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Ultrabook: come sta andando l’invasione?

Dopo tanti annunci stanno arrivando sugli scaffali italiani i primi computer portatili, sottili, con performance elevate e buona durata della batteria. Panorama.it ha intervistato Giampiero Savorelli di HP Italia per fare un primo punto sulla categoria e approfondire le strategie di uno dei brand leader del settore

«L’invasione degli ultrabook» è un titolo apparso su molti siti e giornali negli ultimi mesi, in omaggio alla fin troppo facile assonanza con il film di fantascienza di Don Siegel. Ma ora che questi computer sottili, di design, dalle prestazioni buone quanto la durata della batteria - gli ultrabook per l’appunto - sono arrivati sugli scaffali, è tempo per i primi bilanci. I dati di aprile di Gfk parlavano di un venduto intorno all’1% sul totale dei portatili: davvero poco. Numeri figli però non di disinteresse, ma di un mercato ancora acerbo. E però nelle ultime settimane le cose stanno cambiando e questa categoria comincia ad affermarsi. Comincia a diventare una valida alternativa al classico notebook. Per fare un punto abbiamo interpellato Giampiero Savorelli, personal computer country category manager di HP Italia, azienda che crede molto in questi prodotti e che, con i suoi modelli, punta a coinvolgere una categoria vasta e trasversale di utenti.

Allora, Savorelli, gli ultrabook sono prossimi al decollo?
Diciamo che Intel, che ha coniato il termine e di fatto inventato la categoria, ha creato molte aspettative intorno a questi prodotti. L’attesa del mercato è stata forte, anche se all’inizio l’offerta era piccola. Ora le proposte stanno via via aumentando.

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A chi si rivolgono?
A utenti premium, che hanno un budget superiore rispetto al prezzo medio di mercato dei notebook. Ma anche a chiunque apprezzi dei prodotti sottli, leggeri, con un boot rapido, materiali e caratteristiche di design parecchio curate. Ripeto, certamente parliamo di una fascia di clienti medio-alta, che vede gli ultrabook sia come uno strumento di lavoro che di divertimento.

Quanto bisogna spendere per un buon prodotto?
Direi tra i 699 euro e i 1.499 euro per i top, senza escludere posizionamenti più aggressivi da 599 euro. HP, per esempio, ha deciso di offrire una gamma completa con diversi modelli e differenti configurazioni.

Cosa influenza la scelta dei clienti?
Tanti fattori. Un elemento non trascurabile è come questi prodotti sono esposti nel punto vendita.

Si spieghi meglio.
Il fatto per esempio che non vadano sugli scaffali gli uni accanto agli altri ma in aree dedicate, che ne facciano percepire il valore.

In effetti un’obiezione ricorrente è che gli ultrabook si assomigliano un po’ tutti tra di loro.
Diciamo piuttosto che ha senso puntare su caratteristiche distintive. Come la nostra partnership con Beats sul fronte dell’audio o le tecnologie che riducono l’assorbimento dell’energia, le emissioni di calore e hanno effetti positivi sulla durata della batteria. Sono soluzioni proprietarie che ci differenziano dai nostri competitor.

Altra convinzione diffusa è che questi modelli vadano bene per una clientela professionale, meno per quella consumer.
In verità è una differenza che si sta sempre più assottigliando. La famosa consumerizzazione dell’IT non è più solo una formula, ma una realtà.

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HP come ha deciso di assecondarla?
Presto lanceremo sul mercato nuovi modelli da 11,6 e 14 pollici che saranno molto eleganti sul piano del design e in più avranno tutta una serie di caratteristiche per la sicurezza dei dati.

In definitiva, qual è la sua previsione per il futuro prossimo degli ultrabook?
La tendenza mi pare chiara. C’è sempre maggiore richiesta di prodotti che abbiano un certo appeal. E gli ultrabook sono la risposta, la soluzione giusta. Potranno fare la differenza.

Twitter: @marmorello

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