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Facebook e Yahoo dovrebbero fare un motore di ricerca. Ma non possono

La notizia secondo cui Facebook e Yahoo stanno unendo le forze per fare un motore di ricerca è probabilmente infondata. Ma ha toccato un nervo scoperto. Ecco perché una simile creatura potrebbe rivelarsi vantaggiosa

Facebook Yahoo

Sheryl Sandberg (Facebook) e Marissa Mayer (Yahoo) – Credits: World Economic Forum @ Flickr - jdlasica @ Flickr

Sembrano passati diversi lustri, da quando Facebook e Yahoo si calcavano l’elmetto in trincea, pronti a scuoiarsi l’un l’altro a colpi di brevetti social. In realtà, non è nemmeno passato un anno. Oggi, a quattro mesi dall’inizio della reggenza Mayer tra Menlo Park e Seattle soffia il placido vento della pace. La situazione è così cambiata che nelle ultime ore si è addirittura diffusa la voce secondo cui i due colossi starebbero discutendo seriamente della possibilità di allearsi per provare a fare le scarpe a Google.

La “notizia” è stata diramata nella giornata di ieri dal Telegraph, che in un pezzo annunciava come la nuova CEO di Yahoo, Marissa Mayer, e la COO di Facebook, Sheryl Sandberg, fossero impegnate in solenni trattative allo scopo di unire le forze per creare un motore di ricerca capace di insidiare il sonno di Google. Due ex-dipendenti di Google che fanno comunella per minacciare l’egemonia del loro ex datore di lavoro: la notizia era troppo gustosa per essere passata al vaglio di un doveroso fact-checking, così nel giro di qualche ora la Rete si era già preparata a celebrare la gravidanza della coppia d’oro Yahoo-Facebook.

La notizia riportata dal Telegraph non è stata confermata, e diverse testate riportano una sostanziale smentita da “fonti fidate”. Eppure, la favola del motore di ricerca Facebook-Yahoo ha fatto presa, e per un motivo ben chiaro: Facebook e Yahoo potrebbero trarre enormi vantaggi da un’alleanza simile.

Della volontà di Mark Zuckerberg e soci di sviluppare un motore di ricerca made in Menlo Park se ne discute da tempo. Facebook ha un parco utenti senza paragoni, un patrimonio di connessioni e dati personali da fare invidia ai più grandi colossi dell’hi-tech. Tuttavia, non ha ancora trovato un modo per monetizzare a dovere tutta questa energia potenziale. Nonostante l’apprezzabile impegno concentrato nel lancio di nuove strategie pubblicitarie, gli ad di Facebook oggi portano nelle casse del social network un “misero” decimo di quanto gli ad di Google fruttano a Mountain View (40 miliardi di dollari l’anno). La ragione di tutto ciò è presto detta: gli ad di Google sono studiati per raggiungere l’utente nel momento in cui sta cercando qualcosa da comprare, quando ha già il portafogli metà fuori dalla tasca, ed è sufficientemente probabile che all’ad segua un acquisto effettivo. Su Facebook gli ad raggiungono l’utente quando sta facendo tutt’altro, è possibile che venga invogliato ad acquistare qualcosa, ma non è sul social network per far compere.

Da tempo, Facebook sta cercando un modo per invogliare l’utenza a girovagare per il social network come fosse un vasto, omnicomprensivo grande magazzino. L’ultima mossa era stata Facebook Collections , una sorta di pinterestificazione di Facebook che avrebbe dovuto spingere gli utenti a creare pinboard in cui almanaccare tutti gli oggetti che vorrebbero comprare. L’esperimento Collections poi è stato eliminato e, in vista del Natale , Facebook si è concentrato su Gifts , una nuova funzionalità che consente all’utenza di comprare prodotti da Facebook per regalarli ai propri contatti.

Si tratta di tentativi ecomiabili, ma che difficilmente potranno avvicinare Facebook alle cifre di Google. Per quello ci vuole un motore di ricerca, o qualcosa di analogo, qualcosa che Facebook potrebbe fare unendo le forze con qualcuno che già disponga della tecnologia necessaria: Yahoo. In queste ore, quando ancora la notizia era ritenuta credibile, qualcuno si è preso la briga di calcolare quanto potrebbe guadagnare Facebook da un motore di ricerca come quello ipotizzato. Henry Blodget, su Business Insider, parla di 3 miliardi di dollari l’anno .

Alla luce di ciò, si capisce perché Zuckerberg e compagnia tendano sempre più spesso a ventilare la possibilità di inoltrarsi nel settore search, e perché ogni volta che qualcuno di Facebook accenna alla cosa le azioni in borsa mostrino un incoraggiante sussulto di vita.

Allora perché Facebook e Yahoo non si lanciano in questa profittevole storia d’amore? Esistono diversi motivi, ma uno su tutti rende l’operazione impensabile: Microsoft. Yahoo e Microsoft sono uniti da un contratto piuttosto difficile da rescindere, lanciarsi in un’impresa del genere con Facebook significherebbe per Yahoo smarcarsi dall'azienda di Redmond (nel 2009 le due aziende hanno siglato un accordo decennale, che prevede la transizione da Yahoo! Search a  Bing), cosa che in questo momento sarebbe piuttosto difficoltosa e, secondo molti, sconveniente. Si apre allora un’altra prospettiva, quella di un ménage à trois tra Facebook, Yahoo e Microsoft.

Ma, almeno per ora, siamo nel campo della fantascienza.

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