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YouTube punisce le major: visualizzazioni falsate, via i video di Universal e Sony

Clamoroso: le major del disco baravano sulle visualizzazioni YouTube. E Google le sbatte fuori malamente, rimuovendo migliaia di videoclip di successo

Credit: N.Battista

Il 2012 della musica online finisce con un botto inaspettato e davvero clamoroso; e con due "feriti" importanti: Google praticamente sbatte la porta in faccia a due delle principali etichette discografiche. E le punisce duramente rimuovendo due miliardi di visualizzazioni e migliaia di video musicali di nomi notissimi.

Da qualche settimana, silenziosamente, nel portale video di Google è in atto una grande operazione di pulizia, che sta comportando anche la rimozione di moltissime clip. L'operazione interessa anche gli account di tanti piccoli e apparentemente normalissimi utenti e no, stavolta il copyright non c'entra affatto. A quanto pare, i maggiori "pirati" del caso sono stati individuati, e i nomi sono quelli che non ci saremmo mai aspettati: Universal e Sony.

Intendiamoci: è già capitato che una o più major del disco si trovassero sotto accusa in questo o quel paese per problemi relativi a una ripartizione non corretta di royalty, come pure per l'applicazione - contestata da diversi artisti - di criteri di ripartizione validi per i tradizionali prodotti fisici, anche ai nuovi canali di distribuzione digitale.

Ma che due major della musica, inclusa UMG che è la più grande del mondo, si vedessero praticamente azzerate le proprie pagine YouTube dal portale stesso, con l'accusa di aver imbrogliato comprando visualizzazioni inesistenti, davvero non ce lo aspettavamo.

Truffe su YouTube: sono all'ordine del giorno, da quelle perpetrate da fantomatiche società come "Music Publishing Rights Collecting Society" (MPRCS) che - nascondendosi dietro una sigla che imita la britannica MCPS, legittima società di autori ed editori - usurpa danari dalla pubblicità sfruttando le falle del sistema di riconoscimento di contenuti (Content ID) del portale di Google, fino a quelle sui click, fatte "comprando" un certo numero di visualizzazioni da dubbi personaggi, al solo fine di gonfiare le proprie statistiche, violando peraltro le condizioni di servizio del sito.

Quest'ultima situazione - che si verifica anche altrove, basti pensare ai tantissimi falsi profili Twitter o Facebook - oltre a dare un'immagine falsata della propria pagina, con un alto numero di visualizzazioni che non corrisponde alla realtà, e quindi potenzialmente imbrogliare un interlocutore o un cliente, può anche configurare una truffa in merito alla ripartizione degli introiti pubblicitari, datosi che YouTube divide i soldi di banner e filmati con i propri partner, specie con quelli di maggior successo.

Il grosso delle rimozioni si è verificato poco prima della fatidica data del 21 dicembre - il che ha generato battute in Rete su un "armageddon" per l'industria discografica tradizionale - ma la cosa era iniziata anche prima. Per esempio, come mostrano le statistiche visibili su Socialblade, il 17 dicembre i canali YouTube di Michael Jackson e di Avril Lavigne hanno perso di colpo un enorme numero di visualizzazioni.

Ora, un aggiustamento delle statistiche per motivi tecnici è sempre possibile, ma perdere centinaia di migliaia di view in un giorno, quando normalmente invece la tendenza è di guadagnarne alcune migliaia nello stesso lasso di tempo, sembra perlomeno strano. Ancora più clamoroso il caso della cantante Leona Lewis, che il giorno 19 dicembre si è vista decurtare quasi 24 milioni di visualizzazioni : circa un decimo del totale del proprio canale. Una cosa del genere conferma in pieno l'intervento di YouTube stesso e la "bonifica" dei click falsati.

Ben due miliardi di visualizzazioni sono state rimosse; di queste, all'incirca metà erano relative a Universal e metà a Sony.

Così, proprio mentre il coreano PSY batteva un altro record con "Gangnam Style" e per primo toccava il miliardo di spettatori su YouTube con un singolo video musicale - per ironia della sorte proprio il 21 dicembre - le major perdevano pezzi importanti di repertorio e spazi promozionali di grande valore.

Va detto che le grandi case discografiche su YouTube sono più interessate a promuoversi tramite Vevo - società costituita ad hoc per monetizzare i propri contenuti nel portale di Google - che tramite i propri canali. Ma la notizia fa scalpore comunque (e viene da chiedersi se non ci saranno a breve altre rimozioni "di lusso").

Nelle pagine interessate, intanto, la situazione è paradossale: il canale "sonybmg" dedicato al marchio Legacy Recordings di Sony è scomparso del tutto e rinvia ad un'altra pagina in cui sono rimaste solo 3 clip, peraltro non proprio importanti. Perse anche 159 milioni di view sul canale RCA Records , mentre per quanto riguarda quello Universal , sui 36 video presenti - peraltro ricaricati da poco - solo 5 sono in realtà visibili. Alcuni non attivi per volontà di chi gestisce il canale; una serie di pezzi degli Abba, invece, a quanto pare risultano bloccati come fossero copie pirata; identificati dal Content ID di YouTube e resi inaccessibili come se fossero stati caricati da chissà chi: è una debacle in piena regola.

Socialblade non solo conferma il miliardo di view perdute (il 18 dicembre) ma anche un altro milione perso il 23/12.

Un dato curioso - che non ci sembra essere stato documentato da altri - è che alcuni canali di successo ma "non sospetti" come proprio quello ufficiale di PSY e quello della violinista Lindsey Stirling non si vedono rimuovere alcuna visualizzazione, ma il giorno 18 dicembre ottengono zero visualizzazioni, a fronte di numerosi visitatori sui rispettivi canali e di medie quotidiane di centinaia di migliaia o - nel caso del coreano - di milioni di visualizzazioni. Questa stessa stranezza compare ben quattro volte nel mese di dicembre sul canale del programma televisivo britannico X-Factor .

Che il 2012 della musica online - partito con il clamoroso blitz contro Megaupload - fosse un punto di non ritorno, si era capito da tempo. Il "21/12" delle major tradizionali, però, arriva davvero a sorpresa.

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