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Obama ha vinto grazie a Facebook

Un gruppo di ricercatori ha controllato e valutato l'uso del social network durante la campagna elettorale e le elezioni: è stato determinante per il presidente, soprattutto perché ha spinto i giovani a votare

Obama Facebook

– Credits: Barack Obama @ Flickr

Qualche tempo fa avevamo spiegato come e perché Facebook possa essere considerato un laboratorio di ricerca da un miliardo di cavie . Fra poco, grazie alle recenti elezioni USA potremo toccare con mano i primi risultati di questo grande, caleidoscopico laboratorio. Nelle ultime settimane, infatti, mentre legioni di cittadini americani si sorbivano gli spot milionari dei due contendenti, un team di ricerca guidato da James H. Fowler , ricercatore e autore esperto di scienze politiche e social media, ha seminato il grande universo di Facebook di messaggi che informavano gli utenti sui dettagli delle prossime elezioni presidenziali.

Per essere precisi, il 96% degli utenti maggiorenni americani, nelle settimane precedenti alle elezioni hanno visto comparire sul proprio News Feed notizie sulle elezioni, informazioni sul sistema di voto, un particolare bottone con cui potevano dichiarare di aver intenzione di votare (o di aver votato) e decine di foto di amici che avessero già dichiarato la propria intenzione di votare (senza ovviamente indicare il candidato scelto). Del restante 4%, invece, un 2% di potenziali elettori non ha ricevuto nulla, un 1% ha ricevuto il messaggio informativo ma non le notifiche relative ai propri amici, e viceversa un altro 1% ha ricevuto solo foto e notifiche riguardanti gli amici elettori, ma nessun messaggio. L’obbiettivo di questa suddivisione è chiaramente quello di creare gruppi di controllo per valutare in che modo i messaggi, i bottoni, le foto degli amici e in generale l'attività social su Facebook possano influire sulla decisione di andare o non andare a votare.

Prima ancora di aver analizzato i risultati, Fowler e colleghi di dichiarano però abbastanza certi che Facebook abbia avuto un peso determinante nella vittoria di Obama. Capacità divinatorie? No, semplice matematica, e un poco di esperienza. Nel 2010, infatti, Fowler aveva condotto un simile esperimento in occasione delle elezioni mid-term per il congresso americano. Al tempo il team applicò il trattamento descritto sopra a 61 milioni di utenti Facebook e calcolò che la loro attività social avesse portato direttamente 60.000 persone a recarsi ai seggi, e indirettamente altre 280.000 a decidere di votare poiché influenzate nella decisione dall’attività dei propri contatti. Questo risultato, in apparenza sorprendente, va a confermare quanto illustrato da uno studio del 2008 , che aveva evidenziato come gli elettori americani si dimostrino più propensi a votare, sapendo che le persone appartenenti alla propria cerchia sociale (famiglia, amici, conoscenti) verranno a conoscenza della loro scelta di recarsi alle urne.

Supponiamo ora che Fowler abbia ragione e che la pressione sociale esercitata dai propri contatti su Facebook possa trascinare migliaia di elettori ai seggi. In che modo questo potrebbe aver avvantaggiato Obama? Per capirlo, basta guardare le cifre delle elezioni americane. Sebbene Obama abbia ottenuto su Romney uno scarto inferiore rispetto a quello contro McCain nel 2008, i dati rivelano che gli elettori tra i 18 e i 29 anni sono 1 milione in più rispetto al 2008. Inoltre, i sondaggi hanno rivelato che le persone appartenenti a questa fascia d’età hanno votato in netta maggioranza per Barack Obama (il 60%, contro il 37% per Romney). Per avere una misura più indicativa del cambiamento, è sufficiente ricordare che nel 1996 solo il 37% degli elettori under-30 si era recata alle urne, mentre in questa tornata la percentuale ha sfiorato la boa del 50%.

Diversi analisti hanno sottolineato come, una delle cause del passato astensionismo giovanile, fosse la mancanza di informazioni sull’ubicazione del proprio seggio elettorale (diversi giovani vivono lontano dalla città di residenza, per ragioni di lavoro o di studio), esattamente il tipo di informazioni che Fowler e colleghi hanno introdotti nei milioni di messaggi disseminati su Facebook durante la campagna elettorale. Si capisce dunque la sicurezza con cui Fowler sostiene che Facebook abbia dato la volata ad Obama: più giovani sono andati a votare e i giovani negli States tendono a votare democratico (e in particolare: Obama).

Alla luce di queste considerazioni, non stupisce che, in diversi stati, i repubblicani abbiano fatto di tutto per tenere i giovani lontani dalle urne . Se le previsioni di Fowler si riveleranno esatte, sarà la prova che i Repubblicani hanno completamente sbagliato strategia. La prossima volta, invece che concentrarsi su provvedimenti per impedire a determinate persone di votare, farebbero meglio a convincere i giovani elettori ad andare alle urne. Possibilmente, utilizzando i social media.

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