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Facebook, dopo il miliardesimo utente arriva la polemica sui Like

Inviando un messaggio privato con un link in allegato, senza saperlo, stai regalando un like a quella pagina. Anzi: due. In Rete è già polemica, ma la privacy questa volta è salva

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La torta era pronta, il traguardo era stato tagliato, Mark Zuckerberg non aveva ancora finito di soffiare sulla miliardesima candelina, che già una nuova polemica bussava alle logore porte di Menlo Park. Questa volta, il problema ha a che fare con i Like, metro di giudizio globale per i cittadini della social-nazione, denaro contante per i brand che ci hanno piantato le tende.

É andata così. Due programmatori stanno lavorando a Killswitch.Me, un’applicazione web che ti aiuta a “uccidere” qualunque tuo account eliminandone ogni traccia in Rete. Stanno facendo delle prove con il Graph Api Explorer di Facebook quando si accorgono di qualcosa di insolito. Ogni volta che uno di loro invia un link attraverso un messaggio privato, il contatore Facebook (il piccolo riquadro che riporta il numero di Like ricevuti) sulla pagina a cui quel link conduce aumenta di due cifre. Dopo aver fatto un paio di prove, confermata la cosa, i due cominciano a fare esperimenti con Graph Api Explorer e riescono ad automatizzare il processo attraverso un codice, ottenendo di inviare nuovi Like a quella pagina con impressionante rapidità.

Gli sviluppatori decidono di testimoniare la cosa girando un video, lo mettono su YouTube e Vimeo , e incrociano le braccia aspettando che la Rete risponda. La Rete risponde, immediatamente, ed è un putiferio. Qualcuno grida all’ennesima invasione della privacy da parte del colosso di Menlo Park, i maggiori siti di tecnologia riportano la cosa, sempre più persone cominciano a chiedersi: davvero Facebook setaccia con tanta cupidigia i miei messaggi privati? A quest’ultima domanda, interviene a rispondere Facebook stesso:

Il nostro sistema analizza gli URL che vengono condivisi per poter fornire una preview appropriata e per assicurarsi che il messaggio non sia spam.

La polemica monta, seguendo i soliti oliati binari. Ma c’è chi come Nicholas Carlson , sostiene che si stia facendo molto, troppo rumore per nulla, visto che in realtà, una volta che tu introduci un link in un messaggio mail, il Like risultante non è nominale. In parole povere, è vero che spedire link via mail aumenta il numero sul contatore Facebook di quella pagina, ma non c’è nessun modo di sapere che a generare quel Like sia stato tu: il tuo nome non appare, e l’oggetto del link non comparirà tra i Like della tua Timeline. Tutto vero. Com’è vero che spesso inviamo via mail dei link che mai vorremmo promuovere. Può trattarsi di link a siti che invece disprezziamo e che vogliamo semplicemente segnalare, magari per pura conoscenza, magari per goliardia.

Ma il problema aperto da questa “novità” è ben più ampio, e non ha a che fare con la privacy. In una delle comunicazioni ufficiali rilasciate da Facebook in queste ore, allo scopo di stemperare i toni, l’azienda assicura che non ci sia alcun problema per la privacy degli utenti, che i Like in questione non sono nominali e che sulle Timeline non ci sarà traccia del Like generato. Poi, per amor di chiarezza, riporta quanto già pubblicato nella pagina degli sviluppatori Facebook, l’elenco dei casi in cui la cifra dei contatori di Facebook sale di un punto:

- Quando un URL riceve un Like-
- Quando questo URL viene condiviso (questo include copiare e incollare un link su Facebook)
- Quando viene espresso un Like o un commento su Facebook riguardo questo URL
- Quando viene inviato un messaggio privato con allegato questo URL.

Questo, in poche parole, significa che chiunque abbia interesse a moltiplicare il numero di Like sul contatore Facebook della propria pagina, può farlo in maniera artificiale, utilizzando la inbox di Facebook o, come hanno dimostrato i due sviluppatori di cui sopra, creando un sistema per velocizzare questo processo.

Nel sistema scoperto dai due sviluppatori, a dire il vero, un bug c’era. Ogni volta che un link veniva condiviso attraverso messaggio privato, infatti, i Like risultanti erano due. Facebook è intervenuto assicurando che i tecnici stanno lavorando per risolvere il bug, ma non ha accennato a rispondere alle polemiche generate dall’intero sistema di cui abbiamo appena parlato. Il che è abbastanza strano, considerando con quanta foga, solo due mesi fa, Zuckeberg e soci si erano lanciati in una guerra trasversale ai like fasulli .

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