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Facebook App Center è arrivato. Ecco perché Apple e Google hanno da guadagnarci

L’App Center di Facebook è attivo, anche Apple e Google possono trarne vantaggio

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L’App Center rappresenta un nuovo modo con cui gli utenti possono scoprire applicazioni social. Ci aspettiamo che applicazioni e siti come Pinterest, Quora e Fab.com aiuteranno a portare milioni e milioni e milioni di utenti a usare Facebook.

La fa molto semplice, Doug Purdy, responsabile delle relazioni con gli sviluppatori di Facebook. Solo qualche ora fa ha annunciato il lancio dell’atteso App Center per gli utenti americani (da noi arriverà nelle prossime settimane). Cifre ufficiali alla mano, Purdy ha snocciolato le ragioni per cui questo nuovo hub per applicazioni si impone come necessario baricentro per la compravendita di app online: dall’annuncio della nuova Timeline e di Open Graph, lo scorso settembre, sono state lanciate più di 4.500 social app. Tra queste quelle che hanno avuto più successo sono i social game, dal momento che 230 milioni di persone ogni mese utilizzano applicazioni di gaming su Facebook, e che 130 di queste vantano più di un milione di utenti mensili attivi. Non solo, grazie all’introduzione dei trending article e dei trending videos , i contenuti di queste app hanno trovato su Facebook il modo di rimanere visibili più a lungo, aumentando di conseguenza la visibilità dell’applicazione stessa.

I tempi sono dunque maturi perché Facebook tagli il nastro al proprio App Center. Che, il nome lo suggerisce, è qualcosa di sostanzialmente diverso da un App Store come quello di Apple o un Google Play. Nel nuovo App Center spiccano quattro macroaree:

1. una contenente le app raccomandate in base al voto e alla frequenza di utilizzo degli utenti
2. una con le app scelte dai tuoi contatti
3. una in cui vengono raccolte le app per la Timeline
4. una per le app mobile

È possibile trovare app di ogni tipo, selezionando per argomento (musica, notizie, intrattenimento etc.), a patto che siano integrate con Facebook e utilizzino Facebook Connect per l’accesso. Mentre nei comuni App Store si trova qualsiasi app compatibile con il sistema operativo di riferimento, nell’App Center trovano posto solo le app che abbiano ricevuto l’approvazione da parte del team di Facebook. Questo si traduce in un maggior filtro qualitativo a discapito delle applicazioni dozzinali che invadono gli App Store, ma anche nella possibilità per sviluppatori emergenti di presentare e vendere le proprie app. Molto significativa è la scelta di raccomandare le app non solo in base al numero di download (come avviene ad esempio sull’App Store di Apple) ma in base al numero di volte che un’app viene effettivamente utilizzata.

Ora la domanda che tutti ci stiamo facendo da un po’: come la prenderanno Apple e Google? Nell’ultimo mese, sull’App Center di Facebook si è scritto di tutto, persino che l’apertura di questa specie di esclusivo centro commerciale per le app andrà a danneggiare i negozi virtuali di Android e Apple. Niente di più falso. Stando alle cifre fornite da Purdy, ogni mese Facebook dirotta milioni di utenti sui due principali App Store, quello di Google e quello di Apple. Questo è particolarmente vero per Apple, dato che 7 delle 10 app iOS più utilizzate sfruttano la piattaforma di Facebook e che solo nel mese di maggio 83 milioni di persone sono approdate all’App Store di Apple partendo dalle pagine di Facebook.

Certo, l’App Center è stato studiato per mantenere il più possibile gli utenti entro i recinti di Facebook (e magari far loro spendere un po’ di quattrini), ma l’allestimento di un’infrastruttura simile potrà giovare anche a quelli che sulla carta dovrebbero essere i principali competitor di Facebook, che non avrebbero motivo di snobbare una piattaforma ormai ottimizzata per l’utilizzo di social app, e che è ugualmente invintante per gli sviluppatori e per gli utenti.

L’App Center non è dunque un nemico degli App Store, bensì un potenziale alleato. Doug Purdy però si spinge ancora più in là, affermando che Facebook e Apple sono da considerarsi “totalmente complementari”. Attenzione, il fatto che non abbia citato Google è sintomatico, e lo sono anche le smancerie che Tim Cook ha scambiato con Facebook dalla poltrona rossa dello scorso D10. Cosa tramano Cook e Zuckerberg? Che tipo di fune si sta annodando tra Menlo Park e Cupertino? Vuoi vedere che Apple ha rinunciato al social fatto in casa (Ping, chi era costui?) e ha deciso di dare la questione in appalto a Facebook? Ne sapremo di più dopo il WWDC 2012 di lunedì 11 giugno.

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