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Boeing 787 Dreamliners, che cosa è andato storto

Bloccati tutti i voli in USA dell’aereo ultra tecnologico presentato nel 2011. Anche Giappone e Regno Unito si adeguano

I piloti hanno effettuato un atterraggio di emergenza quando hanno avvertito odore di bruciato all'interno della cabina. Credits: Kentaro Iemoto@Tokyo, Flickr

Il 787, conosciuto come Dreamliner, è il nuovo jet della compagnia Boeing assemblato con materiali provenienti anche dall'Italia. Entrato in servizio nell'ottobre del 2011 era il fiore all'occhiello dell’azienda statunitense, almeno fino a ieri. Si perché dopo il problema che ha avuto ieri un volo di linea della Nippon Airways, il cui tragitto è stato interrotto per un atterraggio di emergenza all'aeroporto di Takamatsu nella zona ovest del Giappone, la Federal Administration Aviation (FAA) ha detto basta.

L’agenzia del Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti ha infatti bloccato tutti i voli dei Dreamliner in entrata e uscita negli Stati Uniti per indagare sulla vicenda. La decisione ha fatto il giro del mondo tant'è che anche altri organi nazionali hanno adottato la stessa misura, come è successo in Inghilterra all'aeroporto di Heathrow con il blocco effettuato dalla Qatar Airways. I timori sullo stato di sicurezza dei modelli Dreamliner arrivano dopo che le due maggiori compagnie aeree orientali, la All Nippon Airways e la Japan Airlines hanno lasciato a terra i loro mezzi per controlli di sicurezza.

Il problema sembra essere legato al surriscaldamento di una delle batterie posta sotto la cabina di guida. I piloti della Nippon Airways hanno richiesto un atterraggio di emergenza quando hanno cominciato ad avvertire odore di bruciato all'interno della cabina. Dopo aver fatto scendere i passeggeri, è stato infatti verificato che parte della batteria aveva dei segni di bruciatura, un preludio a qualcosa di effettivamente più grave. Si tratta solo dell’ultimo di una serie di piccoli incidenti che hanno causato preoccupazione attorno al nuovo modello di Boeing soprattutto in Giappone, il più grande mercato dei Dreamliner.

La scorsa settimana il velivolo è stato colpito da una mezza dozzina di incidenti solo nella scorsa settimana tra cui: due perdite di carburante, una batteria andata a fuoco, un problema di cablaggio, un errore nel sistema computerizzato dei freni e una rottura del vetro nella cabina di pilotaggio. Tutti i problemi sono stati rilevati durante test di pilotaggio o prima del volo. Nonostante tutto i funzionari dell’aviazione statunitense avevano affermato che i velivoli sono sicuri e che non è raro che i nuovi modelli siano esenti da problemi “minori”.

Quello che è certo è che il Boeing 787 Dreamliner avrebbe dovuto inaugurare una nuova era nel volo civile. Leggerissimo (rispetto alla concorrenza), fatto di fibra di carbonio (invece che di alluminio) e altri materiali leggeri, è del 20% più efficiente (in termini di consumo carburante) dei modelli convenzionali e circa il 30% più economico da mantenere. Ma il rischio maggiore risiede proprio nell'implementazione delle batterie agli ioni di litio e nella loro ben conosciuta infiammabilità. In un rapporto del maggio 2011 la FAA aveva delineato diversi miglioramenti in materia di contenimento e prevenzione degli incidenti a bordo, ma aveva anche fatto notare che le perdite di petrolio sarebbero diventate un problema maggiore con l’utilizzo di batterie agli ioni di litio a causa dell’elevata densità energetica di cui sono composte.

L’Ufficio europeo per la sicurezza aerea (EASA ) e le altre autorità mondiali non prendono spesso decisioni come quella della FAA, di bloccare in toto il traffico aereo a livello mondiale. Un portavoce della EASA ha riferito alla Reuters che di solito si seguono le misure di sicurezze adottate nel paese dove il velivolo è stato costruito. Quella di oggi è una rarità, dettata dal buon senso verso l’incolumità dei passeggeri. Intanto il titolo della Boeing è sceso in Borsa di oltre il 3%, una discesa inevitabile visto il triste percorso del Dreamliner.

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