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iPhone 5, cos'è la connettività LTE e perché è così importante

Mancano due giorni al lancio del nuovo iPhone e si moltiplicano gli interrogativi sulla tecnologia LTE. Ecco perché è così complicato (e importante) passare alla connettività pre-4G

Qualche giorno fa, parlando delle ragioni per cui l’attesa del nuovo iPhone 5 ha raggiunto livelli di isteria, spiegavamo come buona parte dei potenziali acquirenti si dichiarassero poco interessati alla presenza di una tecnologia per la connettività LTE. Le ragioni erano facilmente intuibili: il primo prodotto Apple a supportare LTE è stato il nuovo iPad, tuttavia solo 4 operatori fornivano la tecnologia sufficiente a sfruttare la nuova connettività (due negli States, due in Canada). La situazione di parziale indifferenza da parte dei clienti Apple verso l’LTE potrebbe però ribaltarsi questo mercoledì, quando Tim Cook svelerà finalmente tutte le novità del nuovo iPhone.

In queste ore, infatti, il Wall Street Journal ha citato l’immancabile, anonima “persona informata dei fatti”, la quale assicurerebbe che il nuovo iPhone sarà compatibile con una moltitudine di reti LTE in tutto il globo. Questo questo significa che il nuovo iPhone potrà connettersi a qualsiasi rete LTE? Non è detto. Come fa notare il WSJ, infatti, la tecnologia LTE è molto più frammentata della precedente tecnologia di wireless 3G. Esistono infatti 36 tipi di bande LTE in tutto il globo, contro le 22 per la tecnologia 3G più utilizzata, e sarebbe estremamente complicato perfezionare chip che garantiscano una compatibilità totale.

Spesso si fa l’errore di confondere LTE e 4G , quasi fossero due sigle intercambiabili per definire la stessa tecnologia. Non è così. Si utilizza l’acronimo 4G per fare riferimento agli standard e alla tecnologia di quarta generazione per la telefonia mobile. L’acronimo LTE sta invece per Long Term Evolution e indica un tipo di tecnologia post-3G ma ancora pre-4G, una sorta di ponte di transizione tra le due generazioni. Dal momento che LTE si sta diffondendo in tutto il mondo, che probabilmente verrà utilizzata come standard nei prossimi dispositivi mobile e che attualmente è la soluzione che garantisce la maggiore velocità di connessione, si tende a far rientrare l’LTE fra le tecnologie considerate 4G.

Sfruttando tre nuove tecnologie (OFDM, MIMO e SAE), LTE ottiene una maggiore efficienza spettrale e una gestione ottimizzata delle interferenze. In soldoni, LTE garantisce una velocità massima di download pari a 326,4 Megabit per secondo (contro i 384 kilobit per secondo degli attuali standard WCDMA-UMTS) e una velocità massima di upload pari a 86,4 Megabit per secondo (128 kilobit per secondo per WCDMA-UMTS).

La notizia riportata dal WSJ è sicuramente interessante, ma se anche il nuovo iPhone sarà in grado di supportare l’intero spettro di reti LTE (improbabile) o anche solo un ventaglio sufficientemente ampio da coprire in parte l’intero globo (più probabile), diversi paesi potrebbero non essere pronti a battere la palla lanciata da Apple.

Basti pensare che in Europa la banda LTE è praticamente una sconosciuta. Ce l’hanno in Germania, nei paesi scandinavi, lo stanno introducendo in qualche città francese (ma a Parigi ancora non è arrivata), nel resto dei paesi è arrivato poco più dell’incessante eco dovuta al tam tam sul nuovo iPad e sul prossimo iPhone 5.

In Italia, nel 2011 è stata portata a termine l’asta sulle quattro frequenze che potranno essere utilizzate per l’LTE (800, 1800, 2000 e 2600 MHz). A spartirsi le frequenze sono stati, ovviamente, i quattro maggiori operatori, Telecom Italia, Vodafone Italia, Wind Telecomunicazioni e 3 Italia. Dal 2011 ad oggi gli operatori si sono dedicati a testare la nuova tecnologia. A febbraio, TIM ha attivato una connettività LTE a 100 Megabit per secondo a Torino, ad aprile ha esteso la portata della tecnologia anche a Milano e Roma. Vodafone ha effettuato test a Milano, Roma, Torino e Ivrea (sede di una sede storice Vodafone) e progetta di dotare di connettività LTE i maggiori stadi italiani. Wind si concentrerà sulle frequenze da 2600 MHz nelle maggiori città italiane, mentre 3 Italia si concentrerà su quelle da 1800 e 2600 MHz.

La strada verso una copertura LTE in Italia però presenta diversi ostacoli: innanzitutto è necessario aspettare la liberazione di frequenze da 800 MHz, attualmente occupate da canali televisivi che nel 2013 saranno sostituiti dal digitale terrestre, e di frequenze da 1800 MHz fino ad oggi dedicate al GSM. Altri ritardi, come comunicato a luglio dal Direttore Network Development di Wind, potranno risultare da problemi con i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici.

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