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Apple contro Google: lotta all’ultima mappa

Novità per Google Maps: indicazioni offline, Street View esteso a posti irraggiungibili e rendering 3D delle aree urbane. Un anticipo su Apple, che sta per svelare le sue mappe

– Credits: Google

Google ha apportato sostanziali modifiche alle sue ubique (per ora) mappe. Cosa dite? L’ha già fatto la settimana scorsa con Google+ Local e Google Wonders? È vero, ma a quanto pare a Mountain View hanno deciso di concentrare una buona parte della loro riserva di energie nel miglioramento di Google Maps. Il motivo è semplice: Foursquare e Apple stanno producendo mappe in proprio e, se Google non rende il proprio prodotto irrinunciabile, presto potrebbe perdere l’egemonia che ancora detiene sulle mappe mobile.

Ma andiamo con ordine. In un post sul blog ufficiale di Google, intitolato La ricerca infinita della mappa parfetta, Brian McLendon di Google Maps ha annunciato l’introduzione di tre importanti novità:

1. Nuove strumentazioni che permetteranno a Street View di inoltrarsi in qualsiasi luogo del globo, grazie all’utilizzo di tricicli, motoslitte, imbarcazioni e apparecchiature per la ripresa indossabili.

2. La possibilità di accedere alle mappe e alle indicazioni stradali da mobile anche offline

3. L’utilizzo di una nuova tecnologia di ripresa aerea per creare modelli tridimensionali di aree metropolitane per Google Earth.

Sulla carta, Google afferma che le modifiche apportate a Maps sono un tentativo di rendere il servizio ancora più accurato e funzionale, preparando la nuova generazione di mappe esplorabili. In realtà, la tempistica suggerisce che la ragione fondamentale sia un altra: la prossima settimana, infatti, Apple presenterà probabilmente il nuovo iOS 6 alla WWDC 2012 e con esso le attese nuove mappe per iPhone e iPad. Tra le novità potrebbero già esserci delle mappe tridimensionali esplorabili del tutto simili a quelle annunciate ieri da Google.

Insomma, Google sente il fiato di Apple solleticargli il collo e sembra voler giocare d’anticipo per non farsi sorprendere dal nuovo trend che sta investendo la Silicon Valley. Le prime avvisaglie di bufera sono arrivate lo scorso marzo, quando Foursquare aveva annunciato di intendere abbandonare le ubique mappe della grande G per fabbricarsene di proprie. Google al tempo aveva nicchiato, ma quando poi nelle ultime settimane Apple ha annunciato di volersi defilare anch’essa per puntare su mappe proprietarie, a Mountain View hanno capito che bisognava in qualche modo rispondere al fuoco.

In realtà, è dal 2009 che Apple lavora alla creazione di mappe proprietarie, più o meno da quando Eric Schmidt ha lasciato vuoto il suo posto nel consiglio di amministrazione Apple. Nel lotano 2007, tra Apple e Google correva ancora buon sangue, al punto che Steve Jobs decise di introdurre mappe Google precaricate nell'iPhone. Si trattava di un accordo spinoso (Apple voleva poter modificare le mappe a suo piacere, Google scuoteva la testa) ma tutto sommato equilibrato. Poi però a Mountain View hanno deciso di puntare su Android, e i rapporti si sono rovinati alla velocità della luce. Apple voleva Street View sull’iPhone, Google lo teneva blindato sulle piattaforme Android. L'anno dopo Google si lanciava nel mobile advertising comprando AdMob, Apple comprava Quattro Wireless. Nel giro di pochi anni, quella che inizialmente era una competizione circoscritta si allargò a qualsiasi altro settore, dalle app alle TV, dai brevetti al search (con l’introduzione di Siri), fino ad arrivare alle mappe e alla geolocalizzazione dei servizi.

Quella che può sembrare una semplice sfida a chi crea le mappe più funzionali ha infatti una portata più ampia. Molto più ampia. Quello della geolocalizzazione è un business in continua espansione, lo dimostrano la crescita di servizi come Foursquare, l’interesse di Facebook per startup come Gowalla, quello di Google per servizi come Schemer, e se proprio avete bisogno di numeri nudi e crudi, lo dimostra il fatto che il 25% del denaro speso in mobile advertising nel 2012 è andato a finanziare inserzioni geolocalizzate (si parla di oltre 600 milioni di dollari). Alla radice di questo business, banale a dirsi, ci sono le mappe.

Oggi, le mappe di Google coprono il 75% delle zone abitate nel mondo, il che significa che le Google Car hanno battuto almeno 1,6 milioni di chilometri in tutto il globo. Attualmente, il 90% degli utenti iPhone si serve abitualmente di Google Maps e dei suoi servizi annessi. Confrontando questi dati con gli introiti dell’advertising geolocalizzato, è più facile comprendere perché Apple abbia deciso di puntare su mappe proprietarie, e perché Google farà di tutto per rendergli il gioco difficile.

In attesa che la geo-competizione tra Google e Apple entri nel suo vivo, nelle prossime ore Foursquare dovrebbe lanciare la versione rinnovata del suo servizio. Il più famoso dei geosocial network è il primo ad abbandonare le mappe di Google e ha già annunciato che intende modificare il proprio business model, focalizzando l’attenzione sul geotargeting e sulle offerte geolocalizzate legate ai check-in.

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