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Musica online: i 12 eventi del 2012

L'anno della musica in Internet, dal blitz contro Megaupload a YouTube che scaccia le major: non solo copyright e diverse novità

(Credit: elab. grafica N.Battista)

1) 20 gennaio: sono le prime ore del mattino in Italia quando scoppia una vera "bomba": arresti eccellenti nel caso Megaupload ; Kim "Dotcom" Schmitz e associati vengono assicurati alla giustizia con un blitz degno di un film hollywoodiano. Tra le accuse - oltre a quella, prevedibile, di violazione di copyright - anche quelle di cospirazione e di riciclaggio di denaro. Ma le settimane successive diranno che non è proprio tutto così chiaro; peraltro, FBI e autorità locali commettono una serie di gaffe, ad esempio inviando in America parte del materiale sequestrato senza il permesso del magistrato locale. Kim dà battaglia, anche attraverso i suoi numerosi canali online. E promette un ritorno sulla scena a breve.

2) Ancora a gennaio, SoundCloud tocca i 10 milioni di utenti : è di fatto la piattaforma che tra musicisti indipendenti, remixer casalinghi, dj, ma anche etichette di una certa importanza ha preso gradualmente il posto che era stato di Mp3.com e poi di MySpace. Il posto dove condividere la propria musica, magari in anteprima, magari per poi incorporare lo stream su Facebook.

3) Il 2012 vede continuare (e ingigantirsi) la serie di artisti legati alle major che fanno causa ai loro ex datori di lavoro per le royalty digitali, spesso trattate - non proprio correttamente - alla stregua delle vendite fisiche. A febbraio è la volta di Kenny Rogers, che chiede a EMI il pagamento di ben 400.000 dollari .

4) 4 giugno: Zune addio , scompare definitivamente il marchio musicale di Microsoft. Ma non il servizio, che si "reincarna" in Xbox Music.

5) Con 15 milioni di utenti (di cui 4 a pagamento), in estate Spotify si conferma leader dello streaming e prepara le prossime mosse: elimina la necessità di un account Facebook per il login e lavora a una versione web che permetterà anche di fare a meno dell'attuale client .

6) Settembre: dopo un paio di mesi, "Gangnam Style" è un successo planetario ma è anche il pezzo con il maggior numero di "Like" su YouTube. Il brano - che ha sfruttato moltissimo la Rete come strumento promozionale - segna il successo del coreano PSY e fa conoscere il k-pop al grande pubblico. Ma non sarà l'unico record. La cavalcata del pittoresco personaggio e del suo improbabile balletto continuerà fino a infrangere un record ben più importante, a dicembre.

7) 1° novembre: accordo Google-Armonia ; è la prima licenza musicale paneuropea concessa da un trio di società (SIAE, SGAE, SACEM) e apre le porte alla musica di Google in Europa, Italia inclusa. E infatti...

8) Pochi giorni dopo il suddetto accordo, la musica di Google Play è disponibile anche nel nostro paese . Il servizio cloud è gratuito e permette di mantenere online ed ascoltare a piacimento fino a 20.000 brani; è ovviamente possibile acquistarne di nuovi direttamente dal sito. In attesa di Spotify, per gli italiani è una delle principali alternative ad Apple.

9) Gli AC/DC sbarcano su iTunes : hanno resistito anche più dei Beatles, rifiutavano la vendita di mp3 singoli, sono ora tra gli ultimi grandi nomi a cedere ai nuovi modelli di distribuzione della musica.

10) Novembre è un mese davvero ricco di novità: esce anche iTunes 11 , con novità sia per gli utenti (layout e integrazione con iCloud) che per gli addetti ai lavori (gallerie di immagini degli artisti, prevendite per artisti indipendenti).

11) 21 dicembre: "Gangnam Style" batte un altro record e supera il miliardo di visualizzazioni su YouTube. E' un record storico, il portale video lo celebra aggiungendo al contatore delle view un'iconina personalizzata di PSY che esegue il suo "ballo del cavallo", tuttora visibile. E dire che solo pochi anni addietro per arrivare al miliardo ci voleva l'intero canale di un'artista di grande successo come Lady Gaga.

12) YouTube punisce le major del disco . Il portale video di Google decurta il numero di visualizzazioni di molte pagine di artisti noti e persino di due major come Sony e Universal. Queste ultime si vedono anche rimuovere molti video: poco prima di Natale, le due etichette perdono un miliardo di view a testa. A detta delle major, è solo una sorta di formalità, il materiale è stato spostato nelle pagine dedicate al servizio Vevo, che distribuisce i videoclip, quindi le visualizzazioni si troveranno lì. YouTube smentisce: le major - come tanti altri utenti - baravano comprando click a pagamento da dubbi personaggi. Una debacle clamorosa, e una vicenda che probabilmente riserverà altre sorprese a inizio 2013.

L'anno che verrà si preannuncia interessante, con il probabile arrivo (finalmente) di Spotify in Italia e il lancio del famigerato Mega di Kim Dotcom, previsto per il prossimo 19 gennaio: potrebbe essere davvero un inizio coi fuochi d'artificio.

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