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Pinterest cambia faccia, ora è una macchina da soldi (potenziale)

Immagini più grandi, nuove opportunità di interazione tra pinboard, strumenti analitici per il business. Pinterest cambia faccia e per la prima volta si presenta al mondo come la gallina dalle uova d'oro che tutti speravano diventasse

Pinterest restyling

– Credits: Pinterest

Nel mondo social è periodo di grandi ristrutturazioni. Dopo il maquillage di Google+ e gli interventi trasversali operati da Facebook , oggi è il turno di Pinterest.

Lo scorso gennaio era stato lanciato un trial test riservato a pochi volontari. Pinterest ha raccolto critiche consigli, li ha sottoposti al proprio team di sviluppo e si presenta oggi agli utenti con una serie di novità che promettono di migliorare la fruizione della piattaforma e di aiutare Ben Silbermann e colleghi a raggiungere in tempi brevi una seria monetizzazione del servizio.

Il cambiamento più interessante riguarda la pinboard, e in particolare i singoli pin. Nella nuova versione della piattaforma quando si seleziona un pin questo andrà ad aprirsi in un close-up, senza però oscurare il resto della pagina. Una volta ingrandito il pin, al suo fianco appariranno due nuove colonne. Nella prima verranno esposti, con un criterio estetico a mosaico identico a quello dell’homepage, tutti i pin provenienti dalla stessa pinboard di quello selezionato. Nella seconda verranno invece raccolti i pin relativi allo stesso sito-web da cui ha avuto origine quello selezionato. Questa scelta, oltre a consentire all’utente di accedere in modo diretto a nuovi contenuti di potenziale interesse, permetterà ai business con un sito web di sfruttare Pinterest per massimizzare la visibilità dei propri prodotti (o dei propri link) sulla piattaforma.

Come nel caso di Facebook, uno degli obbiettivi di Pinterest è aumentare il coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma. Non basta che una persona individui un pin o una pinboard e ne ricondivida i contenuti, bisogna fare in modo che quell’utente saltelli da un contenuto all’altro e rimanga sulla piattaforma il più possibile. Più contenuti una persona vede, più ne condivide, maggiore è la probabilità che qualcuno veda quel contenuto e lo ricondivida con un repin, dunque maggiore è la probabilità che un inserzionista o un brand decidano di investire i loro verdoni sulla piattaforma.

A questo scopo è stata ideata anche la terza delle novità protagoniste di questo restyling. Ogni volta che si andrà a selezionare un pin, in calce verrà esposto un mosaico di contenuti pinnati da persone che hanno già in precedenza condiviso il contenuto in questione. In questo modo, un po’ come avviene già in altre piattaforme (come Anobii, o le web radio in genere), l’utente potrà raggiungere nuove pinboard o nuovi utenti basandosi sul tipo di contenuti che questi hanno pinzato sulla propria board.

L’annuncio di questo nuovo restyling entra in risonanza con un post di qualche giorno fa, in cui Pinterest annunciava il lancio di Pinterest Web Analytics , una piattaforma di strumenti analitici studiati per consentire a chi utilizza Pinterest per business di monitorare l’origine e il successo dei pin. Immaginiamo che un sito che propone diversi generi di stampe (paesaggi, ritratti, animali, etc.) utilizzi Pinterest per esporre all'utenza web i propri articoli. Con i nuovi strumenti analitici potrà sapere che destino hanno avuto i singoli pin, quale tipologia di stampa ha generato maggiore attività sulla piattaforma e ricalibrare la propria strategia di conseguenza.

Insomma, dopo mesi di titubanze, anche Pinterest sembra aver imboccato la strada per la monetizzazione del suo servizio. Se questa strada porterà a riempire le casse di quattrini, o riceverà solo una tiepida alzata di spalle, lo vedremo nei prossimi mesi.

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