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Fine del roaming: cosa dice la direttiva europea

All’estero come a casa: addio al sovraprezzo su chiamate, messaggi e connessioni Internet da rete mobile europea. Ma attenzione ai limiti sui dati

La notizia interessa tutti, e in particolare quanti si trovano spesso in viaggio in Europa, per lavoro o per diletto: il roaming è stato abolito. Da oggi, 15 giugno 2017, in pratica, telefonare, mandare messaggi e collegarsi a Internet dai 28 Stati dell’UE costa come nel paese d’origine.

I nuovi limiti per le tariffe all'ingrosso
Ciò è reso possibile dal taglio applicato alle cosiddette tariffe all’ingrosso, ovvero dai costi pagati dalle società telefoniche sul traffico internazionale. Sulle chiamate, spiega la Reuter, la soglia massima per le chiamate passerà dagli attuali 5 centesimi di euro al minuto a 3,2 centesimi al minuto, quella degli SMS scenderà a un centesimo di euro (contro gli attuali 2). 

Fine del roaming: le 5 cose da sapere


Leggermente diverso il discorso per quanto riguarda il traffico dati. Su questo punto, il diktat del Parlamento europeo prevede un calo progressivo delle soglie da qui al 2022: si parte con un tetto di 7,7 euro al gigabyte (oggi è di 50 euro), per arrivare ai 6 euro a gigabyte nel 2018 e ai 2,5 euro a GB del 2022.

Cio determina il cosiddetto data cap, ovvero un tetto massimo di “giga” utilizzabili senza roaming. Oltrepassata la sogli, fa sapere la Commissione Europea, al cliente potrà essere applicato un sovraprezzo, non più alto di 7,70 euro + IVA per ogni GB consumato.

• LEGGI ANCHE - Fine del roaming: come calcolare il limite di dati utilizzabili all’estero

In questi casi, comunque, il cliente dovrà essere sempre informato in anticipo, nonché avvisato in caso di superamento della soglia.

TIM, Vodafone, Wind, Tre: cosa cambia per gli utenti

Ma come cambia in concreto la spesa degli utenti italiani che si trovano a usare il telefonino in giro per l’Europa? Indipendentemente dall’operatore prescelto - che sia TIM, Vodafone, Wind, Tre o altri - il consumatore non deve essere gravato da alcun sovraprezzo rispetto alle tariffe che utilizza in patria.

Per saperne di più leggi anche: Fine del roaming: come cambiano le tariffe di Tim, Vodafone, Wind 3

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Ciò non significa che gli operatori non possano comunque intervenire per modificare le condizioni contrattuali applicate nel Paese di origine, così da recuperare i ricavi perduti. Qualcosa, in questo senso, si è già visto la scorsa estate con l’arrivo di variazioni e balzelli su contratti già in essere.

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