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Mi sono costruito una pistola in casa. Con una stampante 3D

Ovunque c'è un computer potrà esserci un’arma. È questa l’inquietante promessa di Wiki Weapon, il movimento open source che punta a condividire online tutte le tecniche per la costruzione di armi mediante stampanti tridimensionali. Il tutto in completa legalità

– Credits: Thingiverse

Scarichi un file da Internet, lo guardi attentamente sul monitor e poi ordini al tuo computer di stampare il tutto. Cosa c’è di strano? Nulla, a parte il fatto che ciò che è appena uscito dalla tua stampante non è un documento ma una pistola. Una pistola vera, di quelle che - se caricate - possono uccidere una persona.

Orrori scatenati da un uso perverso delle nuove tecnologie, e nella fattispecie delle nuove stampanti 3D, soluzioni che non lavorano a getto d’inchiostro bensì spruzzando sottilissimi strati di plastica, metallo o ceramica per realizzare modelli solidi tridimensionali. Di qualsiasi natura, anche armi all’occorrenza.

Macchine ipertecnologiche e costosissime? No. Queste stampanti,spiega il New York Times , costano oggi circa 1000 dollari, ma ci sono aziende cinesi che le vendono per meno di 500 dollari.

Insomma, per qualche centinaio di dollari puoi schiacciare un pulsante e ritrovarti con un’arma in casa. E il tutto nella perfetta legalità. Negli Stati Uniti, infatti, costruire armi  non è reato, purché si tratti di oggetti a uso personale, che non siano cioè destinati alla vendita. Cosa che anche un teenager smanettone potrebbe in teoria chiudersi nella sua cameretta e uscirne qualche ora dopo armato fino al collo.

Wiki-Weapon-2.jpg

In realtà, la stampa 3D di oggetti complessi, come appunto le armi, non è così semplice. Ginger Colbrun, portavoce del Bureau che si occupa di vigilare sulle attività legate all'alcol, al tabacco, alle armi e agli esplosivi, spiega che c’è chi ha provato a realizzare armamentari vari partendo da oggetti rudimentali, queli penne, libri e fibbie. Ma che per costruire congegni e armi da fuoco convenzionali (ovvero funzionanti) occorre molta conoscenza e competenza.

C’è chi però sta lavorando per rendere il tutto molto più facile e immediato. Ad esempio Cody Wilson, studente in Legge dell’Università del Texas, uno dei promotori del progetto Wiki Weapon, un’iniziativa che – come suggerisce la parola stessa – sta operando per realizzare un vero e proprio sistema open source degli armamenti basato sui principi della libera condivisione su Internet. L’obiettivo finale, si legge a chiare lettere sul sito Web che fa da cornice al progetto, è arrivare a definire file stampabili al 100%, adattarli alle stampanti più economiche e creare una sorta di Wiki-arsenale per la realizzazione di pistole stampabili.

“Speriamo di avere questa soluzione completamente testata e mettere i file online nei prossimi mesi", ha dichiarato Wilson, che descrive Wiki Weapon come il primo sistema 3D di difesa personale stampabile. "La cosa grandiosa di Weapon Wiki è che ha solo bisogno di essere letale una volta",  spiega in un video lo studente. "Avremo la realtà di un sistema di armi che possono essere stampate dalla vostra scrivania. Ovunque c'è un computer, può esserci un’arma".

Se tutto questo non vi sembra già sufficientemente agghiacciante allora sappiate che fra gli obiettivi di Wiki Weapon c’è anche quello di trovare il modo affinché le stampanti 3D si replichino fra di loro, costruendo in pratica altre stampanti 3D.

E che per arrivare a tutto questo Wiki Weapon chiede anche dei soldi , donazioni nella fattispecie. Insomma se Jimmy Wales confida nella generosità degli utenti per promuovere l’enciclopedia del libero sapere di Wikipedia, per quale motivo – deve aver pensato qualcuno - non si può fare lo stesso per le armi?

Pensiero condiviso, a quanto pare, da molti utenti, visto che Wiki Weapon ha già raggiunto e superato il primo traguardo che si era prefissato: 20.000 dollari, quanto occorre cioé per realizzare il primo prototipo di pistola stampabile.

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