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Ecco perché Google ha comprato Meebo

Google ha acquisito Meebo, un social media specializzato in chat advertising e catalogazione dei contenuti condivisi. Lo utilizzerà per potenziare Google+

Un mash-up tra il logo di Google e quello di Meebo

A quanto pare, le sfide nel mondo dei social network si portano avanti a colpi di acquisizioni. Mentre in molti aspettavano una risposta all’operazione miliardaria di Facebook su Instagram con un’altrettanto miliardaria acquisizione di Pinterest, Google ha deciso di puntare qualche decina di milioni più in basso. Ieri, da Mountain View è arrivato l’annuncio dell’acquisto di Meebo, una piattaforma social focalizzata sulla condivisione e catalogazione di contenuti.

Nato sette anni fa come servizio di web chat, Meebo oggi è una piattaforma di discreto successo, che può vantare 190 milioni di utenti unici attivi e 90 milioni di contenuti condivisi ogni giorno. Il funzionamento del servizio è semplice: ti registri, crei un tuo account, selezioni gli argomenti che più ti interessano e appiccichi un bookmarklet al tuo browser per condividere qualsiasi contenuto con facilità. Condividere, questa la parola d’ordine di Meebo, solo che al posto di “share” in questo caso viene utilizzato il termine “check-in”. Meebo non è solo un posto dove condividere materiale interessante con i tuoi contatti, è anche una sorta di ufficio contabile che tiene traccia di tutte le tue condivisioni, valutando quali hanno riscosso il successo maggiore, quali invece sono passate inosservate, Meebo controlla quante volte condividi qualcosa, quante volte clicchi su qualcosa, e dalla tua attività stabilisce in quali campi sei più ferrato (e rispettato), quasi la condivisione fosse una specie di gara.

A partire da ieri, le competenze accumulate negli anni da Meebo sono proprietà di Google. Le indiscrezioni vogliono che il CEO e il CTO di Meebo faranno i bagagli e si sposteranno a Mountain View insieme a qualche ingegnere, e che buona parte del resto dello staff sia stato lasciato a casa prima dell’acquisizione. Dell’operazione si vociferava da tempo, ma la conferma è arrivata soltanto nella giornata di ieri: Meebo sarebbe stato acquistato per qualcosa come 100 milioni di dollari.

L’interrogativo che rimane sospeso è: perché? Cosa se ne fa Google di un servizio simile? Da Mountain View la spiegano così:

Siamo sempre alla ricerca di modi migliori per aiutare gli utenti a condividere contenuti e connettersi con altre persone nel Web, proprio come fanno nella vita reale. Con l’esperienza di Meebo riguardo ai tool di social publishing, siamo convinti che apporteranno notevoli benefici al team di Google+.”

Una dichiarazione simile lascerebbe pensare che Google intenda sfruttare l’efficace sistema di condivisione sviluppato da Meebo per creare un’innovativa toolbar per Google+, così da spingere più gente a condividere contenuti sul social network di Google. Ma è anche possibile che quello che interessa a Google non sia l’ultima incarnazione di Meebo, bensì la prima: la sua chat.

Meebo infatti è praticamente l’unico nel panorama social che sia riuscito a monetizzare seriamente le web chat, sfruttando un intelligente sistema di strisce pubblicitarie in calce alle conversazioni. È possibile che Google abbia intenzione di trovare un nuovo modo per racimolare introiti dall’attività dei suoi utenti. È anche possibile che Google intenda far proprie le conoscenze del team Meebo in fatto di social curation e gestione dei contenuti condivisi. Ma è ancor più possibile che Google abbia deciso di togliere dalla piazza una preda golosa prima che potesse impossessarsene Facebook.

Del resto, alzi la mano chi conosce qualcuno che utilizza la chat di Google+.

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