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Mytech

Viaggeremo dentro uova intelligenti

Ma non solo: tavoli che cucinano, scooter elettrici da condividere e città che si comandano con i tablet: il futuro secondo Panasonic

Francoforte – Sentiamo spesso parlare di smart city ma sappiamo davvero cosa voglia dire? Qualche totem in giro dove caricare il cellulare e biciclette che si sbloccano con l’app non possono di certo bastare a realizzare una vera idea di futuro. Soprattutto in Italia, dove il digital divide è ancora una realtà (la fibra da noi è al 24,4% contro il 68% della media europea), l’innovazione deve rappresentare qualcosa di realmente utile per le persone, anche quelle non raggiunte da una connessione internet degna di questo nome, altrimenti perde di significato.

Lo sa bene Panasonic, che alla sua annuale convention di Francoforte, ha mostrato un paio di prodotti che vanno oltre la definizione di “concept”, per rappresentare nuovi modelli di fruizione hi-tech nei prossimi anni e gestibili praticamente ovunque. Si va dalla mobilità urbana all’arredamento domestico, passando per la sicurezza della casa e della persona.

In giro sostenibili

Si parte con l’eScooter di Gogoro, una realtà a Taipei e in fase di test in Europa, dove incrementerà la presenza sia in modalità di acquisto libera che in condivisione, come il car sharing attuale. Il bello è che è a “emissioni zero”, visto che il suo motore è totalmente elettrico e si può ricaricare presso le stazioni già presenti in Italia e dedicate alle vetture senza carburante. Panasonic è partner dell’iniziativa ma anche investitore sin dal 2015, quando gli eScooter sono scesi in strada nelle prime città.

In strada nell’uovo

Ma parlando di motori non si può tralasciare l’idea che ha Panasonic di auto senza pilota. In Germania è stato mostrato un video in cui si scorge una vettura ovale, probabilmente monoposto (al massimo due), pilotata interamente da un software. L'obiettivo è quella di fornire ai costruttori (non sarà Panasonic a produrre il veicolo) tutto il supporto informatico necessario ma non solo: a fine dicembre la compagnia ha stretto un accordo con Tesla per la realizzazione di pannelli solari da destinare sia ai tetti delle case che ai tettucci delle auto, anche quelle elettriche. Due indizi per una prova che è più di un concept.

 

Future Living

Vivere in maniera intelligente non vuol dire solo spostarsi senza inquinare ma anche ridurre il consumo di energia in casa e negli spazi pubblici. Il contributo di Panasonic in tale ambito si è già tradotto in Fujisawa Sustainable Smart Town, Tsunashima SST e Future Living Berlin, dove sistemi di accumulo a batteria, tecnologie fotovoltaiche e pompe di calore sfruttano nuove tecniche di produzione e stoccaggio ad alta efficienza. Ma c’è anche tutto il settore della casa connessa, con dispositivi già in vendita, che usano un solo hub centrale per diramare comunicazioni agli smartphone collegati, anche in assenza di segnale internet, grazie ai sensori che rilevano le anomalie (aperture di porte, movimenti) e le comunicano tramite linea telefonica, attraverso una chiamata automatica.

La scrivania a induzione

Lo Smart Table è approdato al CES di Las Vegas come prototipo ma in poco più di un mese ha già raggiunto una fase più avanzata verso una produzione definitiva. Si tratta di un semplice tavolo, almeno all’apparenza, che in realtà nasconde qualità non da poco. La prima: in alcuni punti può ricaricare il cellulare. Magia? No, tecnologia Qi. Nelle zone dedicate sono presenti sezioni che, con una presa di corrente, rilasciano l’energia in modalità wireless, proprio come accade con i caricatori odierni; basta nascondere il cavo sotto la superficie e il gioco è fatto.

A una banalità del genere si aggiungono funzioni più futuristiche, come la cottura dei cibi a induzione. In questo caso una porzione dello smart table è adibita al riscaldamento (cottura forse è un po’ troppo) di pentole e tazze, con un metodo simile alla cucina a induzione, con evidenti limiti strutturali. E non è tutto: il tavolino si connette a internet per visualizzare pagine web, notifiche dal cellulare e persino controllare le telecamere Wi-Fi dislocate in casa o dovunque si voglia. Il rischio? Finire con la testa nel piatto. Letteralmente.

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