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Facebook si dà alla realtà aumentata

Grazie alla nuova fotocamera potremo mischiare reale e virtuale senza usare visori. Per ora, però, ci sono solo delle maschere per i selfie

Facebook punta sulla realtà virtuale. Anzi no. Cambio di rotta. Meglio la realtà aumentata. Se non altro perché è più comoda.

Potremmo sintetizzare così, in un paio di righe, il percorso compiuto da Facebook nel mondo delle tecnologie del futuro. Se solo un anno fa, il colosso di Menlo Park sembrava puntare decisa sul cosiddetto VR, sull’esperienza immersiva da godere attraverso un paio di occhialoni, ora l’orientamento sembra un po’ cambiato. Si passa alla realtà aumentata, al reale che si mescola col virtuale, proprio come ci ha insegnato Pokemon GO.

Non servono occhiali, basta la fotocamera dello smartphone
Non è una scelta di campo, intendiamoci. La realtà virtuale non viene abbandonata. C’è da salvaguardare il mega investimento fatto su Oculus e capire se c’è spazio per un Facebook da vivere all’interno di un visore. L’annuncio dei cosiddetti Spaces sembra essere in questo senso la prossima grande scommessa del libro dell’amicizia: una stanza virtuale in grado di radunare gli utenti dotati di Oculus Rift.

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Nel frattempo, però, meglio puntare sul sicuro. Lavorando su un modello di interazione diversa, che non costringe gli utenti a indossare alcunché. Basterà utilizzare la fotocamera del telefono, anzi la nuova Facebook Camera, per trasformare le immagini reali in qualcosa di più straordinario (nel senso di fuori dall’ordinario). Di concreto, per ora, ci sono solo una serie di maschere e cornici creative da applicare alle immagini e in particolare ai selfie - più o meno quelle che abbiamo imparato a conoscere con Snapchat e MSQRD - ma l’impressione è che questo sia solo l’inizio.

Nella partita anche Google, Apple e Microsoft
"Stiamo trasformando la fotocamera nella prima piattaforma di realtà aumentata", ha spiegato il CEO di Facebook ai 40.000 presenti all’apertura della tradizionale conferenza con gli sviluppatori, quasi a sottolineare l’alto livello di ambizione che alimenta il progetto.

La concorrenza, del resto, si è già mossa da tempo: Microsoft sta lavorando su Hololens, Google su Project Tango, Apple - scommettono i ben informati - potrebbe mostrarci la sua personalissima visione del reale “condito” con il virtuale già con l’annuncio del prossimo iPhone (previsto per settembre).

Quali applicazioni possiamo attenderci?
La parola ora passa agli sviluppatori. Sono loro che avranno il compito di trasformare la fotocamera dei nostri telefonini intelligenti in qualcosa di più stupefacente. Facebook ci metterà la piattaforma (Camera Effects), i programmatori le idee, ovvero applicazioni.

Sognare è lecito, ed è lo stesso Zuckerberg a tracciare gli scenari: si va dai classici elementi decorativi (oggetti reali mischiati con quelli virtuali) ai contenuti informativi da mostrare in sovraimpressione (la recensione del ristorante o la descrizione del monumento che appare allorquando la fotocamera viene puntata verso luoghi riconosciuti dal sistema).

Le opportunità sono tante, basta esplorarle. Del resto se l’umanità è impazzita per una serie di mostriciattoli da catturare in mezzo alla strada cosa succederà quando potrà confrontarsi con qualcosa di più utile?

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