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iPhone mini, Apple potrebbe lanciarlo nel 2013

Per impedire che Samsung si prenda la maggior parte del mercato low-cost, Apple potrebbe decidere di ricorrere a un iPhone di fascia bassa, costruito con materiali meno costosi

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– Credits: iPhil Photos @ Flickr

Indovini del Web, collezionisti di indiscrezioni, semplici chiacchieroni, tenetevi pronti: una delle voci più temute del web si è appena fatta più insistente. Stando a un rapporto pubblicato in queste ore dal Wall Street Journal, Apple starebbe davvero pensando di lanciare sul mercato un iPhone di fascia bassa entro la fine del 2013.

Puristi Apple, lo so che state soffrendo, ma non c'è motivo di strapparsi i capelli. Ad ascoltare chi ha dato la soffiata, se davvero dai cantieri di Cupertino uscirà un iPhone low-cost, avrà probabilmente le stesse fattezze di un normale iPhone, la differenza starà più che altro nei materiali utilizzati per la produzione: policarbonato al posto dell'alluminio per lo chassis, e componenti riciclate da vecchi iPhone. Aspettate, non vi capisco se singhiozzate in quel modo. Dite che è esattamente questo il problema? Be', condoglianze.

Fino a poco tempo fa, o volendo essere precisi fino alla morte di Steve Jobs, la produzione di Apple seguiva rigidi canoni strategici: pochi prodotti selezionati, ultra-curati e caratterizzati da prezzi al di sopra della media. L'iPhone in particolare, titolo di punta del catalogo Apple, si porta dietro dal 2007 un'aurea di unicità: un solo modello per volta, nessuna versione alternativa, prezzo importante.

Se diversi aficionados di Cupertino si disperano al pensiero di un iPhone low-cost (o iPhone mini?) è perché una mossa simile decreterebbe la fine ufficiale dell'Era Jobs e, nei loro incubi, l'inizio di un inesorabile declino in termini di qualità e “potenza” del brand. In realtà, il progetto “iPhone low-cost” si aggira per i piani alti di Infinite Loop almeno dal 2009. Da quando la competizione in campo smartphone si è fatta spietata, infatti, Apple non può più negare l'evidenza: un iPhone-gioiello esclude Apple da una sostanziosa fetta di mercato.

Una fetta che, dati alla mano, è in continua crescita. Tra il 2010 e il 2012, l'odiatissima Samsung ha esteso la sua quota di mercato dall'8,8% al 31,3%. Nel giro di un solo anno, per contro, Apple ha perso quota, passando dal 23% di fine 2011 al 14,6% del terzo trimestre 2012. Certo, l'iPhone 5 ha fatto il botto negli Stati Uniti, ma lo stesso non si può dire per l'Europa , l'Australia e, in particolare, per tutti quei paesi dove Apple non ha modo di presentare alla clientela un'offerta con contratto.

Da settembre, poi, Apple ha cominciato a perdere terreno in borsa. Niente di tragico, intendiamoci, ma abbastanza da costringere i capoccia di Cupertino a riunirsi in una stanza, sedersi a un tavolo e riflettere su un possibile cambio di strategia. C'è un gigante elefante bianco, in quella stanza, un ospite ingombrante che porta il marchio iPad Mini, e che sarà difficile ignorare. Mentre l'iPhone 5 rischia non fruttare le vendite sperate, l'iPad Mini ha letteralmente sbancato , alla faccia di tutti quelli che avevano scommesso che si sarebbe rivelato un fallimento (o che avrebbe cannibalizzato del tutto il tradizionale iPad).

Basterà il successo dell'iPad Mini a garantire il nulla osta a un iPhone low-cost? Lo vedremo nei prossimi mesi. Nel frattempo, c'è chi ha trovato una soluzione alternativa per vendere più iPhone. È notizia di queste ore che WalMart, la più grande catena di negozi al dettaglio al mondo, ha cominciato a rivendere, in collaborazione con StraightTalk iPhone 4 e iPhone 5 senza contratto a 45 dollari al mese , con chiamate e traffico illimitato.

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