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Ces 2013, le cinque grandi tendenze della fiera

App negli oggetti, tv spettacolari e tutto ciò che (probabilmente) vedremo nei prossimi giorni a Las Vegas

da Las Vegas

In 4 giorni verranno presentati oltre 20 mila nuovi prodotti da più di 3 mila espositori che arrivano da ogni angolo del mondo. Cos’è allora il Ces, l’annuale fiera dell’elettronica di consumo che inizia ufficialmente martedì qui a Las Vegas, se non il termometro perfetto per capire che direzione prenderà la tecnologia nel corso del 2013? Quella che Panorama.it vi racconterà nei prossimi giorni sarà, secondo quanto ricordato dagli esultanti organizzatori, l’edizione dei record. Nei numeri, è ovvio, ma anche nella varietà delle aziende presenti che dall’hi-tech esondano nei campi dell’automotive, della salute, del fitness, della moda, del design. Naturale specchio di un universo, quello tecnologico, sempre più magmatico e, allo stesso tempo, pervasivo. Perdersi tra le ondate di annunci è la regola, ma di sicuro è già possibile intravedere qualche grosso filo conduttore per non smarrirsi del tutto nel labirinto e intravedere l’hi-tech che verrà.

Dal 3D al 4K
Le tv, è tradizione, sono sempre grandi protagoniste al Ces. Tappeti di schermi sospesi in aria o display a grandezza parete fanno parte della scenografia della fiera alla pari delle standiste non proprio vestitissime che distribuiscono volantini in ogni angolo. Fallita l’epopea del 3D, o confinato quantomeno da primo attore alla dignità di comprimario che da solo non giustifica l’acquisto di una tv (per quanto i produttori si ostinino ad affermare il contrario), è il momento di salire di un’unità: di passare dal tre al quattro, dal 3D al 4K. O meglio dell’alta definizione con il turbo, la cosiddetta Ultra HDTV. Parliamo di prodotti capaci di strabiliare gli occhi, che garantiscono un ennesimo salto di qualità all’esperienza da salotto. Non mancano già schiere di critici e detrattori, quanti sostengono che tutti questi pixel sono superflui e forse insensati in pannelli piccoli. Aggiungono che per goderceli davvero dovremmo dotarci di schermi maxi (anche nel prezzo) come quelli che intasano i padiglioni della fiera. La strada, ad ogni modo, pare segnata. Almeno finché non arriverà la tv di Apple a guastare la festa.

Audio sì, ma senza fili
Invece la festa la Apple l’ha già guastata a tutti i produttori che l’anno scorso sbandieravano i loro dispositivi in grado di ospitare, coccolare e soprattutto ricaricare lettori mp3, telefonini e tavolette marchiati con la mela morsicata. Ebbene, con l’avvento del famigerato connettore Lightning su iPhone 5 e iPad mini, gli stand di Las Vegas saranno certamente invasi da una cascata di alternative e aggiornamenti anche con opzioni multiple: connettori nuovi e vecchi, più le microUsb per le altre famiglie di dispositivi. Guai a parlare di adattatori, altrimenti che gusto ci sarebbe? Questo quadro, comunque, consacrerà il Bluetooth a strumento definitivo per la trasmissione audio tra dispositivi e dock vari. È versatile, è immune ai capricci umorali dei designer ed è presente di serie ormai praticamente ovunque. E poi avere qualche filo in meno in mezzo ai piedi non è che ci dispiaccia.  

Sensori al potere
Se è prevedibile un diluvio di diffusori di ogni forma e dimensione, è verosimile che il Ces proverà a riscrivere, stavolta per davvero, i metodi con cui i nostri oggetti hi-tech ci «tengono d’occhio» o ci forniscono informazioni preziose per la nostra vita quotidiana. E dunque, soprattutto nella sezione «Digital health and fitness» della fiera, pioveranno sensori. Per ipocondriaci incalliti, ansiosi di monitorare sempre e ovunque il loro stato di salute; per sportivi che vogliono sempre migliorarsi e dunque pretendono di conoscere nel dettaglio non solo le loro prestazioni generali ma anche poter approfondire, ecco il vero salto di qualità, come e quanto sta lavorando ogni singolo muscolo. E poi sensori da piazzare su porte e finestre per evitare intrusioni e, da lì, tutte le sfere della domotica per ottimizzare i consumi casalinghi. Anche qui saranno evoluzioni piuttosto che rivoluzioni, ma sommate insieme, nel corso del tempo, assumeranno uno spessore importante in grado di riscrivere un intero paradigma.
Maggiore prudenza, ma la speranza è quella di essere smentiti, sul fronte delle interfacce, sui modi nuovi di interagire con televisori, computer e affini. La tv che si comanda a gesti in stile Kinect annunciata lo scorso anno non ha lasciato un segno indelebile; in generale il riconoscimento dei movimenti di viso, occhi e affini sono, almeno per una diffusione su larghissima scala, ancora in affanno. Nulla vieta che al Ces si piantino i semi per qualcosa non tanto di più radicale, quanto di più radicato.  

Le app nelle cose
Ormai non ci stupiamo più: armati di app, i nostri telefonini sono in grado di fare di tutto. Nel corso del Ces potremo capire come diventeranno definitivamente i telecomandi della nostra vita. Potranno letteralmente comandare tutto ciò che ci circonda. Dopo le avvisaglie che hanno caratterizzato la scorsa edizione, ci aspetta un lungo elenco di elettrodomestici che permettono di essere attivati dallo smartphone o dal tablet, anche a distanza, o di eseguire una diagnostica per sapere se tutto è in ordine. E così varrà per il controllo di luci, cancelli, condizionatori e tutto ciò che può essere comandato senza fili. Ma il punto vero è che le app vivranno direttamente negli oggetti della vita quotidiana, dove ritroveremo quell’interfaccia, quell’intuitività che abbiamo imparato ad apprezzare sui dispositivi mobili. A cominciare dalle auto, i cui cruscotti di comando assomiglieranno sempre di più ad iPad e figli.

La sagra delle stranezze
Essere iscritti alla mailing list ufficiale del Ces vuol dire ricevere, in media ogni cinque minuti, un nuovo messaggio che presenta un mirabile, straordinario, rivoluzionario, eccitante, sconvolgente (e l’elenco di aggettivi potrebbe proseguire per ore) nuovo prodotto. In mezzo a tanta paccottiglia che più che il kitsch attiene alla categoria del cattivo gusto, spuntano delle perle rare, delle idee davvero nuove che sono destinate a un futuro roseo. Ogni anno ce n’è, vivaddio, almeno una in grado di spiazzare e superare qualsiasi previsione della vigilia. In grado, tutta sola, di fare tendenza.

Twitter: @marmorello

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