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BlackBerry 10, ecco in anteprima le novità del sistema operativo

È imminente un cambio di rotta ma anche di filosofia per i dispositivi della canadese Rim, che a gennaio si rifaranno il look sia nel software che nell’hardware per competere nell’arena affollata di iPhone, dispositivi Android e Windows Mobile. Tante le funzioni inedite da scoprire, svelate a Panorama.it da Rick Costanzo, vicepresidente esecutivo delle vendite globali dell’azienda

A gennaio lo presenteranno ufficialmente al grande pubblico. Nel frattempo il management della Rim, l’azienda canadese che produce i BlackBerry, sta girando il mondo per mostrare in anteprima a sviluppatori e operatori come sarà il prossimo sistema operativo: il Blackberry 10. Un chiaro segnale di sfida a una concorrenza sempre più agguerrita. Un test importante, anzi fondamentale, per capire quanto spazio c’è per questo quarto ambizioso protagonista e per spezzare il triumvirato Apple-Google-Microsoft.  

Il reboot del BlackBerry, va detto subito, non sembra essere il clone di Android e iOS, almeno stando alle funzioni e alle caratteristiche che Panorama.it ha avuto la possibilità di vedere in anteprima. «Anzi, vogliamo lanciare un paradigma nuovo di zecca che ci differenzi e ci rappresenti» ci dice Rick Costanzo, vicepresidente esecutivo delle vendite mondiali dell’azienda. «Quello vecchio, quello portato avanti dalla Apple e da Google, è stato un buon modello per gli ultimi cinque anni, ma adesso non vale più».

Si spieghi meglio.
È un modello che possiamo definire «in e out». Cioè: io sono dentro un’applicazione e per passare a un’altra, oppure solo per dare un’occhiata a delle notifiche, è necessario che esca, torni nella home, e scelga il programma successivo. O comunque che faccia apparire la barra delle app in background. Ne apro una e scompare l’altra.

Voi cosa proponete invece?
Un paradigma che si chiama «always in». Sul BlackBerry 10 sarà possibile spostare quello che sto vedendo sullo schermo come se fosse una tendina. Appariranno tutte le notifiche aggiornate e l’utente potrà decidere se continuare a fare quello che già stava facendo o passare ad altro.

Possiamo fare un esempio pratico?
Certo. Supponiamo che io stia leggendo delle notizie sportive e stia aspettando una mail importante. Anziché controllare ogni due minuti se è arrivata uscendo dal sito, posso per un attimo scostare il lembo sinistro dello schermo e vedere se è presente nelle notifiche (vedi immagine qui sotto). E questa, sia chiaro, non è un’applicazione. È una funzione presente di serie nel sistema operativo.

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Che tipo di notifiche posso controllare?
Praticamente tutte: messaggi di posta elettronica, sms, aggiornamenti di social network, chat sul messenger. È un flusso continuo, che ottimizza anche la gestione del telefono, migliora l’esperienza complessiva di comunicazione.

È l’unica novità presente?
Certo che no. Questa è una piattaforma nuova di zecca, in grado di gestire fino a 900 processi alla volta. Che si avvia in maniera fluida, che è compatta, efficiente ed estremamente stabile. E se qualcosa non va, non resetta mai il sistema operativo, ma al massimo la singola applicazione. Anche questo è un notevole risparmio di tempo.

Se c’è un elemento in cui non avete rivali, quello è il campo della tastiera fisica. Continuerete a proporre modelli con questa caratteristica?
Sì, anche, ma non è più così importante. Perché dalla migliore tastiera fisica, siamo capaci di offrire la migliore esperienza di digitazione in generale. Abbiamo studiato a fondo il comportamento degli utenti, dove guardano, dove vanno le dita.

Con quali conclusioni?
Potremo offrire un sistema che impara il lessico del suo proprietario e gli propone le parole ad hoc per completare le frasi. Ma attenzione, non parole standard: parole tagliate sulla base del contesto in cui si sta digitando. Dunque più formale se per esempio ci si trova nell’editor delle mail, più informale in chat o sui social network.

Dove saranno visibili questi suggerimenti?
Direttamente sui tasti delle singole lettere. Con un tocco sarà possibile spedirle all'interno del testo. E se si scrive in un’altra lingua, ovviamente il sistema se ne accorge e si regola di conseguenza.

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Prima accennava ai social network. Per molti utenti digitali sono ormai un elemento imprescindibile della vita quotidiana. Punterete su qualche integrazione particolare?
Crediamo molto nel BlackBerry Messenger, il nostro sistema proprietario. Lo arricchiremo con le videochat ma anche con un mecccanismo di «screen sharing» in tempo reale. Significa che la persona con cui siamo in contatto in quel momento, potrà visualizzare esattamente quello che stiamo vedendo noi in quel momento. Sia che si tratti di un documento o di una presentazione di lavoro, sia un paio di scarpe che vogliamo mostrare a qualcuno prima dell’acquisto.

Il BlackBerry è uscito da tempo dallo stretto recinto dell’uso professionale. Offrirete qualche strumento per chi desidera usare lo stesso dispositivo sia per il lavoro che per lo svago?
La risposta è «BlackBerry Balance», già presente nell’architettura del nuovo sistema operativo. Una partizione per il lavoro, con tutte le garanzie di sicurezza che siamo in grado di garantire alle aziende. Una individuale, riservata all’uso personale degli utenti. Uno spazio a sua volta isolato da quello di tipo business.

Una nota dolente rispetto ai vostri principali competitor è l’offerta di app più esigua. Cosa risponde in merito?
Stiamo creando un dialogo davvero proficuo con gli sviluppatori. Lo so che in questi casi si dice sempre così, ma sono davvero entusiasti di BlackBerry 10. Nel nostro negozio digitale offriremo una combinazione matura di nuove e vecchie app. Mi spiego meglio: ci saranno quelle più famose, ma ne stiamo sviluppando di inedite ad hoc per sfruttare al massimo i prossimi dispositivi. Da questo punto di vista anche la community ci sta aiutando molto. Inoltre inseriremo di serie un meccanismo che permetterà di raccomandare una app agli amici. Così, anziché basarci sui giudizi positivi di perfetti estranei, potremo conoscere l’opinione di persone che magari reputiamo affidabili.

Domanda superflua a questo punto: siete dunque veramente convinti che, a oggi, andare per la vostra strada, proporre un sistema operativo proprietario, sia una scelta che paghi?
Sarò sincero: a un certo punto ci siamo chiesti se valeva la pena aprirci ad Android oppure a Windows Phone. Ma la risposta è stata no. Perché altrimenti non ti differenzi, non emergi, sei uguale a tutti gli altri.

In compenso siete disposti a portare il vostro sistema operativo sui dispositivi di altri produttori.
E se ci pensa questa decisione è la naturale conseguenza di quanto le dicevo poco fa. Pensiamo di avere sviluppato un’identità molto coerente, molto forte, e siamo pronti a condividerla. Vogliamo poter diventare il portavoce di uno stile che è personale e trasversale allo stesso tempo. Che si declina in tanti modi, che è valido per l’uomo d’affari come per la ragazzina di sedici anni.  

Twitter: @marmorello

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