acquisita da Microsoft. Programmato dai fratelli Tim e Chris Stamper - uno dei loro lavori più recenti è Viva Piñata per Xbox 360 - in un certo senso era il precursore proprio di Wizard's Lair ed altri titoli. Il giocatore muove tre diversi personaggi all'interno di un castello, in cerca di una mitica Chiave d'Oro. Tecnicamente poiché i diritti sono oggi in mano a Microsoft, sarebbe possibilissimo un revival: è stato il caso di Jetpac Refuelled, su Xbox Live Arcade, nel 2006, che riprendeva l'idea dell'originale Jetpac (1983) dei fratelli Stamper.

6) International Karate (System 3, 1986)

Popolarissimo su Commodore 64, ma disponibile su una marea di sistemi diversi, dall'Apple II agli Atari 8-bit, dall'MSX allo Spectrum fino all'Amstrad. Ha un seguito (International Karate+) e negli anni 2000 approda su Game Boy Color e Advance, con nuove versioni. Nel 2008 la versione Commmodore è riapparsa nella Virtual Console della Wii, ma è davvero un po' pochino: la casa madre System 3 è ancora pienamente attiva; perché non pensare un IK riscritto ex novo per Nintendo 3DS, PS Vita o altro?

7) 1942 (Capcom, 1984)

Un classico della nipponica Capcom, più nota per Mega Man e per le saghe di Street Fighter e Resident Evil. Tra i giochi che abbiamo citato in questa lista è in realtà quello che ha avuto forse il maggior numero di sequel e remake anche in anni abbastanza recenti. Tra il 2005 e il 2006 è apparso in alcune raccolte di classici trasposti sulle console targate Sony e Microsoft. A parte una semplice conversione/trasposizione dell'originale ha avuto in anni recenti (2008) una sorta di nuova edizione (1942: Joint Strike) su Xbox Live e Playstation Network. Eppure, anche se quest'ultimo titolo si presenta ai nostri occhi decisamente meglio dell'originale arcade dell'84, sembra mancare ancora qualcosa. Il concept originale, giocabilissimo, si presta certamente a ulteriori evoluzioni.

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