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Facebook, scordatevi pure il Facebook Phone, parola di Zuckerberg

Nella prima apparizione pubblica dopo la disastrosa IPO di maggio, Mark Zuckerberg parla del futuro di Facebook: scordatevi un nostro smartphone. Un motore di ricerca, però...

Mark Zuckerberg

È un Mark Zuckerberg inedito, quello che ieri è salito sul palco di TechCrunch Disrupt per il primo discorso pubblico dalla IPO di maggio. Pur senza abbandonare il suo consueto armamentario di tic, Zuck una volta tanto sembrava rilassato, padrone della situazione, pronto a schiacciare con ironia tutte le palle che il suo intervistatore gli alzava a tradimento. Questo può significare solo una cosa: questa volta il CEO di Facebook si è preparato come nemmeno Barack Obama a Charlotte.

Non a caso, puntualmente, ieri le azioni di Facebook sono salite del 4%.

Cosa è successo? È successo che una volta tanto Zuckerberg ha detto pane al pane e vino al vino. Quando la tua operazione in borsa (per inciso: la più famosa e sorvegliata degli ultimi anni) crolla nel giro di poche settimane portando il tuo titolo a metà del valore di lancio, non hai molte alternative: o chiudi le serrande, o parli chiaro.

Zuckerberg ha parlato in modo chiaro e sintetico di cosa Facebook è, di cosa sarà, ma soprattutto, di cosa non sarà.

Innanzitutto, non sarà una compagnia hardware, non si occuperà produrre dispositivi proprietari. Insomma: scordatevi pure il tanto annunciato Facebook Phone. “Il fatto è che alla gente piace l’idea, per quello lo scrivono. Ma per noi è una strategia sbagliata, senza alcun dubbio. Stiamo costruendo questo network, fra poco avremo 950 milioni di utenti. Poniamo pure che fabbrichiamo un telefonino, potremmo indurre 10 milioni di persone a usarlo, e questo non fa la differenza per noi. Mentre ogni altra compagnia tech è impegnata a costruire il proprio hardware, noi andiamo nella direzione opposta. Vogliamo un sistema che sia integrato il più possibile in tutti i maggiori dispositivi che la gente usa.

In parole povere: vogliamo concentrarci sulle app mobile. Zuckerberg non si è limitato a sottolineare l’importanza che il settore mobile sta ottenendo, ha colto l’occasione per fare un lungo e articolato mea culpa: “Credo che il più grande errore strategico che abbiamo fatto sia stato puntare troppo sull’HTML5. [...] Avevamo costruito questa sorta di framework interno che avevamo chiamato FaceWeb, l’idea era di sfruttare le infrastrutture che utilizziamo per il codice web e tradurle per mobile senza passare dall’App Store. Dopo qualche mese però abbiamo capito che non avremmo raggiunto gli standard di qualità che ci eravamo imposti. Così abbiamo deciso di ricominciare da capo e concentrarsi su app native.”

Dopo aver dribblato per mezz’ora le insidiose (e a volte persino feroci) domande del suo intervistatore, Zuckerberg ha lanciato un sasso nello stagno senza preoccuparsi di nascondere troppo la mano. A un certo punto, parlando di motori di ricerca, ha rivelato che la barra di ricerca di Facebook viene interrogata più o meno un miliardo di volte al giorno, e ha ammesso che il settore search sta acquisendo sempre più importanza nella vita delle persone su Web. Di fronte alla domanda su quel misterioso gruppo di ingegneri che a Menlo Park si occupa di search, Zuck si è sbottonato appena: “A un certo punto” ha detto “Lo faremo.

Questo significa che mentre Google si cimenta nella produzione di dispositivi mobile, Facebook lascia perdere le ambizioni hardware per concentrarsi su un proprio motore di ricerca? Staremo a vedere.

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