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Ces 2013, il best of della fiera

Il table pc, la tv che si comanda con il cervello, Siri al volante e le altre novità più interessanti di questa edizione

L'IdeaCentre Horizon Table PC di Lenovo

da Las Vegas

L’edizione 2013 del Ces va in archivio con numeri da record: oltre 150 mila presenze complessive di cui 35 mila non americane, di visitatori in arrivo da 170 Paesi di tutto il mondo. Soprattutto, circa 20 mila prodotti presentati da ben 3.250 aziende. Uno sproposito. È facile perciò che molto vada perduto, che tanto finisca nel dimenticatoio fagocitato dalla continua rincorsa al nuovo che è la benzina della tecnologia. Ma qualcosa di sicuro resterà, farà parlare di sé ancora a lungo. Senza nessuna pretesa di essere esaustivi, cercando di mescolare insieme gadget e tendenze, ecco i nostri best of della fiera.

Il pc si stende in orizzontale
Da un po’ di tempo si va dicendo che i computer tradizionali subiscono la concorrenza spietata dei televisori connessi a internet, per non parlare dei dispositivi mobili e di tutte le declinazioni possibili delle versioni portatili con tastiera, dagli Ultrabook in giù. Al Ces si è visto quantomeno un tentativo di reazione con i «Table Pc», espressione che letteralmente andrebbe tradotta come «pc da tavolo», ma forse rende meglio «pc sul tavolo». Perché queste macchine sono desktop tradizionali che però, all’occorrenza, possono essere stesi in orizzontale e, grazie al multitouch, danno accesso a una serie di applicazioni molto interessanti. Dalla possibilità di creare delle presentazioni dinamiche e interattive in ambito business, a una forte vocazione per i giochi di gruppo: dal monopoli al poker, dal flipper fino all’hockey. Certo, non parliamo di elementi in sé decisivi per l’acquisto, ma se un’opportunità come questa diventasse di serie per i prodotti da scrivania potrebbe essere una ragione in più per non fuggire verso alternative meno ingombranti.

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Siri si mette al volante
In attesa dell’auto del futuro che guida da sola ma che arriverà tra troppi anni, già in primavera quelle della Mercedes-Benz apriranno gli sportelli a Siri, il sistema di riconoscimento vocale che permette di dialogare con l’iPhone in modo immediato e intuitivo. La casa tedesca ha creato una app che porta sul display delle sue vetture tutti i contenuti dello smartphone, ma soprattutto offre uno strumento in più per usare il cellulare al volante con maggiore sicurezza. Già, perché se nel campo dell’automotive il Ces è stato una galleria di cruscotti hi-tech e interfacce simili a quelle dei tablet, è vero anche che smanettare con questo trionfo di funzioni può distrarre. Siri è invece programmata per capire ciò che diciamo e ha le carte in regola per diventare un supporto importante mentre siamo alla guida. E se non avete in programma di acquistare una Mercedes, una buona alternativa è «Dragon Drive!» che, come Siri, permette di attivare tutta una serie di funzioni in auto solo con l’uso della voce. Per esempio si può chiedere di far partire una canzone, di indicare il percorso per raggiungere una destinazione, persino sapere i risultati sportivi o chiedere al sistema di leggere le recensioni del ristorante dove stiamo andando a cena.

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La tv si comanda con il pensiero
Sì, il 4K è una meraviglia per gli occhi e ha una profondità abbacinante. E sì, i televisori sono sempre più intelligenti, ci ascoltano, e capiscono cosa ci piace e così via. Ma cosa succederà dopo? Qual è la prossima frontiera? A dare una risposta ci ha provato Haier, che al suo stand nella Central Hall ha mostrato il prototipo di un sistema di controllo che sfrutta le onde celebrali, o meglio gli impulsi elettrici emessi dal cervello e rilevati da un apposito casco indossabile. Altro che gestualità alla Minority Report, comandi vocali o riconoscimento facciale. In futuro potremo cambiare canale, decidere di registrare un programma o di metterlo in pausa senza muovere un dito: basterà usare la forza del pensiero.

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Alta fedeltà, ma con rumori di fondo
La fiera straripava di cuffie dal design curatissimo, costruite in modo pregiato e per suonare alla grande. Molte, inoltre, offrivano un isolamento sonoro completo dai rumori di fondo. Ma un conto è essere in aereo e cercare un po’ di quiete, un altro è sentire musica in mezzo al traffico o in ufficio e non potersi permettere di ignorare cosa succede intorno a noi. Magari il suono salvavita di un clacson o il borbottare di qualcuno che si avvicina alla nostra scrivania con fare minaccioso. Perciò hanno riscosso grande interesse le cuffie a conduzione ossea della Panasonic: mandano vibrazioni che vengono ricevute dalle ossa del cranio e sono trasformate in suoni dal cervello. Così di fatto le orecchie sono libere di captare tutto il resto e, peraltro, questo sistema produce un suono davvero cristallino. In verità esistono già sul mercato alcuni modelli che sfruttano questa tecnologia, ma il fatto che a puntarci sia un produttore importante come Panasonic potrebbe farle diventare di moda così come lo sono oggi quelle che garantiscono un isolamento degno di un eremita.

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Il Gps mi dice dove sei
Telefonini e tavolette sono ormai appendici di noi stessi. Perderli significa smarrire un pezzo di vita, può rivelarsi un autentico choc e per questo tutti i principali sistemi operativi hanno un sistema per rintracciarli a distanza. Al Ces quest'anno si è fatto uno sforzo per andare oltre, per applicare il modello anche alle chiavi di casa, a una borsa o a qualcosa a cui teniamo particolarmente. Ecco allora per esempio FinderCodes, degli adesivi con Qr da attaccare ai nostri oggetti più preziosi. Così se qualcuno li ritrova (sperando sia una persona onesta) può contattarci molto facilmente. Ancora più convincente è «i’m Here», un tracker Gps piccolo, tascabile e disponibile in diversi colori creato dal team italiano che già ha dato vita ad «i’m Watch». Si può mettere ovunque: nella borsetta, nell'auto o anche nella tasca di un bambino. Così se si perde in un luogo affollato bastano pochi secondi e un'occhiata al proprio smartphone per scoprire dove si è cacciato.  

Twitter: @marmorello

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