Smartphone & Tablet

Apple vs Samsung, il pinch-to-zoom non è prerogativa dell'iPhone

La guerra dei brevetti tra Apple e Samsung continua, ma da quando l'ufficio brevetti ha cominciato a invalidare alcuni brevetti chiave, l'intera vicenda comincia a sembrare un pericoloso spreco di tempo e denaro

Pinchzoom

– Credits: jfingas @ Flickr

Siamo davvero spiacenti per Apple, la sua crociata per dimostrare di aver inventato il tablet, lo smartphone e persino il rettangolo , sta cominciando a fare acqua da tutte le parti. Nella giornata di ieri, Samsung ha dichiarato di aver in mano dei documenti che proverebbero come l’ufficio brevetti americano (USPTO) abbia invalidato un brevetto che Apple ha sventolato più volte nei processi e che darebbe all’azienda di Cupertino la paternità della tecnologia pinch-to-zoom.

Per chi non avesse dimestichezza con l’argomento, per pinch-to-zoom si intende la possibilità di effettuare zoom su immagini allargando o restringendo la distanza di due dita in contatto con un touchscreen. Per capirci, è quella tecnologia che vi consente di ingrandire con un solo gesto le immagini sul vostro iPhone. Stando a quanto dichiarato da Samsung (ma non ancora certificato dal giudice e riconosciuto da Apple), l’ufficio brevetti statunitense avrebbe stabilito che questo tipo di tecnologia sia già stata descritta in brevetti depositati precedentemente.

Lo scorso agosto, Apple era uscita trionfante dalla vertenza contro Samsung, stringendo in mano un verdetto che riconosceva ad Apple poco più di 1 miliardo di dollari in danni. Da allora, Samsung le sta provando tutte per fare riaprire il processo e dimostrare la propria “innocenza”. Già a fine ottobre l’ufficio brevetti aveva invalidato un’altro brevetto Apple , quello in cui veniva dettagliata la tecnologia nota come “rubber-band”, ossia l’effetto “elastico” che si ha quando si scrolla oltre la fine di una colonna di contenuti. Se anche la decisione dell’USPTO in materia di pinch-to-zoom venisse confermata, Samsung potrebbe intravedere la possibilità di riaprire il processo o quanto meno di scongiurare l’ingiuzione promossa da Apple affinché alcuni prodotti dell’azienda koreana vengano mantenuti lontano dagli scaffali.

Per ora, il giudice Koh sembra aver abbracciato un atteggiamento equidistante. Da un lato non ha ancora ceduto alle richieste di Samsung riguardo il processo, dall’altro non sembra intendere accettare la richiesta di ingiunzione da parte di Apple.

Mentre i due litiganti continuano a digrignare i denti ai lati opposti del ring, i terzi che iniziano a godere sono i promotori dell’iniziativa Defend Innovation . Giusto ieri, due nomi noti come Mark Cuban e Markus "Notch" Persson hanno stanziato la bellezza di 500.000 dollari per finanziare una vera e propria campagna per la riforma delle norme sui brevetti, che rientrerà nella cornice delle attività dell’Electronic Frontier Foundation:

La situazione attuale è vergognosaspiega Cuban, “Le vertenze riguardanti brevetti determinano un aumento dei prezzi e indeboliscono la competizione e l’innovazione. Questo non va bene per i consumatori così come per il business. É arrivato il momento di mettere a posto questo sistema.

L’idea di Cuban e soci è di riformare il sistema dei brevetti facendo in modo di accorciare la durata dei brevetti software (massimo 5 anni) e di tutelare chi viene denunciato per aver violato un brevetto sviluppando un sistema analogo in modo indipendente e involontario.

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