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Facebook "mangia" Face.com (e riconosce i nostri volti)

Il social network per eccellenza continua con lo shopping: comprato Face.com, noto sviluppatore di sistemi di riconoscimento facciale

Da oggi Facebook non solo "taggherà" le vostre foto. Ma sarà in grado di riconoscere con buona precisione voi e i vostri amici, facilitando e incrementando la pratica (non sempre graditissima, per la verità) del tag.

Come? Semplicemente grazie a Face.com che - pur non essendo una novità assoluta - è da oggi direttamente in mano a Mark Zuckerberg e soci.

L'annuncio datato 18 giugno è stato dato direttamente da Gil Hirsch, CEO di Face.com, nel blog ufficiale della società Il comunicato lascia intendere che continuerà il consueto supporto verso la comunità degli sviluppatori che utilizzano le API di Face.com.

La società - nata nel 2009 in Israele, culla di diverse startup tecnologiche - è leader nel campo delle tecnologie di riconoscimento facciale.

Tra il 2010 e il 2011 ha cominciato a rilasciare il proprio prodotto, divenuto poi parte di diverse applicazioni sul web e su smartphone.

Il risultato non è solo roba come Photo Tagger , che permette appunto agli utenti di Facebook di associare più rapidamente un nome alle proprie foto o a quelle dei propri amici, o CelebrityFindr , in grado di rintracciare foto di personaggi famosi che circolano nei tweet, ma molto di più. Face.com basa la propria attività su ricerche scientifiche che proseguono da anni e pubblica il proprio lavoro sul web , mettendolo a disposizione della comunità scientifica e quindi a confronto con altre ricerche nello stesso campo.

Il codice potrebbe trovare diverse integrazioni con altre applicazioni di Facebook e risultare molto utile per velocizzare l'uso dei tag su smartphone.

E possiamo aggiungere che anche il nome di dominio così semplice - sembra quasi una forma abbreviata di Facebook.com - sembra un bonus non di poca importanza.

Il prezzo non è stato reso noto: alcuni parlano addirittura di 100 milioni di dollari, ma l'acquisizione potrebbe essere costata a Facebook molto meno, forse 55 o 60 milioni, in parte in azioni .

Certo, questo tipo di applicazioni può far sollevare più di un dubbio in tema di privacy. In casa Face.com si dice che alla privacy tengano abbastanza, o così recita la loro policy in tema. Vedremo se a lungo andare questo varrà anche per Facebook o se l'acquisizione si rivelerà invece fonte di problemi. Lo stesso Facebook ma anche Google hanno avuto nel passato recente qualche problemino proprio con il tentativo di imporre tecnologie - anche se meno raffinate - di riconoscimento facciale sulle foto.

Per il momento, i mercati gradiscono: nel giorno dell'acquisizione, sul Nasdaq Facebook recupera un 4,65% toccando i 31,41 dollari per azione. Ancora lontano dai 38 dollari dell'offerta iniziale e lontanissimo dal "top" dei 45 dollari toccato sempre agli inizi. Ma, almeno per oggi, ben distante dai 25 dollari e mezzo che segnano il minimo raggiunto sinora.

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