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Lo smartphone di Facebook? Arriverà nel 2013, con Htc

Per Bloomberg l'ipotesi è fondata. Il sistema operativo sarà una versione riveduta e corretta di Android

ChaCha e Salsa, arrivano i Facebook-phone di HTC

Di un Facebook-fonino se ne parla da tempo , più o meno da quando si è capito che Mark Zuckerberg e soci avevano un problema chiamato mobilità. Ora però il cerchio inizia a chiudersi. Oltre alle indiscrezioni cominciano a trapelare dati più consistenti. Come quelli appena pubblicati da Bloomberg che parla di un debutto ufficiale del primo telefonino Made in Menlo Park per la metà del 2013.

Dovrebbe trattarsi, in realtà, di uno smartphone costruito da Htc ma rimarchiato Facebook, proprio come nella migliore tradizione dei debuttanti d’alto bordo (la stessa Google si affidò al produttore taiwanese per il suo primo telefonino, il G1 ).

Nulla o poco si sa, invece, sul versante delle specifiche tecniche. L'unica indiscrezione riguarda al momento il sistema operativo, presumibilmente una versione riveduta e corretta di Android tagliata su misura per il social network. L’operazione ricalcherebbe per certi versi quella attuata da Amazon per il suo Kindle Fire, il tablet da 7 pollci costruito intorno ad una release camuffata del sistema operativo dell’alieno verde.

L’intesa fra Facebook e Htc, peraltro, non sarebbe nuova. Già lo scorso anno, come qualcuno ricorderà, le due società avevano lavorato fianco a fianco per la realizzazione di due terminali - il ChaCha e il Salsa - dotati fra le altre cose di un pulsante ad hoc per l’accesso immediato al social network.

Per quanto rischiosa – visto il sovraffollamento nell’area – l’operazione che dovrebbe portare all’uscita di un Facebook-phone è considerata da molti addetti ai lavori l’unica vera arma a disposizione di Mark Zuckerberg per conquistare in tempi brevi una buona credibilità nel mercato dei dispositivi mobili. Degli oltre tre miliardi di dollari di pubblicità raggranellati lo scorso anno da Facebook poco o nulla è arrivato dal settore mobile, ancorché circa la metà degli attuali 900 milioni di utenti acceda abitualmente alla piattaforma dal proprio telefonino intelligente.

Di certo, dovesse davvero andare in porto, l’operazione avrà delle forti ripercussioni sui titoli dell’azienda californiana, su cui permangono ancora troppi dubbi circa le reali potenzialità di monetizzazione. Dal debutto al Nasdaq, sottolinea Bloomberg, le azioni di Facebook hanno perso circa il 23%.

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