Sicurezza

Google e NSA lavoravano assieme: ecco le prove

Intenso scambio di email tra i fondatori di Big G e l’ente governativo

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Avere un ruolo attivo nella definizione della sicurezza nazionale, pensando e sviluppando soluzioni tecnologiche avanzate. Era questa l’idea di Keith Alexander, allora capo della NSA, per coinvolgere Google all’interno dei progetti per la gestione e difesa del cyberspazio da parte dell’Intelligence nazionale.

Un fitto colloquio via posta elettronica che attraversa i mesi dal 2011 al 2012 e che mette in luce uno stretto rapporto di collaborazione tra i due soggetti. Le email dell’intrigo sono state pubblicate dal sito di Al Jazeera USA , che ha pensato bene di mettere le mani avanti: è chiara la cooperazione tra Google ed NSA, meno che i due abbiano lavorato assieme per fornire dati e informazioni sensibili degli utenti, come mostrato dai documenti rilasciati nell’arco dei mesi da Edward Snowden.

Leggendo lo scambio di battute, spesso amichevole tra i due, è inevitabile che un brivido attraversi la schiena, soprattutto con il senno di poi dell’aver conosciuto cosa voglia dire “Datagate”. La corrispondenza telematica suggerisce infatti come la NSA conoscesse molti dei dettagli del lavoro di Google, puntando più di una volta sulla volontà di espandere il proprio sforzo di monitoraggio digitale, anche con l’aiuto di Sergey Brin ed Eric Schmidt.

“Quando raggiungeremo questo punto dei nostri progetti, fisseremo un incontro classificato (segretondr.) per i capi delle compagnie più importanti, così da fornirgli un quadro delle minacce esistenti che pensiamo possano essere risolte e capire quale possa essere il loro impegno nell’organizzazione per il futuro”.

Si tratta di una parte di email inviata da Keith Alexander a Eric Schmidt nel giugno del 2012 dove si esprime la convinzione che la “partecipazione di Google sia essenziale nella ridefinizione, implementazione e sviluppo della soluzione”. Al messaggio Schmidt aveva risposto entusiasta, seppur declinando l’invito in sede: “Mi dispiace non poter partecipare (sarò sulla East Coast). Mi farebbe piacere vederti un'altra volta Grazie!”.

Google ha risposto immediatamente alle email pubblicate da Al Jazeera, chiarendo ancora una volta la propria estraneità ai fatti descritti da Snowden. “Lavoriamo duramente per proteggere i nostri clienti dagli attacchi cibernetici e per questo ci confrontiamo con esperti, occasionalmente anche del governo statunitense, per assicurarci di rimanere aggiornati sul tema” – ha detto un portavoce di Big G all’Huffington Post .

A quanto si legge dalle fonti, l’incontro a cui Google avrebbe dovuto partecipare riguardava il gruppo Enduring Security Framework (ESF), lanciato nel 2009 per “coordinare le azioni di governi e aziende su minacce alla sicurezza che non possono essere risolte da un unico soggetto”. Coinvolte nel piano ci sarebbero, oltre Google, anche Intel, AMD, HP, Dell e altre, tutte a giocare la propria parte nello scacchiere informatico globale.

I fondatori di di Google hanno sempre tenuto le distanze dall’intrusione degli spioni della NSA all’interno dei propri server. Più di una volta Sergey Brin e Eric Schmidt hanno affermato di non aver mai dati al governo degli Stati Uniti l’accesso alle informazioni personali dei propri iscritti. Non a caso durante lo scorso novembre Schmidt aveva affermato che, se violazione governativa c’era stata, Google ne era assolutamente all’oscuro, estranea da qualsiasi complotto ai danni dei navigatori. Le email pubblicate da Al Jazeera non contraddicono di certo il presupposto di Google ma di certo non mettono in buona luce un’azienda di cui stanno venendo a galla fin troppi interrogativi. 

 
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