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LinkedIn raggiunge i 200 milioni di iscritti. I motivi di un successo planetario

Il social network del lavoro cresce a una media di due nuovi iscritti al secondo. Merito di un format che ha saputo evolversi, da mero contenitore di curriculum online a strumento per il business a 360 gradi

Chi l’ha detto che nella nostra vita digitale c’è posto solo per un social network? Facebook, è vero, ha avuto il merito indiscutibile di mostrarci quanto è facile avere relazioni interpersonali sul Web, ma non è l’unico luogo capace di ospitare nuove forme di vita (sociale). I dati parlano chiaro: Twitter ha superato in estate il mezzo miliardo di utenti e veleggia a un ritmo di 13 nuovi iscritti al secondo,Google+ non è da meno , Pinterest - nel frattempo - si candida a diventare il nuovo fenomeno del Web sociale.

E poi c’è LinkedIn, quello che fino a qualche tempo fa era considerato il social network professionale ma che oggi è qualcosa di più. In termini numerici, innanzitutto, avendo appena tagliato il traguardo dei 200 milioni di iscritti. Ma anche e soprattutto per quanto riguardà le potenzialità. Il servizio, che il prossimo 5 maggio compirà 10 anni, cresce al ritmo di due nuove iscritti al secondo ed è al 23esimo posto tra i siti più visitati al mondo. E continua a sviluppare funzionalità e servizi che portano i lavoratori di ogni tipologia ed etnia a ritornare sul sito con sempre maggiore frequenza.

Ci tiene a sottolinearlo Deep Nishar, LinkedIn SVP of Product & User Experience, che sul blog della società cita a titolo di esempio i casi concreti di chi – proprio grazie a LinkedIn – non solo ha cambiato lavoro, ma ha migliorato la sua attività lavorativa nel suo complesso: come  Robyn Shulman , un ex-insegnante che ha lasciato il suo posto fisso per diventare scrittore di successo e leader di un gruppo ESL di educatori bilingue su LinkedIn; oppure Leonardo Brant , un brasiliano che ha fondato un'organizzazione per aiutare i professionisti e gli imprenditori del suo Paese a rivedere in modo creativo le proprie sfide di business, usando LinkedIn come aula digitale.

Insomma da mera vetrina per i curriculum online, LinkedIn sta diventando sempre di più una piattaforma per il business a 360 gradi, un mezzo che con Facebook ha poco o nulla da sparitre. Non è un caso che tutte le più recenti modifiche degli sviluppatori si siano indirizzate verso l’utilizzo del servizio in mobilità (laddove Facebook sta incontrando le maggiori difficoltà) e con un accento particolare sulle funzionalità di organizzazione del lavoro: dai calendari per i meeting alle notizie utili per i vari settore di riferimento fino alla condivisione delle esperienze fra colleghi utili alla crescita del brand. Come dire che questo non è proprio il classico posto per gli amanti del cazzeggio online.

Alla crescita del network ha poi giovato l’eccellente opera di localizzazione del servizio, ora disponibile il 19 lingue differenti. Il fatto che più del 64% degli utenti risieda al di fuori degli Stati Uniti è la conferma delle aspirazioni internazionali della società.

Certo, obietteranno gli osservatori più pignoli, i 200 milioni di utenti di LinkedIn rappresentano ancora un quinto dell’intera popolazione di Facebook, ed è facile pensare che molti di loro non siano nemmeno "attivi", quanto piuttosto semplici iscritti. Giusto, ma per il momento va bene così. In fondo dal maggio del 2011, data della quotazione al Nasdaq, a oggi, il titolo LinkedIn ha guadagnato il 20%. Praticamente quello che ha perso la carovana di Mark Zuckerberg e soci dal suo sbarco a Wall Street.

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