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Wi-Fi gratis: le 5 cose da sapere

Quanti sono, da chi sono gestiti, dove si trovano, come accedervi: la situazione degli hot spot “open” nel nostro Paese

– Credits: kristinmarshall @Flickr

Agli italiani piace il Wi-Fi libero. Non solo, va da sé, perché è a costo zero. No, c’è qualcosa che val di là della mera gratificazione che deriva dalla possibilità di sedersi sulla panchina di una piazza e navigare a sbafo su Internet. C’è la sensazione di vivere in città che - in un modo o nell’altro - stanno provando a essere più democratiche, aperte al mondo, in una parola moderne.

Se ne sono resi conto in maniera lampante gli abitanti di Milano, forse la città italiana che negli ultimi anni ha vissuto la più grande trasformazione verso il modello delle cosiddette smart-city. Dal 2012 ad oggi, grazie anche agli investimenti stanziati per Expo 2015, il capoluogo lombardo è stato letteralmente tappezzato di hot-spot, tanto da diventare la prima città italiana e una delle principali D'Europa per numero di connessioni pubbliche gratuite. I numeri parlano chiaro: con le sue 370 aree collegate e i suoi 200 mila utenti iscritti (circa 400 nuovi iscritti al giorno), quello meneghino è il primo centro italiano e il secondo a livello europeo (dopo Barcellona) per numero di accessi pubblici gratuiti.

Ma qual è la situazione nel resto del paese? Cosa stanno facendo Comuni, Amministrazioni Pubbliche ed esercizi pubblici per offrire ai cittadini un accesso Internet gratuito di livello soddisfacente? Proviamo a capirne di più.

1. MILANO, ROMA E FIRENZE GUIDANO LA CLASSIFICA DELLE CITTÀ “OPEN”
Con le sue 370 aree (300 postazioni all’aperto fra piazze, parchi, giardini e stazioni, e 70 indoor disponibili nelle sedi comunali) Milano guida dunque la speciale classifica delle città italiane con il maggior livello di copertura open Wi-Fi. Seguono Roma (176 aree, fra indoor e outdoor), Firenze, Verona (120) e Genova (90). A livello europeo primeggia Barcellona, con le sue 450 aree, davanti a Parigi (312); piuttosto distante Berlino (75).
Se si considera la totalità delle postazioni Wi-Fi (che comprende non solo le aree pubbliche gratuite ma anche i collegamenti offerti da ristoranti, alberghi, bar, scuole, università ed esercizi di varia natura) il numero degli hotspot in Italia è di oltre 10.000 (dati CheFuturo 2014), di cui un quinto nella sola Lombardia.

2. LE RETI FEDERATE
Fra i progetti Open Wi-Fi di tipo pubblico, sta riscuotendo un certo successo il modello delle cosiddette reti federate, veri e propri network allargati capaci di aggregare sotto un unico cappello più reti gratuite provenienti da singoli Comuni o Pubbliche Amministrazioni. Il vantaggio di una rete federata sta nella possibilità di concedere agli utenti la possibilità di navigare Wi-Fi all’interno di più città appartenenti allo stesso network senza bisogno di inserire nuove credenziali di accesso. In Italia la rete federata più importante è quella di Free Italia WI-Fi , un’iniziativa promossa dalla Provincia di Roma, Regione Autonoma della Sardegna e Comune di Venezia che ha già radunato al suo interno oltre 70 reti interconnesse (fra cui quella di Roma, Firenze, Brescia, Genova e Torino), ma esistono altre realtà locali (è il caso per esempio della Regione Emilia Romagna) che operano con lo stesso concetto.

3. COME SI ACCEDE A UN HOT-SPOT GRATUITO
Il Decreto del Fare, istituito lo scorso agosto, ha di fatto abrogato l’obbligo (introdotto con il decreto Pisanu) di identificare gli utenti che accedono a Internet tramite hot-spot Wi-Fi comunali piuttosto che da ristoranti, pub e locali. Ciò non significa che gli utenti tricolori possano oggi collegarsi liberamente a qualsiasi rete pubblica. Per com’è stata concepita, infatti, la legge lascia ai Comuni e ai gestori degli accessi Internet gratuiti la facoltà di richiedere o meno l’autenticazione alla rete, così da potersi esimere dalla responsabilità di eventuali attività illecite (truffe, scambio di materiale pedo pornografico, eccetera). Ecco perché in molte città italiane l’inserimento delle credenziali è ancora richiesto. La prassi più diffusa è quella basata sulla registrazione via Sms: si cerca una rete open con un dispositivo dotato di ricevitore Wi-Fi, ci si collega e si apre il browser Internet; alla comparsa della pagina di benvenuto l'utente deve quindi inserire il suo numero di cellulare e attendere la ricezione di una password. Un'alternativa più semplice (soprattutto per gli utenti stranieri) ma non gradita da tutti è quella di fornire le credenziali della propria carta di credito.

4. IL WI-FI GRATUITO IN LOCALI ED ESERCIZI
Oltre alla copertura ”istituzionale” offerta da Comuni e Pubbliche Amministrazioni, è possibile trovare hotspot gratuiti anche negli esercizi commerciali. Non c’è solo McDonald’s con gli oltre 300 punti della sua catena italiana: gli accessi Wi-Fi da bar, ristoranti, pizzerie, pub, alberghi, agriturismi e altre strutture turistiche (stabilimenti balneari, impianti sciistici, campeggi, residence, enoteche, bed and breakfast, agenzie di viaggi, uffici turistici) costituiscono circa il 50% di tutti gli hot-spot italiani. Per la gestione del servizio, gli esercizi più strutturati si affidano di norma ai cosiddetti Wisp (Wireless Internet Service Provider), aziende specializzate nella fornitura dell'infrastruttura Wi-Fi come Futur3, Guglielmo, Vallicom, Wi-Fi Sms, Wi-Fi Gest, Trampoline, Microbusiness, Econetica, QuiNavigo, Bitage, 

5. COME TROVARE UN HOTSPOT GRATUITO
Per sapere dove sono dislocati gli accessi gratuiti nelle varie città è sufficiente utilizzare uno dei tanti motori di ricerca per la localizzazione degli hotspot (Hotspots Wi-Fi Italia , Wifi.gratis , Wefi , Hotspothaven ) o un'applicazione dedicata per smartphone e device mobili (CheWifi, Wired WiFi, WiFi Italia Lite, Jiwire). Basta digitare le coordinate geografiche per avere un elenco aggiornato dei luoghi in zona (alberghi, ristoranti, aeroporti, librerie, bar, negozi e luoghi aperti al pubblico) ove è attivo un collegamento a Internet Wi-Fi. L’alternativa istituzionale è quella di entrare nel sito del proprio Comune o della propria Provincia e ricercare la specifica sezione relativa alle aree servite. A questo indirizzo , per esempio, l’Open WiFi di Milano, qui invece la cartina degli hotspot della Provincia di Roma .

 
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