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The Perris: vi paghiamo (in buoni Amazon e iTunes) se ci scaricate

Promozione/provocazione geniale o ultima frontiera della disperazione? Un gruppo musicale nostrano è disposto a pagarvi per scaricare la propria musica

(Credit: The Perris/Scommercial.com)

Loro lo chiamano "Spagamento", e illustrano il concetto con un grafico tanto semplice quanto ironico: il prezzo al pubblico - o meglio quanto il pubblico sarebbe disposto a spendere per un album musicale - sembra precipitare da 20 Euro a "up to you" (offerta libera, insomma) a "scaricamento libero".

"Prove scientifiche sull'andamento del mercato discografico dimostrano che la tendenza del prezzo per l'acquisto di un album punta a oltrepassare la linea di demarcazione del guadagno fino ad attestarsi su valori negativi". Quindi, sotto al "free download", ci sono i Perris - formazione indie rock da Reggio Emilia in circolazione almeno dal 2009 - disposti a pagarvi ben 10 Euro pur di avere attenzione e download dei propri brani.

Così, "Universi Piccolissimi" - disponibile per il download a partire dal 19 settembre - "è un album che ti paga per essere ascoltato".

Due osservazioni:

1) ovviamente si tratta di una provocazione, ma i download retribuiti dall'artista sembrano una cosa seria.

2) i pagamenti avverranno sottoforma di buoni da 10€ per Amazon ed iTunes, ma l'offerta è "solo per un numero limitato di download, fino ad esaurimento delle risorse (economiche)".

Provocazione? Certamente. Ma di fatto forse potrebbe essere meglio investire così i propri denari che metterli in mano ad improvvisate agenzie di promozione che spesso poco possono per artisti poco noti ed emergenti.

Ultima frontiera della disperazione? Può darsi. Il risultato di far parlare di sé sembra intanto già in parte ottenuto.

Una bufala di quelle che girano per tutta la rete? Parrebbe proprio di no.

Qualche lettore si chiederà anche (a sua volta provocatoriamente, ma neanche troppo): ma i miei dati personali valgono "solo" 10 Euro? Anche questo pensiero può meritare una piccola riflessione (quante volte condividiamo dati personali - per esempio su Facebook - per molto meno?).

Per i curiosi, non resta che aspettare un paio di giorni e visitare l'apposito sito appropriatamente battezzato www.scommercial.com .

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