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Spotify nel browser, Apple sfida Pandora?

Grandi novità in arrivo per la musica in streaming: Spotify sarebbe in procinto di diventare accessibile da browser (come vari altri concorrenti); il tutto mentre Apple potrebbe lanciare il proprio servizio di radio online

(Credit: Apple, Spotify, Pandora Media)

La guerra dello streaming - che per ora ha Spotify come vincitore annunciato, o quantomeno in pole position da un bel pezzo - sembra in procinto di arrivare a una battaglia decisiva.

Senza voler dare ciecamente credito a troppe voci incontrollate, va segnalato che le indiscrezioni su un nuovo servizio di radio online in procinto di essere lanciato da Apple, che di questi tempi rimbalzano per la Rete, partono da fonti autorevoli come il New York Times dello scorso 6 settembre e il Wall Street Journal del giorno successivo.

Per ora il risultato è stato uno solo: Pandora Media, che stava riprendendosi sul listino del Nasdaq dopo un periodo in cui non aveva fatto altro che perdere valore, un po' come altri titoli tecnologici dell'ultima ondata da Facebook a Zynga, ha perso in un giorno 2,10 dollari, pari a quasi il 17%.

Il settore in cui Pandora opera - quello dei canali radio online - è già più affollato dal recente lancio di un'app di Spotify.

Per di più, se davvero Apple sta trattando come si dice con le principali etichette discografiche, sarà in grado - come Spotify - di fornire maggiore interattività e libertà per gli utenti, in un servizio che non sarà soggetto alle tante limitazioni delle licenze standard di enti come SoundExchange, in base alle quali operano Pandora e altri concorrenti: per esempio, non poter suonare molti pezzi dello stesso artista o dello stesso album uno dopo l'altro, per dirne una.

Forse già tra un paio di giorni sarà dato saperne di più, in occasione della presentazione di iPhone 5: forse invece occorrerà attendere ancora per il fantomatico servizio radiofonico.

Pandora intanto, si trova in una posizione quasi surreale: quanto a monetizzazione della pubblicità su smartphone, è secondo solo a Google e supera colossi come Apple e Facebook . Ma la concorrenza è già tanta e una sorta di match diretto con Apple potrebbe essere fatale.

Nel frattempo, Techcrunch riferisce che Spotify si prepara a non essere più vincolato al client da scaricare sul computer o alle app mobili: potrebbe presto essere completamente accessibile da browser, come già avviene per Grooveshark, Rdio e altri servizi analoghi.

Con la differenza che nessuno ha la facilità d'uso, la qualità e la ricchezza del repertorio e la presenza in diversi paesi come il servizio fondato da Daniel Ek e Martin Lorentzon. Ciò dovrebbe rafforzare ulteriormente la leadership di questo servizio che in Italia continuiamo ad attendere con ansia.

A questo proposito, viene da chiedersi se sia stato preso in considerazione un dettaglio: aggirare i blocchi imposti dalle licenze ed accedere a Spotify da altri paesi era già possibile, per chi sfrutta VPN e sistemi che ad esempio mostrino un indirizzo IP britannico o di altri paesi in cui Spotify è presente. Questo tipo di stratagemma potrebbe moltiplicarsi qualora Spotify si spostasse nel browser: basterebbe uno dei tanti proxy utilizzabili via web per ottenere lo stesso risultato senza neppure dover installare un software ad hoc.

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