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Stamped, il social network per tutti i gusti

Cinque ex-dipendenti Google lanciano un social network dove chiunque, persona comune o celebrità, può elencare le cose che gli piacciono. Vi spieghiamo perché potrebbe avere successo

Stamped

– Credits: Stamped

Facebook ormai è un’istituzione, Twitter sta provando a recintare il proprio ecosistema per lanciare social app, Google punta a distribuire i propri tool (e i propri ad) in qualunque angolo della Rete. Mentre questi tre giganti si battono il petto e invecchiano, ancora si fatica a intravedere la prossima generazione di piattaforme web, la next big thing che riuscirà a ribaltare un’altra volta la concezione che abbiamo di Internet e della vita in Rete. Certo, Pinterest ha introdotto un approccio nuovo e interessante, e ogni settimana circa compare un nuovo sedicente discovery engine che promette di diventare la tua prossima cornice di riferimento per la vita in Rete.

Ecco, mentre siti come Bottlenose si sdilinquiscono in profezie autocelebrative - nella speranza probabilmente che tutti si autoconvincano che quello sarà il prossimo sito più cool del mondo facendo in modo che la profezia si autoavveri – c’è chi invece decide di lasciare le manie di grandezza da parte per limitarsi a offrire un servizio semplice, utile e, naturalmente, potenzialmente profittevole.

È il caso di Stamped , una app per iPhone lanciata lo scorso novembre e sviluppata con l’obiettivo di dare agli utenti uno strumento per bollare (stamped si può tradurre con bollato) le cose che più piacciono, si tratti di un libro, una canzone, un artista, un paio di scarpe, un ristorante etc. L’app ha riscosso un buon successo, ma i fondatori della startup hanno deciso di rendere il servizio ancora più utile. Da oggi, con il lancio della versione 2.0, Stamped diventa una sorta di archivio personale, in cui ognuno può collezionare liste organizzate di cose che gli piacciono, e allo stesso tempo un social network, in cui è possibile diventare follower di quegli utenti che hanno i gusti più simili ai propri.

Attenzione, il fatto che le menti dietro Stamped abbiano deciso di non farne nemmeno un goccio fuori dal vaso, non significa che non vogliano pensare in grande. Per il lancio della nuova versione hanno raccolto testimonial d’eccezione, come Ellen DeGeneres, e popstar ultrapopolari come Justin Bieber. Un mossa saggia, dal momento che consente ai nuovi potenziali utenti di comprendere meglio l’utilità dell’applicazione.

Quando si vuole trovare un nuovo autore da leggere, una nuova band, un particolare ristorante o una particolare meta di viaggio, le alternative non sono molte: o vai in un sito specializzato a leggerti le recensioni, oppure contatti una persona che ritieni particolarmente affidabile per farti dare l’imbeccata giusta. L’obiettivo di stamped è di rendere questa seconda opzione estremamente veloce e automatica. Sullo stamped del New York Times puoi accedere all’elenco aggiornato dei bestseller consigliati, su quello di Jimmy Fallon ritroveresti tutti gli artisti che hanno partecipato al suo show, su quello di Justin Bieber (se proprio ci tieni) scoprirai che il suo disco preferito di Michael Jackson è Thriller. Allo stesso modo, se hai un amico che ne capisce parecchio di cinema indipendente, vai sul suo Stamped e passi direttamente in rassegna i film da lui consigliati, senza doverlo costantemente assillare (come fai ora) tempestandolo di messaggi su Facebook.

A seconda poi delle cose che hai archiviato nel tuo Stamped, il software ti trova persone con gusti simili, e ti permette di creare delle specie di guide personalizzate, basate sulle cose preferite da te e dai tuoi contatti. Per rendere il tutto più organico e limitare gli abusi, ogni nuovo utente comincia con 100 stamp a disposizione, una volta esauriti quelli non potrà più esprimere ulteriori preferenze. A meno che altri utenti interagiscano con le preferenze da lui espresse, in quel caso  il sito lo premierà con ulteriori bollini.

L’idea è senz’altro interessante, ma è ancora presto per dire se avrà il successo che i suoi creatori si aspettano. Una cosa però è chiara, Stamped non nasce come servizio non profit, e presenta già ora tutti i germogli di una possibile futura monetizzazione. Stamped ha stretto accordi con servizi come Amazon, Netflix e Spotify, con il palese obiettivo di rendere i contenuti suggeriti immediatamente fruibili attraverso un’integrazione con queste piattaforme.

Ritornando al discorso iniziale, dunque, Stamped non si presenta fin dall’inizio come una cornice digitale all-inclusive per l’esperienza web, ma ha già tutte le carte in regola per diventarlo. Del resto, cinque dei dieci fondatori della compagnia si sono fatti le ossa a Google, perciò sanno bene quanto possa essere profittevole accumulare informazioni sui gusti delle persone.

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