Mytech

Facebook Sponsored Results: chi cerca trova... pubblicità

Dopo aver tappezzato il servizio di pubblicità, ora Facebook mette gli ad anche nei risultati di ricerca. Un’ottima mossa per gli advertiser. Ma per gli utenti?

Facebook Evil

– Credits: rishibando @ Flickr

Pubblicità, pubblicità, pubblicità. Chi come me è nato all’inizio degli anni Ottanta è cresciuto portandosela a braccetto, abituandosi alla sua presenza come ci si abitua all’odore dell’aria che si respira. Ma ci sono di limiti, un tempo la pubblicità era circoscritta alle pause di una trasmissione televisiva, alle pagine dedicate di un quotidiano, agli appositi cartelloni ficcati nei marciapiedi. Sul Web, invece, la pubblicità è onnipresente, e non passa giorno senza che diventi più ubiqua.

Prendiamo ad esempio Facebook. Non paghi degli ottimi risultati ottenuti negli ultimi mesi, a Menlo Park sono costantemente alla ricerca di nuovi modi per indirizzare suggerimenti, consigli per gli acquisti e offerte imperdibili al loro vasto parco utenti. L’ultima trovata porta il nome di Sponsored Results ed è attualmente in fase di test.

Gli Sponsored Results funzionano così: vuoi compiere una ricerca attraverso il motore di Facebook, cominci a scrivere nella barra e mentre digiti si apre una tendina con alcuni risultati suggeriti in anticipo. Fin qui tutto normale. Poi però guardi con più attenzione e scopri che sotto il primo risultato suggerito non c’è un altro risultato, ma una specie di pubblicità. Poniamo che tu stia cercando un vecchio videogioco, nel digitare il titolo Facebook ti allungherà come primo risultato la pagina del gioco che stai cercando, a seguire – se qualche advertiser ha deciso di piazzare il lombrico su quel preciso amo – comparirà probabilmente un altro titolo, corredato da una scritta tipo: ti è piaciuto giocare a X? Adorerai Y. Le declinazioni sono potenzialmente infinite. Sei interessato a questo servizio? Prova la versione premium. Sei un fan di questo artista? Beccati ‘sto nuovo video di questa stella emergente. E così via.

Il meccanismo ricorda da vicino quello degli Sponsored Links di Google, la differenza è che Facebook potrà poggiare su un’enorme quantità di dati personali per consentire agli advertiser di calibrare alla perfezione gli Sponsored Results, ad esempio scegliendo di indirizzarli principalmente a utenti di un certo sesso, di una certà età, con una determinata inclinazione politica e specifici gusti in fatto di cinema.

Superata la fase di test e ricevuti i feedback necessari, con ogni probabilità gli Sponsored Results verranno diffusi a tutti gli utenti Facebook. Insieme alla recente introduzione di Facebook Exchange , questo sistema promette di rovesciare ancora più introiti nelle casse di Facebook, ed è ragionevole supporre che gli advertiser accoglieranno con entusiasmo una soluzione che consente loro di bersagliare un utente con una pubblicità mirata nel momento esatto in cui questi è alla ricerca di qualcosa di specifico.

Ma torniamo al discorso iniziale. Se ora anche i risultati di ricerca di Facebook saranno appesantiti dalla pubblicità, cosa verrà dopo? Saremo condannati ad affogare in una marea montante di ad ultrapersonalizzati? Ci trasformeremo in consumatori compulsivi dipendenti dai social network? Non è detto. Mentre tutto il mondo dell’hi-tech rincorre gli advertiser, infatti, c’è chi sta provando a invertire la tendenza.

Dalton Caldwell, già fondatore del social network Imeem, sta lavorando a un nuovo social network, in parte ispirato a Twitter, che avrà la particolarità di non ospitare un solo messaggio pubblicitario. Secondo Caldwell, infatti, molti social network nascono con potenzialità favolose, ma poi le bruciano per vendersi agli advertiser. I social network di oggi, ad esempio, spiega Caldwell “stanno costruendo lo strumento perfetto per gli advertiser. Se non sei un advertiser, allora non lo stanno costruendo per te.

Il discorso non fa una grinza. Ma riuscirà Caldwell a costruire un’alternativa a Facebook e Twitter allo stesso tempo indipendente ed efficace? Non so voi, io sto già Incrociando le braccia impaziente.

Seguimi su Twitter: @FazDeotto

© Riproduzione Riservata

Commenti