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Internet interstellare e teletrasporto quantistico: il futuro non è mai stato così vicino

Fino a poco tempo fa la prospettiva di un sistema di comunicazione interstellare tipo Internet era pressoché impossibile. Un nuovo studio cinese però apre nuove speranze, grazie al teletrasporto quantistico

Interstellar internet

– Credits: NASA Goddard Photo and Video @ Flickr

Magari il presidente americano Barack Obama esagera quando dice che entro il 2030 cammineremo sul suolo marziano, magari invece no. Nel dubbio, la NASA e la ESA stanno lavorando a una tecnologia che consentirebbe una comunicazione digitale in tempo reale Terra-Marte. Una sorta di Internet interstellare, per usare un termine altisonante.

In realtà, la tecnologia in questione si chiama Disruption Tolerant Networking (DTN) ed è un protocollo specificamente studiato per consentire una comunicazione efficace tra sonde, navicelle e stazioni spaziali e dispositivi situati sulla superficie di un pianeta. Il primo test è stato effettuato lo scorso 8 novembre, quando Sunita Williams, comandante della spedizione 33 sulla Stazione Spaziale Internazionale è riuscita a controllare dallo spazio un dispositivo elettronico localizzato in Germania, come farebbe un bambino con una Gig Nikko . Per la precisione, il luogo era l’European Space Operations Centre di Darmstad, e il dispositivo un modellino robot della LEGO.

“Questa prova ha dimostrato come sia possibile creare una nuova infrastruttura di comunicazione che consenta di inviare comandi da un veicolo spaziale in orbita a un robot sulla superficie e di ricevere da questo dati e messaggi” spiega Badri Younes della NASA “Il DTN sperimentale che abbiamo testato potrebbe un giorno essere utilizzato dagli esseri umani su un veicolo in orbita attorno a Marte, o dalla Terra (sfruttando i satelliti), per azionare un robot sulla superficie del pianeta.”

Direte voi: tutto molto interessante, ma tu ci avevi parlato di Internet interstellare, qui per ora non si arriva nemmeno a Urano. E avete ragione. Datemi tempo, ora ci arrivo.

Fino a poco tempo fa, l’idea stessa di estendere questa rete di comunicazione fuori dai cancelli del sistema solare era tanto suggestiva quanto poco realizzabile. Solamente lo scorso marzo, Caleb A. Scharf , astronomo e direttore del Columbia Astrobiology Center, immaginava una rete composta da un migliaio di sonde spaziali disposte tra la Terra e Alfa Centauri , che l’umanità potrebbe allestire in totale tranquillità, lanciando una sonda ogni dieci anni. Non ci vuole una laurea in astrofisica per capire che stiamo parlando della prospettiva di una rete di comunicazione tra Terra e Alpha Centauri che non sarebbe utilizzabile prima di altri 10.000 anni.

Ma ecco che a toglierci dall’impasse (o almeno, a provarci) intervengono i ricercatori dell’Hefei National Laboratory for Physical Sciences di Anhui, in Cina, che per risolvere la questione hanno pensato di affidarsi al teletrasporto quantistico . Per la precisione, Chao-Yang Lu e colleghi hanno realizzato una forma di teletrasporto quantistico. Nello studio pubblicato in questi giorni, i ricercatori descrivono i passaggi fondamentali di un esperimento che ha consentito di trasferire lo stato energetico di un nodo quantistico composto da 100 milioni di atomi di rubidio a un nodo formalmente identico, localizzato a una determinata distanza fisica, utilizzando un cavo di fibra ottica.

Per rendere tutto ciò il più commestibile possibile, possiamo dire che gli scienziati cinesi sono riusciti a sfruttare le proprietà della correlazione quantistica per teletrasportare lo stato energetico di un oggetto, a un oggetto identico e distante. Volendo usare una metafora molto raffazzonata, è come se io e un mio collega avessimo in mano due uova identiche e, nel momento in cui ne cuocio una, l’altra si cuoce di conseguenza.

La cosa interessante, è che questo tipo di tecnologia, in futuro, potrebbe essere utilizzata per creare un sistema di comunicazione interplanetaria che, nei sogni di ricercatori e futurologi , consentirà di trasmettere dati alla velocità della luce anche su distanze interstellari. Prima però, gli sviluppi analizzati ad Anhui, saranno probabilmente sfruttati per avvicinarsi di un altro passo agli attesissimi, provvidenziali, quasi chimerici, supercomputer quantistici .

Nell’attesa, non smettete mai di puntare il naso al cielo.

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